recep tayyip erdogan oleodotto turco per superare la chiusura dello stretto di hormuz

LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UN ASSIST A QUEL VOLPONE DI ERDOGAN LA TURCHIA SOGNA DI COSTRUIRE UN NUOVO OLEODOTTO CHE COLLEGHI I GIACIMENTI IRACHENI DI BASSORA AL MEDITERRANEO – L'AGENZIA INTERNAZIONALE DELL’ENERGIA: “SAREBBE UN PROGETTO IMPORTANTISSIMO” - SE IL PIANO ANDASSE IN PORTO, ANKARA AUMENTEREBBE IL SUO PESO GEOPOLITICO ED ECONOMICO, TRASFORMANDOSI IN SNODO CENTRALE PER L’ENERGIA DIRETTA VERSO L'EUROPA…

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

Fatih Birol

[…] Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale dell'energia, tira un tratto di penna sul futuro dello Stretto di Hormuz. Lo fa parlando con il quotidiano turco Hürriyet, lui che è di nazionalità turca, e spinge un progetto alternativo, ovviamente "Made in Turkey".

 

È il momento giusto, dice infatti, per costruire un nuovo oleodotto che colleghi i giacimenti iracheni di Bassora al terminale mediterraneo turco di Ceyhan: sarebbe un progetto «estremamente attraente e importantissimo, sia per l'Iraq, sia per la Turchia, sia per la sicurezza degli approvvigionamenti regionali, soprattutto dal punto di vista europeo». Il nodo finanziario - dice - potrebbe sciogliersi con il sostegno di Bruxelles, e l'accordo politico tra Baghdad e Ankara è raggiungibile.

 

L'OLEODOTTO TURCO PER SUPERARE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ

[…]Con lo Stretto di nuovo bloccato dagli iraniani, e comunque tappato all'esterno del Golfo Persico dalla flotta Usa, l'instabilità di quel tratto di mare – e soprattutto dei trasporti di gas e petrolio che vi transitano – è sempre meno una questione teorica e sempre più un danno concreto per tutti, dai produttori ai consumatori. […] Anche l'Iraq dipende dallo Stretto per esportare il greggio dal porto di Bassora, che ospita circa 90 miliardi di barili di riserve certificate e genera circa il 90% delle esportazioni petrolifere del Paese.

 

Del resto, rotte alternative per uscire dal Golfo Persico via mare non ce ne sono, e se anche lo Stretto di Bab-el-Mandeb, la "porta delle lacrime" che chiude a sud il Mar Rosso verso l'Oceano Indiano, è dato ciclicamente come passaggio a rischio, l'alternativa diventa solo quella di usare i tubi al posto delle navi. […]

 

giacimento petrolifero a bassora, iraq

Ankara, oggi, è colpita in pieno dalle conseguenze del conflitto: importa circa il 90% del suo fabbisogno energetico, con un conto annuo di 60-65 miliardi di dollari, e la fiammata dei prezzi petroliferi significa che l'inflazione viaggia intorno al 31%, la lira è ai minimi storici e le esportazioni verso i Paesi del Golfo sono crollate a marzo del 37%. […] I nuovi scenari […] potrebbero darle molte soddisfazioni e soprattutto un ruolo di pivot nei commerci energetici.

 

Dopo la chiusura dello Stretto, Iraq e Kurdistan hanno concordato la riapertura dell'oleodotto Kirkuk–Ceyhan, che trasporta 250.000 barili al giorno. Poi c'è l'oleodotto Baku–Ceyhan, lungo 1.700 chilometri, porta già fino a 1,2 milioni di barili al giorno verso il Mediterraneo, mentre sempre ogni giorno, oltre 3,5 milioni di barili transitano attraverso il Bosforo.

 

stretto di hormuz - petrolio e gas

È questa la rete che la Turchia vuole stendere con alcune mosse in simultanea: prolungare verso sud l'oleodotto Kirkuk–Ceyhan fino a Bassora — esattamente il progetto sponsorizzato da Birol —, spingere la cosiddetta "Development Road", una rete ferroviaria e stradale che collegherebbe il Golfo all'Europa passando per l'Iraq, e infine espandere il "Corridoio di Mezzo", la rotta terrestre che unisce la Cina all'Europa via Caucaso, il cui progetto cardine è il Tripp — Trump Route for International Peace and Prosperity — un collegamento tra Turchia e Azerbaijan attraverso l'Armenia, presentato alla Casa Bianca in febbraio insieme a un accordo di pace preliminare tra le due ex repubbliche sovietiche.

 

Adesso, magari, potrebbe cambiare il nome del progetto, vista la calante popolarità dell'inquilino della Casa Bianca, ma non certo la sostanza.

 

[…] Ankara acquisirebbe un potere contrattuale senza precedenti. Il presidente Erdogan ha già articolato questa visione senza eccessiva modestia: «La Turchia si distingue come isola di stabilità e porto sicuro. Crediamo di cuore che questa crisi globale aprirà nuove porte per il nostro Paese».

ERDOGAN

 

Ma, oltre che sul piano economico, è su quello geopolitico in senso più ampio che la Turchia fa una grande scommessa: con l'Iran azzoppato, Ankara emerge come la sola potenza con la capacità militare, la competenza industriale e la proiezione culturale per ridefinire gli equilibri del Medio Oriente allargato. […] E poi, ovviamente, c'è l'appartenenza alla Nato, di cui ospiterà a luglio le esercitazioni. Tutti elementi che spingono perché anche gli oleodotti si concretizzino e l'aspirazione di grande potenza regionale possa farsi realtà.

AREA MINATA - STRETTO DI HORMUZnave attraversa lo stretto di hormuztraffico di navi cargo e petroliere nello stretto di hormuzMEME SULLO STRETTO DI HORMUZ TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA BY NATANGELO giacimento petrolifero a bassora, iraq

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