roberto fico - giulia sarti - luigi di maio

“TUTTI SAPEVANO TUTTO” - CI SONO CHAT E REGISTRAZIONI SUL CASO DI GIULIA SARTI RIMASTE FINORA RISERVATE CHE COINVOLGONO ALTRI ESPONENTI DEL M5S… - SONO NELLE MANI DI BOGDAN ANDREA TIBUSCHE, IL FIDANZATO DELLA PARLAMENTARE 5 STELLE CHE POTREBBE RENDERLE PUBBLICHE GIÀ LA PROSSIMA SETTIMANA - LE CARTE PROCESSUALI SVELANO TUTTE LE BUGIE CHE LA DEPUTATA HA RACCONTATO AL PM QUANDO HA PRESENTATO LA DENUNCIA..

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

ROBERTO FICO - GIULIA SARTI - LUIGI DI MAIO

Ci sono chat e registrazioni sul «caso Sarti» rimaste finora riservate che coinvolgono altri esponenti del M5S. Sono nelle mani di Bogdan Andrea Tibusche, il fidanzato della parlamentare 5 Stelle che potrebbe renderle pubbliche già la prossima settimana. Dopo aver consegnato ai magistrati di Rimini la copia delle sue conversazioni con Giulia Sarti dimostrando così di non averle mai rubato i soldi che lei doveva versare al Movimento, ora è pronto a una nuova contromossa. Le carte processuali svelano tutte le bugie che la deputata ha raccontato al pubblico ministero quando ha presentato la denuncia. Ma lo sfogo di Tibusche con il suo avvocato Mario Scarpa fa ben comprendere come la storia non sia affatto chiusa.

 

BOGDAN ANDREA TIBUSCHE

L' uomo deve decidere se presentare una denuncia per calunnia. E di questo sta discutendo con il legale: «Tra i 5 Stelle tutti sapevano che cosa era accaduto, è incredibile che adesso tutti scarichino lei. La prossima settimana deciderò che cosa fare, voglio reagire a tutte queste falsità con il materiale che ho a disposizione».

 

Il resto lo scrive su un post di Facebook che cancella poco dopo: «Ho letto sui giornali che Casalino fa lo gnorri e scarica la Sarti. Sapete qual è il bello? Il messaggio con il quale mi si informava che sarebbero stati lui e Ilaria (Loquenzi, una delle portavoci, ndr ) a spingere la querela, Casalino lo ha avuto (screenshots), da me, il 15 febbraio del 2018. Ho sempre lo stesso vizio: salvo e registro tutto. Non sapeva nulla fino ad oggi? Lo sapeva eccome».

 

Giulia Sarti

Si torna dunque a un anno fa quando la deputata grillina finisce nell' elenco di chi non versa i contributi al Movimento. E concorda con il fidanzato una versione da fornire ai vertici.

Sarti : «Ho chiamato Mantero, il capogruppo. Devo mandargli una mail urgente con la spiega di quanto accaduto. Vogliono distinguere tra i furbi e gli errori».

Tibusche : «Mi sembra chiaro».

Sarti : «Ho provato a chiamare anche Luigi su suo consiglio ma non mi risponde.

Ora neanche Bugani. C' è Di Battista a Forlì, io devo prima inviare questa mail e dimostrare che si è trattato di un errore».

Alla fine scrive la lettera indirizzata anche a Di Maio con tutto l' elenco degli errori. E la legge al fidanzato.

Tibusche : «È perfetta».

 

ROCCO CASALINO

Poco dopo lei gli dice che dovrà denunciarlo «come mi hanno chiesto Ilaria con Rocco», lui forse pensa a dichiarazioni pubbliche. Due giorni dopo Sarti presenta l' esposto e racconta una versione totalmente falsa.

 

Ammette di essere stata lei ad affidargli la gestione economica «consegnandogli i codici di accesso al conto corrente», ma nega di essere stata consapevole degli ammanchi. Tra le bugie che racconta c' è anche quella di essersi accorta soltanto il giorno prima «che le somme non erano state versate e per questo ho controllato tutti i bonifici fino al 2014». Quanto basta per scatenare la reazione di Tibusche che le manda un messaggio fin troppo esplicito: «Hai preso una posizione di guerra e io mi devo difendere... Ora chiamo i giornali pure io, cominciamo la guerra».

 

In realtà l' uomo chiede al procuratore di Rimini Davide Ercolani di essere interrogato.

giulia sarti

Nega di aver mai utilizzato i soldi, racconta dell' accordo tra lui e Sarti per effettuare i bonifici e annullarli subito dopo aver mandato la ricevuta al M5S. Un vero e proprio falso che avevano «deciso insieme» per fare fronte ai debiti.

 

Poi aggiunge: «I componenti del M5S facevano a gara a chi rendicontava di più». In realtà Sarti aveva fatto spese superiori alle proprie possibilità e «aveva tra l' altro due collaboratori per i quali, fino al 2014, venivano pagati solo gli stipendi con esclusione dei contributi. Per questo l' Agenzia delle Entrate chiese il pagamento di alcune cartelle da 9, 10 e 12 mila euro da pagare per tasse e contributi».

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