CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)
DAGONOTA
Tra le ragioni che hanno portato l’ad di Acea, Fabrizio Palermo, a dimettersi dal cda di Mps e da presidente del comitato parti correlate, ci sarebbe anche un consiglio di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e quindi azionista di maggioranza della multiutility della Capitale.
Il primo cittadino avrebbe “suggerito” al manager di non rischiare la faccia per le battaglie di Francesco Gaetano Caltagirone. “Altrimenti, è stato il senso del ragionamento di Gualtieri, avrò difficoltà con il mio partito, il PD, per riconfermarti.
A giugno, infatti, i vertici di ACEA scadono, e Palermo torna in pista, dopo l’assalto fallito al Monte dei Paschi. Al suo fianco, come presidente, arriva l’ex DG del Tesoro, Alessandro Rivera (vecchia conoscenza di Gualtieri dai tempi in cui il piddino era ministro dell’Economia. ma anche di Fabio Corsico, braccio destro di Caltariccone).
È probabile che tra un anno, dopo le elezioni, Palermo possa tentare nuove avventure (dopo che non è riuscita la “mossa Mps”). A quel punto, il cosiddetto “Abatino del MEF” potrebbe diventare amministratore delegato.
Acea bis di Palermo con Rivera presidente
Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”
Un altro forfait nel nuovo cda Mps, e di quelli pesanti. Si è dimesso, con lettera critica inviata mercoledì sera, Fabrizio Palermo, ad di Acea e consigliere di Generali. Il manager avrebbe dovuto diventare ad della banca: ma l'assemblea del 15 aprile ha bocciato la "lista del cda" che lo candidava, e impalmato l'ex ad Luigi Lovaglio.
Una nota di Mps parlava ieri di «dimissioni con decorrenza immediata», motivate dal «dissenso sulle recenti decisioni di governance». […] Nella lettera Palermo denunciava «scarsa valorizzazione» delle minoranze, «mancanza di una dialettica costruttiva» e il «ritardato accesso agli atti del consiglio».
[…] L'elemento nuovo è la conferma di Palermo alla guida di Acea, la municipalizzata della Capitale che guida da tre anni. Entro domani il Comune di Roma, azionista al 51%, presenterà la lista per il nuovo cda, e più fonti indicano ancora lui come ad, dopo i risultati positivi conseguiti.
Tra marzo e aprile, mentre Palermo sembrava diretto verso la guida di Mps, si era valutata l'ipotesi di sostituirlo con Alessandro Rivera, ex dg del Tesoro, stimato dal sindaco Roberto Gualtieri che ora con ogni probabilità lo indicherà come presidente al posto di Barbara Marinali.
L'uscita di Palermo da Mps segue quella di Carlo Vivaldi, incompatibile perché il nuovo statuto Mps non prevede nomine per i consiglieri di altre banche (lui è in Mediolanum).
Restano così due posti vacanti, destinati ai primi non eletti della lista del cda: il legale Gianluca Brancadoro e l'imprenditore e azionista (al 13,5%) Alessandro Caltagirone. […]
fabio corsico - francesco gaetano caltagirone
luigi lovaglio
roma roberto gualtieri vota per il referendum sulla giustizia foto lapresse








