francesco paolo figliuolo mario draghi coronavirus vaccino

HO VISTO DOSE CHE VOI UMANI – IL CAMBIO DI PASSO SUL PIANO VACCINALE ANCORA NON C’È STATO: NON È COLPA SOLTANTO DELLE INADEMPIENZE DELLE CASE FARMACEUTICHE, MA ANCHE DELLE REGIONI CHE, COME HA DETTO DRAGHI, “VANNO IN ORDINE SPARSO”, E DEL PIANO STILATO DAL GOVERNO CONTE CHE NON INDICAVA IL CRONOPROGRAMMA - LOMBARDIA, LIGURIA, SARDEGNA E CALABRIA ARRANCANO…

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

francesco paolo figliuolo fabrizio curcio 1

Non è soltanto la scarsità di dosi, per inadempienze contrattuali di AstraZeneca, a frenare il piano vaccinale. Per Mario Draghi la responsabilità è anche delle Regioni che «vanno in ordine sparso», come ha detto venerdì nella prima conferenza stampa da quando è approdato alla guida del governo. La prova: finora è stato somministrato solo l' 81,1% delle 9.577.500 fiale consegnate in Italia da Pfizer, Moderna e AstraZeneca.

Così il premier ha deciso di intervenire.

 

mario draghi a bergamo 2

Draghi riunirà oggi a palazzo Chigi il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e il commissario straordinario Francesco Figliuolo. Un solo punto all' ordine del giorno del vertice: rendere omogenee e più rapidi su tutto il territorio nazionale le somministrazioni dei vaccini. Il quadro fornito al premier è infatti «disarmante».

ROBERTO SPERANZA E MARIO DRAGHI

 

«In alcune Regioni, come Liguria, Lombardia, Calabria, Sardegna», dice una fonte autorevole di governo, «si assiste a uno scarso utilizzo delle dosi a disposizione e a gravi disparità di trattamento a danno degli anziani e delle persone più fragili che non dipendono dalle difficoltà di approvvigionamento, che pur ci sono state».

 

La colpa di questo Far West vaccinale, secondo Draghi, per una parte è dovuto al vecchio piano stilato dal governo di Giuseppe Conte che non indicava con chiarezza il cronoprogramma delle somministrazioni. E, dall' altra parte, alle carenze organizzative delle Regioni: Lombardia, Liguria, Sardegna e Calabria in testa.

GUIDO BERTOLASO CON ATTILIO FONTANA E LETIZIA MORATTI

 

Ebbene, il premier è determinato a dare piena attuazione al nuovo piano stilato dal commissario Figliuolo che indica fasce di età e fragilità come gli unici criteri per la somministrazione delle dosi. «E siamo convinti», dice un' altra fonte di governo, «che le Regioni si sapranno adeguare al più presto alle nuove indicazioni, senza ulteriori ritardi, anche grazie alla macchina logistica messa a punto dal commissario Figliuolo».

 

IL RITARDO

il commissario figliuolo si vaccina

Una posizione condivisa dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che ricorda come ben 1,8 milioni di fiale sulle 9.577.500 totali restano ancora inutilizzate nei magazzini regionali. E rilanciata da Franco Locatelli: «Sono d' accordo con Draghi, non ho la minima esitazione nel dire che l' approccio tra le diverse Regioni deve essere il più possibile omogeneo, proprio per evitare disparità che rischiano altrimenti di penalizzare chi risiede in una determinata Regione rispetto alle altre».

 

attilio fontana col pallottoliere dopo i conti sbagliati sui casi covid in lombardia

Non la pensa allo stesso modo Mariastella Gelmini. La ministra agli Affari regionali difende i governatori, in gran parte di centrodestra: «Le Regioni stanno facendo al meglio ciò che possono in condizioni difficili. Se in alcuni territori gli anziani non sono stati vaccinati come previsto, è perché c' è stato un problema di forniture e perché AstraZeneca all' inizio poteva essere somministrato solo agli under 55 e poi agli under 65». Insomma, per la Gelmini «non c' è il tema dell' inefficienza delle Regioni». C' è invece «un problema complessivo: siamo di fronte al piano vaccinale più grande e complesso della storia, in una situazione di scarsità di approvvigionamento».

 

centro vaccinale via novara milano

Perciò «non è il caso di gettare la croce addosso a nessuno». Tantomeno al ligure Giovanni Toti o all' assessore lombardo Letizia Moratti.

 

Il tema degli approvvigionamenti delle fiale è ben presente a palazzo Chigi. Ma Draghi non ritiene possa essere una giustificazione per le inefficienze manifestate da alcune Regioni. Ciò non toglie che il premier è intenzionato a fare «tutto il possibile» per dare all' Italia la quantità di vaccini indispensabile per raggiungere a settembre il traguardo dell' 80% di popolazione immunizzata.

mario draghi a bergamo

 

Così, come ha detto venerdì, «se il coordinamento europeo sui vaccini non funziona, l' Italia andrà per conto proprio». Sia cercando nuove fonti di approvvigionamento diretto con le case farmaceutiche come Pfizer e (quando verrà) Curevac, sia favorendo la produzione di fiale in Italia, sia dicendosi pronto ad acquistare (come Angela Merkel) il vaccino russo Sputnik non appena l' Agenzia europea del farmaco (Ema) a metà maggio darà il via libera.

 

LE ALTRE MOSSE

LETIZIA MORATTI E ATTILIO FONTANA

In più, come ha fatto a febbraio quando ha fermò 250mila dosi di AstraZeneca dirette in Australia, Draghi potrebbe bloccare le esportazioni di vaccini prodotti dall' azienda anglo-svedese che non rispetta i contratti di fornitura. Una linea condivisa dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen andata alla guerra contro Londra la scorsa settimana. Di questo giovedì e venerdì si parlerà al Consiglio europeo.

centro vaccinazione coronavirus roma termini 1

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...