bilingua

QUESTIONE DI LINGUA - CONOSCERE UN SECONDO IDIOMA FA BENE AL CERVELLO: PER I RICERCATORI “NEI PRIMI ANNI DI VITA QUESTO MIGLIORA LE CAPACITÀ COGNITIVE E DA ANZIANI ABBASSA IL RISCHIO DI ALZHEIMER” - NEL MONDO IL 65% DEI BAMBINI È BILINGUE, IN ITALIA NON SI ARRIVA ALLA METÀ

Elena Dusi per la Repubblica

 

scuolascuola

C' è posto per tutti. Nella testa di un cucciolo d' uomo esistono spazio e meccanismi per imparare più lingue, senza controindicazioni. Se nel mondo il 65% dei bambini è bilingue, in Italia non si arriva alla metà, e solo nelle realtà più multiculturali.

 

Una ricchezza per il cervello, una sfida per la società, il bilinguismo è stato spiegato da neurologi, pediatri, maestri e psicologi nel convegno "Fin da piccoli. Le seconde lingue nei primi anni di vita", organizzato ieri a Trieste dal Centro per la Salute del Bambino (Csb), che da 17 anni porta avanti il progetto "Nati per leggere" per introdurre la lettura (sulle ginocchia di mamma o papà) anche nei primi mesi di vita.

 

«Conoscere due lingue è un vantaggio per tutta la vita. Nei primi anni migliora le capacità cognitive, tanto che a scuola si ottengono risultati migliori. Da anziani abbassa il rischio di Alzheimer » spiega Amanda Saksida, linguista della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. I dialetti da questo punto di vista sono come un idioma diverso. «Un neonato riconosce già la lingua madre, l' ha ascoltata nel pancione. E se le lingue madri sono due, riconoscerà entrambe. All' inizio l' arricchimento del vocabolario sarà più lento.

corso di inglese  corso di inglese

Ci saranno fenomeni di interferenza. All' esposizione improvvisa a un nuovo idioma il bambino può reagire con un periodo di silenzio. Ma nel giro di pochi anni tutti i tasselli andranno a posto».

 

Il multilinguismo in Italia è però una medaglia a due facce. La prima è quella dei bimbi italiani che studiano l' inglese. «Prima si inizia, più facile sarà» spiega Anduena Alushaj del Csb. La plasticità del cervello diminuisce col tempo e l'apprendimento a sei anni, in gergo tecnico, viene già definito tardivo. «L' importante è che la pronuncia sia corretta. Se i genitori parlano lingue diverse, ognuno dovrebbe parlare la sua.

 

corso di inglese   corso di inglese

Tv e cartoni vanno bene, ma con i genitori accanto. Importante è la continuità: un corso di una sola ora a settimana non l' ideale». Poi ci sono i bambini stranieri appena arrivati o abituati a parlare in famiglia una lingua straniera. E qui gli aspetti sociali balzano in primo piano. «Lavoro a Barriera Vecchia, una zona antica di Trieste. Fra i miei bambini ormai uno su tre è straniero» racconta Paola Materassi, pediatra. «Conosco una nonna cinese che impedisce alla nipote di parlare italiano». Monica Castagnetti è psicopedagoga, alla scuola Palmieri, periferia di Milano.

 

SCUOLASCUOLA

Qui l' italiano è minoranza. La scuola dell' infanzia (ex materna) ha 88 alunni, di cui 63 stranieri e 11 appena arrivati. «Quando è nata, 99 anni fa, la Palmieri insegnava italiano ai bambini del sud. Oggi fa lo stesso con gli stranieri che vengono dall' Asia o dall' Africa». Se imparare le lingue da bambini fa bene e se in Italia vivono tanti bambini immigrati, la logica vorrebbe che questo "mondo di bimbi" (come lo chiama Castagnetti) si incontri. Ma da questo orecchio si fatica a sentire. «Gli italiani preferiscono mandare i figli in una scuola lontana, se quella vicina ha molti immigrati» interviene una maestra di Mestre.

 

«Io chiedo ai genitori di venire a scuola a leggere un libro o cantare una canzone. I figli sono orgogliosi, gli italiani conoscono una cultura diversa». E nel fai-da-te della scuola multilingue, la maestra di un nido racconta: «Ho chiesto ai genitori stranieri di scrivermi semplici frasi o ninne nanne per consolare il bimbo». Alcune madri si sentono in colpa se continuano a parlare la madrelingua. «Ma così distruggono quella ricchezza che è la cultura d' origine» discute una pediatra.

 

STUDENTISTUDENTI

Se il cervello del bambino è pronto a imparare le lingue, insomma, non sempre è lo stesso per la società. «Nella prima parte del '900, nell' epoca dei nazionalismi, si pensava che il bilinguismo nuocesse al cervello» spiega Giorgio Tamburlini, pediatra e presidente del Csb.

 

«Oggi dobbiamo liberarci dalle incrostazioni ideologiche e diffondere il messaggio che ci arriva dalla ricerca: più lingue equivalgono a più cultura, più identità, più comprensione degli altri. Sia per i bambini che viaggiano sia per quelli che accolgono».

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…