domenico arcuri roberto speranza giuseppe conte

COVID - IN EUROPA, L’ITALIA È PRIMA PER NUMERO DI MORTI IN RAPPORTO CON LA POPOLAZIONE: 1.240. LA GERMANIA È PRIMA PER NUMERO DI CASI PER MILIONE (4.494), CON MORTI PER MILIONE PARI A UN TERZO DEI NOSTRI (409). ANCHE GRAN BRETAGNA E FRANCIA HANNO CIFRE DA STRAGE. MA MAI COME DA NOI - IN QUESTI NUMERI, DATI UFFICIALI DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ, C’È IL DISASTRO DEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO. E DEL GOVERNO CONTE CHE SI È RIVELATO PARTICOLARMENTE INADEGUATO, CON I SUOI SPERANZA, ARCURI, DE MICHELI E COMPAGNIA...

Sergio Carli per Blitzquotidiano.it

 

Arcuri Conte

Covid dilaga nel mondo, non riescono a fermarlo. In Europa, l’Italia è prima per numero di morti in rapporto con la popolazione: 1.240. La Germania è prima per numero di casi per milione (4.494), con morti per milione pari a un terzo dei nostri (409).  Fermiamo il confronto a Europa e America. Siamo i peggiori. Sono cifre modeste se paragonate con i morti causati dalla peste nera del ‘300. 20 milioni  su un numero di abitanti in Europa pari a un decimo di oggi. O a quella del 541, la peste di Giustiniano, che uccise da 50 a 100 milioni di persone. Però oggi si va sulla Luna e su Marte. Abbiamo il diritto di beneficiare anche noi del progresso.

 

In questi numeri, dati ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità, c’è il disastro del sistema sanitario italiano.

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Sistema, oltre che Governo. Il Governo Conte si è rivelato particolarmente inadeguato, con i suoi Speranza, Arcuri, De Micheli e compagnia. Ostaggio dei sindacati della scuola e dei trasporti, ridicolo con i banchi a rotelle di cui si è perso traccia, scarsamente capace nell’approvvigionamento del vaccino e nel reclutamento di medici e infermieri. Emblematico il sito internet del Ministero della Salute, dove non si trova quello che fanno annunciare sui siti terzi ma non sul loro.

 

Poi vengono le Regioni. Gli ospedali sono sotto organico di medici e infermieri, ci entri ma non sei così sicuro di uscirne. Nello scaricabarile e rimpallo di colpe fra Roma e periferia c’è mezza storia d’Italia. Vi consiglio di leggere Alamein, di Jon Latimer, un ex ufficiale dell’esercito britannico. È sulla guerra nel deserto, 80 anni fa. A pag. 14 c’è una analisi dei difetti micidiali che condannarono l’esercito italiano in Libia. I soldati italiani furono all’altezza di tutti gli altri soldati nel mondo. Guidati da una classe di ufficiali inadeguata, impreparata, incompetente.

 

Dalla guerra nel  deserto alla guerra al covid

conte boccia speranza

El Alamein, Giarabub, Maletti hanno colorato di gloria le pagine della sconfitta. Fu gloria dei singoli, soldati e ufficiali in prima linea. Ma fu sconfitta degli Alti Comandi. Fu sconfitta di Mussolini ma non solo. Non fu solo sconfitta del fascismo. Questo ce lo raccontano per nascondere il male più profondo. Fu in larga parte sconfitta del sistema italiano.

 

Leggete “E poi…” del generale Mario Caracciolo di Feroleto. Per queste pagine, scritte in un carcere tedesco, fu condannato a morte. Vi analizza dal punto di vista militare le cause della impreparazione italiana. Allora era la guerra guerreggiata. Oggi è la guerra al coronavirus. Ma lo schema è sempre quello.

 

Torniamo alle statistiche del coronavirus o covid. Anche Gran Bretagna e Francia hanno cifre da strage. Ma mai come da noi. Rispettivamente 1.098 e 989 morti per milione dall’inizio della pandemia. I dati sono attinti al rapporto settimanale della Oms, datato 5 gennaio. Non quadrano con precisione quindi con altri numeri, quelli prodotti ogni giorno dai singoli Paesi.  Ma sono discrepanze di nessun impatto.

giuseppe conte roberto speranza by osho

 

Secondo il rapporto della Oms, l’Italia è prima, in queste macabre classifiche del covid, anche per valore assoluto nel numero dei morti: su 2,25 milioni di casi, 74.985 fino al 5 gennaio (saliti nel frattempo a oltre 78 mila), rispetto a 74.570 dei britannici (ormai oltre quota 80 mila).

 

Infatti, stando ai dati giornalieri più recenti, gli inglesi ci hanno superato, con 82 mila morti su 3 milioni di malati, rispetto ai nostri 78 mila morti alla data del 9 gennaio 2021. Ma il Regno Unito conta 66 milioni di abitanti, contro i nostri 60 milioni. Lo stesso per la Francia. Casi totali 2,77 milioni, 67.599 morti. Su una popolazione di quasi 67 milioni. Nel rapporto morti/milione siamo sempre primi.

 

Confronto internazionale sui morti da covid

Limitiamo il confronto internazionale. Difficile credere alle statistiche cinesi, russe o in genere dal terzo mondo. Per amore di statistica, risultano nel mondo 89,6 milioni di casi e quasi 2 milioni di morti. Ma penso che questi numeri non dicano tutta la verità.

COVID ITALIA

 

E nel mondo nord occidentale c’è chi fa peggio di noi, come lo Stato di New York, dove hanno registrato a oggi  38.846 morti per coronavirus, su una popolazione che è un terzo di quella italiana.

 

Italia come il Texas

Nemmeno il Texas se la è cavata bene, con 38.846 morti su 29 milioni di abitanti, quasi a livelli italiani. Un po’ meglio la California. 29.226 decessi su 40 milioni di abitanti.

In Europa, siamo decisamente i peggiori nel rapporto morti/popolazione. Nei numeri assoluti, quanto a casi di coronavirus registrati, siamo secondi a francesi e inglesi (pari merito).

 

Conclusioni

Ma quello che conta, ovviamente, è il rapporto dei morti da covid sul numero degli abitanti. Se ne traggono alcune riflessioni.

COVID ITALIA 1

1. Il sistema sanitario italiano funziona peggio non dico di quello tedesco, ma di quello inglese. Che se seguite con un po’ di costanza i loro siti, vi rendete conto che quanto a malasanità ci tengono testa. Detto questo, Gran Bretagna e Francia sono fra i peggiori al mondo, con crisi economiche gravi. E il peggio deve arrivare. Ma non si deve dimenticare che sono sorrette da un sistema burocratico normativo ben più forte del nostro.

 

2. Conte & C. hanno messo in ginocchio l’economia, bloccando tutto, molto più di quanto abbiano fatto almeno finora Johnson e Macron. I risultati sono nelle cifre sopra riportate e in un dato ancor. L’accelerazione che si è avuta nella seconda fase, quando si poteva sperare che le nostre autorità avessero imparato qualcosa e fatto qualcosa. Che ci sia crisi anche in Francia e Uk non ci deve consolare, deve farci riflettere: hanno preso anche loro il morbo italiano.

 

GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA

3. Ci stiamo e ci stanno illudendo con i vaccini. Sono una tappa importante, ma non sono la panacea. Ogni giorno ci rifilano un bollettino di guerra. Ricorda tanto lo “spezzeremo le reni alla Grecia”. Anche quando saremo tutti vaccinati, e ce ne vorrà del tempo, speriamo senza effetti collaterali sui vecchi e i malati di altre malattie, non saremo per questo sicuri al 100 per 100.

 

Anche se il vaccino è una cosa seria, viene gestito dai Governi, non solo quello italiano, come strumento di propaganda. Sposta nel tempo il confronto con la realtà. Sarà un caso, ma non vi pare strano che non si parli più di cure, solo di vaccini?

 

Per questo non bisogna abbassare la guardia. La mascherina è, vaccino o non vaccino, lo strumento fondamentale e più efficace di prevenzione, insieme con la distanza. Per il resto si vedrà. Intanto le chiese restano aperte.

giuseppe conte roberto speranzaconte speranza

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...