parigi deserta

COME TI SPENGO LA VILLE LUMIÈRE – A 10 GIORNI DAGLI ATTACCHI DEI KAMIKAZE PARIGI SI SGONFIA COME UN SOUFFLÉ – BOUTIQUES VUOTE SUI CHAMPS ELYSÈES, PRESENZE DIMEZZATE NEGLI ALBERGONI, SPARITI I TURISTI AMERICANI, RUSSI, GIAPPONESI E GLI ARABI DEL GOLFO

1."VILLE LUMIÈRE ADDIO" I RICCHI PRIMI AD ANDARSENE

PARIGI DESERTAPARIGI DESERTA

Leonardo Martinelli per “la Stampa

 

Ventotto volte «bonjour» in tre minuti: è quanto si poteva ascoltare ieri pomeriggio (che in tempi normali sarebbe stato un sabato di shopping) curiosando nei corridoi del palazzo Louis Vuitton sugli Champs-Elysées. Quei saluti educati erano pronunciati da uno stuolo di commessi forzatamente nullafacenti, alle prese con uno dei rari clienti potenziali. La megaboutique appariva semivuota, nonostante fosse piena dei soliti prodotti luccicanti del marchio, i più ambiti dai ricchi di tutto il mondo. Il problema è che a Parigi di americani, russi, arabi del Golfo, giapponesi e brasiliani non c' è più neanche l' ombra.


A una settimana dagli attentati, resta qualche frotta di cinesi e di asiatici non nipponici. E il solito popolo delle compagnie aeree low cost, in arrivo dall' Europa del Sud e da quella dell' Est. Ma anche loro sono in forte calo. Se dal palazzo di Louis Vuitton si scende lungo gli Champs, ecco il classico mercatino di Natale, destinazione cheap: è aperto, luccicante e tristemente vuoto, per di più sotto una pioggia gelida. Natacha vende stampi da forno per dolci. Ed è disperata: «Non riesco a incassare neppure la quota necessaria per affittare il mio stand, 600 euro al giorno. La gente non se la sente di comprare cose superflue in questo momento».

PARIGI DESERTAPARIGI DESERTA


La fuga dei ricchi Le preoccupazioni maggiori, in ogni caso, riguardano lo shopping d' alta gamma (il Printemps, uno dei grandi magazzini più quotati, è già a meno 30% di vendite rispetto a una settimana fa). E ancora di più si teme per il business dei «palaces», gli alberghi di ultralusso della capitale francese. «Gli hotel più penalizzati dalla paura sono proprio quelli di livello alto, che dipendono da una certa clientela internazionale», sottolinea Jean-Marc Palhon, presidente della società Extendam, che ha investito in un' ottantina di alberghi in tutta la Francia.

PARIGI DESERTAPARIGI DESERTA


Il Bristol è uno dei palaces, a due passi dall' Eliseo (quando era presidente, lì si profilava di continuo Nicolas Sarkozy a mangiare il suo piatto preferito, vero inno ai «nouveaux riches» di tutto il mondo: maccaroni al tartufo, foie gras e carciofi, con una spolverata di parmigiano ben stagionato). Ieri l' entrata era controllata dalla polizia e nella hall vagava solo qualche ricca vecchietta francese un po' spaesata. Didier Le Calvez, alla guida del Bristol, presiede anche il settore degli hotel di prestigio dell' Umih, l' associazione francese degli albergatori.


«Hanno iniziato ad annullare delle prenotazioni già il sabato mattina dopo la serata degli attentati - sottolinea -. Il mese di novembre a Parigi per tutti gli hotel si chiuderà probabilmente con un 50% in meno di fatturato. E si andrà avanti così almeno due o tre mesi».

abdelhamid abaaoud   mente delle stragi di parigiabdelhamid abaaoud mente delle stragi di parigi


Va molto peggio che ai tempi degli assalti in gennaio. Allora le entrate degli alberghi di Parigi si erano ridotte tra il 7 e l' 8% nei giorni successivi (contro -21% il sabato dopo gli attentati del 13 novembre e -28,5% la domenica). Dopo l' 11 gennaio l' effetto negativo si era esaurito in due settimane. Mentre a una di distanza dagli ultimi eccidi, gli alberghi stimano un giro d' affari più che dimezzato (sarebbe partita la corsa alle tariffe da saldo) e la fiducia resta minima da qui a Natale. Grazie a un' estate ottima, a fine agosto il calo era stato ridimensionato fortemente sui primi otto mesi dell' anno, appena il meno 1%. Ma questa volta, rispetto ai tempi di Charlie Hebdo, tutti si considerano obiettivi potenziali dei terroristi. Tutti hanno paura.


 

2. L' ESEMPIO D' ISRAELE VIVERE SOTTO LE MINACCE FIDATEVI DELLA SICUREZZA E NON CHIUDETEVI IN CASA

Maurizio Molinari per “la Stampa

avenue des champs elysees parigiavenue des champs elysees parigi

 

Per l' Europa scossa dal massacro di Parigi, attraversata da paure collettive sul futuro ed alle prese con la moltiplicazione di pregiudizi e sospetti nella vita quotidiana può servire riflettere sul caso israeliano.


Negli ultimi 22 anni 1554 cittadini israeliani sono stati uccisi da atti di terrorismo in ondate successive di attentati con bombe, autobombe, kamikaze, sparatorie e accoltellamenti in luoghi pubblici ma nello stesso periodo la popolazione è cresciuta da 5,2 a 8,2 milioni e il pil nazionale è balzato da 65,93 a 304,2 miliardi di dollari.

 

polizia di parigipolizia di parigi

Per comprendere come sia possibile vivere e progredire a dispetto di una minaccia costante nei confronti della sicurezza personale e collettiva bisogna ascoltare Ofer, piccolo imprenditore di Gerusalemme con quattro figli, quando dice: «Se mi svegliassi ogni giorno pensando che mi vogliono uccidere non vivrei più, penso invece che lo Stato mi protegge, e dedico le mie risorse a lavorare, alla mia famiglia».


È un approccio che spiega perché le strade più colpite dagli attacchi dell' Intifada dei coltelli - da Pisgat Zeev ad Armon Anaziv - sono affollate come prima.
Piccoli negozi, uffici pubblici e fermate dell' autobus sono popolate da cittadini come Yaakov, elettricista di 42 anni, secondo il quale «il rischio di attentati in Israele non è una novità, abbiamo imparato a conviverci, protetti da soldati che consideriamo nostri figli». Il rapporto con la minaccia in agguato, il nemico dietro l' angolo, è costante.

PARIGI - EVENTO PER CELEBRARE TEL AVIV PARIGI - EVENTO PER CELEBRARE TEL AVIV


Moshe, padre del bambino di 13 anni ferito a coltellate mentre era in bicicletta, lo dice in un corridoio dell' ospedale Hadassa: «Mi sono opposto a farlo fotografare ferito perché quegli assassini non devono vedere come lo hanno ridotto, ne trarrebbero forza per altri attacchi».


L' immagine del figlio non è mai apparsa perché giornali e tv hanno condiviso l' approccio.
E Moshe è tornato al suo impiego: «Per guardare avanti ed far arrivare mio figlio all' università». Il demografo Yoram Ettinger spiega tali comportamenti con il «fondamentale ottimismo» che distingue una «società in guerra proiettata su crescita, e fare figli, per esorcizzare un nemico immanente».

selfie nei rifugi di tel avivselfie nei rifugi di tel aviv


Assaf Gavron, scrittore 46enne autore de «La Collina» sulla vita negli insediamenti, parla di una società israeliana «talmente avvolta nel conflitto da viverci dentro in maniera disordinata». Ciò che accomuna gli studenti che salgono sul treno leggero di Tel Aviv - più volte colpito da attacchi - e gli automobilisti che percorrono la strada 60 in Cisgiordania - bersagliata da agguati di ogni tipo - è la consapevolezza che il pericolo di essere colpiti esiste ma non c' è alternativa a vivere, tanto più che le forze di sicurezza fanno di tutto per proteggerli.

I DANNI DEL RAZZO PALESTINESE SU YEHUD SOBBORGO DI TEL AVIVI DANNI DEL RAZZO PALESTINESE SU YEHUD SOBBORGO DI TEL AVIV


«Posso produrre pollame perché ai terroristi ci pensa l' esercito» dice Yedidia, dell' insediamento di Efrat. «Vivere immersi in una situazione di costante rischio non è certo la situazione ideale - aggiunge Carole, madre di tre figli, uno dei quali appena arruolato - ma sappiamo che è una realtà permanente, e dobbiamo riuscire a guardare comunque in avanti».

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…