riciclaggio cina

LA CINA RICICLA – FIUME DI DENARO ILLECITO IN DIREZIONE PECHINO – DALLE MIGLIAIA DI “MONEY TRANSFER” DA 999 EURO AL GIORNO ALLE MAZZETTE NEI GIOCATTOLI TROVATE A FIUMICINO – UN SOLO IMPRENDITORE CON GLI OCCHI A MANDORLA IN UN GIORNO HA FATTO 500 OPERAZIONI DI TRASFERIMENTO DI DENARO DA MEZZO MILIONE L’UNA 

 

1. MONEY TRANSFER LA ROTTA D' ORO VERSO LA CINA

Federica Angeli per ''la Repubblica - Roma''

 

mafia cinese

Non solo contraffazione e non solo pizzo chiesto ai connazionali commercianti: la mafia cinese muove le sue pedine su una scacchiera molto complessa. Fatta di una matrioska di società spesso usate come copertura ad imprese della malavita romana su cui gli inquirenti hanno già messo gli occhi. Così, ad esempio, i clan di Roma per allontanare ogni sospetto dal giro delle sale scommesse, con un regolare atto notarile, cedono tutto al ricco manager orientale che, all' apparenza, diventa il socio unico dell' attività. Guarda caso però i dipendenti assunti sono quelli che prima ne erano i gestori.

 

Mafia cinese roma

Emblematica la situazione della sala scommesse di via Costanzo Casana a Ostia passata di mano da quelli che nell' ordinanza Alba Nuova della squadra mobile venivano indicati come i delfini dei fratelli Triassi (assolti da ogni accusa, compresa quella per mafia) a un gestore cinese e che 2 settimane fa è stata chiusa su ordinanza del questore di Roma perché frequentata da pregiudicati. Uno dei dipendenti dietro al banco, fino alla fine di febbraio, era colui che, nella prima gestione ne era socio a tutti gli effetti.

 

Che esista la Triade, la cui solidità è garantita appunto da complicità con le mafie nostrane, è evidente, secondo gli inquirenti. E lo dimostra uno dei tratti distintivi della criminalità organizzata: la movimentazione di flussi di denaro enormi. La quantità di ricchezza esagerata accumulata da cittadini asiatici è comprovata da una serie di operazioni delle forze dell' ordine.

TRIADI CINESI

 

L' ultima in ordine di importanza è del 2013 quando il nucleo speciale valutario della guardia di finanza, eseguì, su ordine della Dda di Roma, 18 ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. La base logistica della holding asiatica era proprio a Roma e illegalmente, attraverso alcuni money transfer della città, trasferiva all' estero, ovvero in Cina, le somme di denaro.

 

L' indagine nacque nel 2011 proprio da un' analisi attenta di rischio riciclaggio da parte del nucleo speciale valutario che rilevò la forte incidenza della comunità cinese, nello specifico tra l' Esquilino e Torpignattara. Gli invii di denaro all' estero parlavano da soli, miliardi di euro inviati in Cina il cui picco si registra tra 2011 e 2012, malgrado la normativa sull' antiriciclaggio.

mafia cinese

 

Che nell' agosto del 2011 fissava la soglia dei 5000 come massimale da inviare, nel 5 dicembre 2011 scese a 2500 e nel 2012 si abbassò a 1000. Fatta la legge trovato l' inganno. Perché allora, come oggi, si registrarono una miriade di mini invii per eludere la tracciabilità del contante: versamenti da 999 euro verso l' oriente. «Ricordo che in un money transfer - spiega uno degli investigatori del nucleo valutario che partecipò all' operazione - in un giorno furono fatte 500 operazioni per circa mezzo milione. La cosa curiosa, accertarono le telecamere, fu che vennero fatte dallo stesso imprenditore orientale».

 

Un "fiume di denaro", questo peraltro fu il nome dato a quell' indagine, che spariva in Cina senza alcun controllo. Al centro dell' indagine, durata due anni, la Sigue, ex money transfer con sede a Londra. Le sette filiali romane raccoglievano le donazioni di fittizi imprenditori cinesi, provento di reati e merce contraffatta, e in Italia non restava poi traccia di quelle ricchezze. Nulla infatti veniva dichiarato al fisco. ( 2.continua)

 

2. ECCO I TRUCCHI DEI NUOVI SPALLONI

Francesco Salvatore per ''La Repubblica - Roma''

 

MONEY TRANSFER

Così i finanzieri e i doganieri del Leonardo da Vinci combattono i trafficanti di valuta In un anno recuperati 14 milioni di euro. Un flusso di denaro. In piccole e grandi quantità ma costante. È un' emorragia di capitali importante, di soldi che migrano dall' Italia all' estero, quella che combatte ogni giorno la Guardia di Finanza e i doganieri dell' aeroporto di Fiumicino. Il bilancio dell' operazione "New start", che da un anno va avanti come un carro armato, racconta il recupero di oltre 14 milioni compiuto dai militari nel solo 2017.

 

Si tratta di somme di denaro superiori alla soglia di 10 mila euro che stavano per essere illecitamente esportate perché non dichiarate per importi superiori a quella soglia: sono state oltre 660 le violazioni contestate ai nuovi " spalloni" all' interno del Leonardo Da Vinci, con riscossioni di sanzioni amministrative per circa 300mila euro. Ma dove vanno questi soldi?

yuan cina mazzette

 

Uno Stato su tutti ha il primato indiscusso: la Cina. Dietro, ma di alcune lunghezze, si trova l' Egitto. Quindi ancora più staccate la Nigeria e il Marocco. Più di 8 milioni e mezzo di euro, probabilmente denaro frutto di lavoro nero, stava per salutare l' Italia illegalmente in direzione Shangai.

 

Quasi un viaggio al giorno: sono 354 i passaggi extracomunitari di cittadini cinesi in uscita dall' Italia. Meno della metà, gli egiziani diretti a Il Cairo, 172, per un ammontare di valuta pari a 2 milioni e 400mila euro.

 

CONTANTI

L' indagine si è basata su una complessa attività di analisi che ha permesso di individuare rotte potenzialmente utilizzate come veicolo del traffico illegale di denaro contante. Quindi sono stati intensificati i controlli valutari sui passeggeri in partenza, con esiti che evidenziano come sia in corso una vera e propria emorragia di denaro contante dal nostro Paese verso destinazioni estere quali Asia, Africa e Medio Oriente. Un flusso non dichiarato.

 

CONTANTI 35

Ampio il repertorio degli espedienti adottati per tentare di eludere la rete dei controlli aeroportuali: dal cittadino nord africano che nascondeva il contante all' interno di pacchi regalo per la famiglia, a quello asiatico che celava il denaro in scatole di cioccolatini, oppure infilato nell' intelaiatura metallica dei bagagli come in nel caso di alcuni passeggeri nigeriani.

 

Fino anche a trovarsi di fronte a veri e propri " corrieri di valuta" che lasciavano incustodite le "valigie milionarie", piene di denaro contante, nel tragitto dal check- in di partenza fino al nastro di riconsegna dello scalo finale: erano pronti a rischiare di perdere l' intera posta in gioco piuttosto che affrontare i massicci controlli doganali.

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