COME MAI IL SINDACO DI BOLOGNA MATTEO LEPORE E I SUOI COLLEGHI SINISTRATI NON ORGANIZZANO CORTEI PER SAMUELE SPINELLI, IL 28ENNE MORTO A BARCELLONA DOPO ESSERE STATO FERMATO DALLA POLIZIA? – I MEDICI HANNO ATTRIBUITO IL SUO DECESSO A UN’OVERDOSE, MA LA SUA FAMIGLIA NON È D’ACCORDO: “NON FACEVA USO DI DROGHE, ERA PIENO DI LIVIDI, GRAFFI ED ERA GONFIO" – IL RAGAZZO È STATO ARRESTATO IN STATO DI AGITAZIONE ALL’INTERNO DI UN GRANDE MAGAZZINO: QUANDO È ARRIVATA LA POLIZIA È STATO MESSO A TERRA A PANCIA IN GIÙ, GLI È STATO INIETTATO UN CALMANTE CHE AVREBBE CAUSATO UN ARRESTO CARDIACO – I LEGALI: “PER 40 MINUTI È RIMASTO CON LA FACCIA SCHIACCIATA PER TERRA. QUESTA È TORTURA, NON C’È ALTRO MODO PER DEFINIRLA…”
Estratto dell’articolo di Antonella Mollica per il "Corriere della Sera"
Era arrivato in Spagna da due giorni per inseguire la sua passione per la musica rap. Samuele Spinelli, fiorentino, oggi avrebbe compiuto 28 anni, è morto il primo giugno a Barcellona dopo essere stato fermato dalla polizia catalana in stato di agitazione all’interno di un grande magazzino.
«Overdose» per i medici spagnoli, ma la famiglia vuole vederci chiaro. E così, dopo la denuncia presentata dall’avvocato Diego Capano, come raccontato da La Nazione , si indaga in Spagna e in Italia mentre la salma è già rientrata a Firenze, dove martedì scorso è stato celebrato il funerale.
Tutto è successo il 29 maggio. […] Sono le telecamere di sorveglianza del grande magazzino in centro a riprendere tutta la sequenza del dramma, dall’inizio alla fine. […] Alle 18.30, Samuele, maglietta bianca, pantaloncini e marsupio, fa irruzione nel negozio correndo. È in stato alterato, sembra spaventato, forse in preda ad allucinazioni.
I vigilantes lo fermano, lo portano in un disimpegno del negozio dove lo immobilizzeranno a pancia in giù. Dalle immagini si vedono fino a 7 persone mentre cercano di contenerlo. Gli legano le mani dietro la schiena con delle fascette, poi anche i piedi e qualcuno si siede su di lui. «Per 40 minuti è rimasto con la faccia schiacciata per terra — spiega l’avvocato Capano — questa è tortura, non c’è altro modo per definirla».
Quando arrivano i medici a Samuele viene iniettata una dose di midazolam, un sedativo. Subito dopo arriva l’arresto cardiaco e solo in quel momento il giovane viene liberato dalle fascette. I sanitari tentano di rianimarlo per 18 minuti, poi lo portano via in barella con l’ambulanza. Quando arriva all’ospedale ha 39,8 di febbre.
Il giorno dopo la famiglia viene avvisata dalla polizia italiana che Samuele è in ospedale in gravi condizioni. La famiglia arriva in Spagna. Samuele non si riprenderà più. Le analisi all’ospedale di Barcellona rilevano tracce di anfetamine e metanfetamine ma senza indicare le quantità.
«Samuele non faceva uso di droghe — spiega il cugino Piter Rossi che è volato in Spagna insieme al resto della famiglia appena avvisato di quello che era accaduto — quando l’ho visto mi sono chiesto come sia stato possibile ridurlo in quelle condizioni: era pieno di lividi, graffi ed era gonfio. Ho fatto fatica a riconoscerlo. Lui stava bene di salute, aveva fatto esami a marzo e non aveva problemi. Nessuno avrebbe retto una pressione come quella». […]




