50 sfumature di grigio

FREUD VEDE "CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO"– LA SPINTA A INSTAURARE UN RAPPORTO SADO-MASO NASCE DALL’INFANZIA E DALL’ANSIA DI CONTROLLARE E POSSEDERE LA PROPRIA MADRE – IL BAMBINO DEVE DIMOSTRARE A SE STESSO DI AVERE IL COMANDO

Massimo Ammaniti per “la Repubblica”

 

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IL SUCCESSO clamoroso di Cinquanta sfumature nella versione letteraria e nella recente versione cinematografica potrebbe essere legato al coinvolgimento erotico del lettore o dello spettatore che viene sospinto in zone inesplorate della sessualità? Non si tratta sicuramente del valore artistico, perché la pornografia, come scrisse il poeta W.H. Auden, non ha alcun valore letterario e se si esclude lo stimolo erotico «ci si annoia fino alle lacrime».

 

Le critiche letterarie e cinematografiche di Cinquanta sfumature ne hanno confermato il carattere superficiale addirittura addomesticato del gioco sessuale di dominio e sottomissione, che vede implicati i due protagonisti, il giovane milionario Mister Grey e la sprovveduta Anastasia che finisce nelle sue maglie.

JESSICA BENJAMINJESSICA BENJAMIN

 

Questo «ingarbugliato affare di sesso», come è stato definito il film in una recensione pubblicata dal New York Times, suscita istinti erotici oppure rappresenta la nuova frontiera accattivante della liberazione sessuale iniziata qualche decennio fa? E non si rischia di banalizzare la complessità del rapporto fra amore, dominio e sessualità?

È quanto si prova assistendo al film, a volte si sorride di fronte alle meccanicità delle pratiche sessuali, altre volte si avverte disagio e inquietudine, altre volte si sente una commiserazione per Christian Grey, la cui perversione è semplicisticamente ricondotta alla sua storia infantile quando fu abbandonato dalla madre, ma soprattutto ci si sente vittime di una colossale manipolazione commerciale.

FREUD ERA ENTUSIASTA DELLA COCAINA FREUD ERA ENTUSIASTA DELLA COCAINA

 

Per liberarsi dalle maglie accattivanti e banali di Cinquanta sfumature giunge a proposito la riedizione del libro di Jessica Benjamin Legami d’amore. I rapporti di potere nelle relazioni amorose edito da Raffaello Cortina Editore. L’autrice è una psicoanalista americana di orientamento relazionale e femminista che è stata una delle protagoniste del dibattito americano sulla condizione della donna, che ha investito anche i presupposti della teoria freudiana troppo incentrati sull’egemonia del fallo nello sviluppo psicologico di entrambi i sessi.

 

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Il libro già pubblicato nel 1988, nel clima acceso del femminismo americano, viene arricchito con un nuovo capitolo della Benjamin che rilegge il suo libro a 25 anni di distanza. Un riferimento fondamentale era stato il libro di Simone De Beauvoir Secondo sesso che l’aveva sollecitata ad approfondire il rapporto fra riconoscimento dell’altro e dominio sessuale.

sasha diventa dominatrix dopo un incidente stradalesasha diventa dominatrix dopo un incidente stradale

 

Se questo era un tema rilevante in campo psicoanalitico, ben prima era stato affrontato da Hegel nel suo saggio sul rapporto servo-padrone, in cui veniva approfondito «il desiderio di indipendenza del sé (che) si scontra con il bisogno di riconoscimento di sé». Questa reciprocità umana rappresenta per Hegel una condizione esistenziale e quando si verifica un conflitto irrisolvibile viene meno la tensione e si crea la coazione al dominio.

 

Jessica Benjamin riconduce il dominio alla relazione precoce fra madre e figlio quando il bambino per sentirsi autentico ha bisogno di riconoscere la realtà esterna delle persone intorno a lui che devono avere un’esistenza indipendente, che non sia soltanto la proiezione della mente infantile. Citando uno scritto dello psicoanalista inglese Winnicott, Benjamin descrive il paradosso che deve affrontare il bambino per giungere al riconoscimento dell’altro, distruggere in fantasia la madre per poi scoprire che la madre sopravvive come persona che non si fa annullare.

 

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 È qui che può nascere il desiderio di dominio nel bambino se la madre accetta di essere controllata dal figlio perdendo la propria condizione vitale. Il difficile dilemma del bambino è quello di raggiungere l’indipendenza dalla madre e allo stesso tempo ottenere un riconoscimento della propria autonomia proprio da lei da cui dipende.

 

Invece di riconoscere la propria dipendenza il bambino si sente onnipotente e si convince che la madre sia una sua estensione che può controllare e possedere a suo piacimento. Questa sarebbe la matrice del dominio che viene esercitato anche in campo sessuale, in cui viene proposta la dinamica padrone-schiava, una collusione erotizzata fra colui che domina e la persona che si assoggetta.

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Ma si tratta di una complementarietà inesauribile perché il padrone ha bisogno di dominare il suo schiavo, che nonostante il suo assoggettamento non riesce a placare il bisogno inesauribile di controllo da parte del padrone. È un rapporto mortale in cui l’istinto di morte, di cui parlò Freud, prende il sopravvento creando una ripetitività delle pratiche sessuali che mettono in scacco la reciprocità umana.

 

È una tesi affascinante questa di Jessica Benjamin che non solo getta luce sul rapporto sado-masochistico, ma anche sull’intreccio che si stabilisce nelle relazioni sentimentali fra dominio, controllo e sessualità in cui uno dei due fugge e l’altro lo insegue, uno si mostra generoso e l’altro rifiuta, potremmo dire la spirale irrisolvibile che sollecita il desiderio sessuale.

 

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