elsa morante dacia maraini alberto moravia dario bellezza bill murrow

CHE GRAN CASINO ERA IL CUORE DI ELSA MORANTE – DACIA MARAINI RICORDA L’AMICA SCRITTRICE E I SUOI TORMENTI SENTIMENTALI: “IL MATRIMONIO FRA ELSA E ALBERTO MORAVIA ERA MORTO, MA LEI NON VOLEVA DIVORZIARE. LO CONSIDERAVA UN LEGAME SPIRITUALE CHE NON SI POTEVA ROMPERE” – L’AMORE PER IL PITTORE AMERICANO BILL MURRAY, MORTO SUICIDA: “SI ERA CHIUSA IN CASA E NON VOLEVA PIÙ USCIRE. AVREBBE VOLUTO MORIRE” – I CORTEGGIAMENTI INSISTENTI DEL POETA DARIO BELLEZZA: “LEI LO TRATTAVA CON UNA INFANTILE E FANTASIOSA CRUDELTÀ, GLI RIDEVA IN FACCIA...”

Estratto dell’articolo di Dacia Maraini per il “Corriere della Sera”

 

alberto moravia elsa morante

Ho conosciuto Elsa Morante attraverso un libro che ho molto amato: Menzogna e sortilegio, un romanzo che mi ha affascinata quando ero adolescente e vivevo a Palermo. Allora andavo a scuola e ricordo che avevo unito due passioni, quello per L’Estate di Vivaldi che ascoltavo giorno e notte, e il racconto della orfana Elisa e dell’amore per il capriccioso e crudele cugino Edoardo. […]

 

Qualche anno dopo ho avuto modo di conoscere Elsa attraverso Patrizia Cavalli, che era sua amica. Elsa era così ironica e spiritosa che mi ricordo rideva storpiando il nome di Patrizia Cavalli in Plebea Somari. In realtà amava e stimava le poesie di Patrizia, ma era nel suo carattere di scherzare e giocare. Quante volte abbiamo giocato a indovinare i personaggi attraverso la descrizione di cibi e oggetti! Se fosse una torta che tipo di torta sarebbe? E se fosse un frutto che frutto sarebbe? […]

 

elsa morante alberto moravia

Ricordo che proprio quando stava in ospedale dove poi sarebbe morta, nel 1985, una mattina sono andata a trovarla, e lei, appena mi ha visto ha detto: giochiamo a indovinare? E mi ha posto degli indovinelli difficilissimi. Dopo molte risposte sbagliate ha finto un broncio da bambina e mi ha detto: ma come, non hai riconosciuto il nostro amico Pier Paolo?

 

Le urla in strada

Quando l’ho frequentata lei era innamorata di Bill Morrow, un ragazzo molto bello e molto provocatorio, che si drogava per disperazione, aveva un bel talento per la pittura ma non faceva niente per farsi conoscere e apprezzare. Elsa, con l’aiuto di Alberto, gli ha organizzato una mostra a Roma.

 

bill murrow

Ma poi Bill è partito per New York e in preda alla droga, si è buttato dalla finestra. Elsa ha sofferto moltissimo di quella morte. Si è chiusa in casa e non voleva più uscire. Con lei c’era un amico comune, Giuseppe Cupane che l’ha accudita e convinta a tenersi in vita, perché lei avrebbe voluto morire.

 

Elsa era una donna vulcanica, estroversa, fiera delle sue doti e del suo talento. Per lei non esistevano mezzi termini: o tutto o niente. E questo non ha aiutato i rapporti con Alberto, che invece era riflessivo, razionale e portato all’incontro anziché allo scontro.

 

alberto moravia e dacia maraini

Famoso l’episodio di un giorno in cui i due, marito e moglie, hanno ricevuto la raccolta di poesie di un amico appena uscita in libreria. Elsa l’ha letto di un fiato e ha decretato che quelle liriche non le piacevano. Ma poi uscendo da casa, hanno visto proprio il poeta in questione ed Elsa gli ha gridato: «Il tuo libro è bruttissimo».

 

Alberto ha cercato di trattenerla, non voleva offendere l’amico, soprattutto con una frase gridata da una parte e l’altra della strada. Ma Elsa sosteneva che bisogna sempre dire la verità e lo faceva anche pagando dei costi severi. Il poeta si è offeso e non ha più voluto vederli...

 

elsa morante alberto moravia pier paolo pasolini

Dietro il gioco però c’era un carattere drammatico e addolorato. Elsa andava incontro alla vita con la spada in resta, pronta ai combattimenti più sanguinosi, ma nello stesso tempo disposta a compatire e comprendere e amare il nemico, […]

 

Il legame matrimoniale fra Elsa e Alberto era morto, ma lei non voleva divorziare. Sapeva benissimo che una giovane appena tornata dal Giappone si era innamorata di suo marito e che i due pensavano di andare a vivere insieme, e accettava la cosa come naturale. Infatti spesso ci vedevamo in tre o con amici. Credo che considerasse il matrimonio come un legame spirituale che non si poteva rompere per nessuna ragione. Io infatti ho sempre rispettato questo suo sentimento come legittimo e non ho mai preteso una unione istituzionale.

 

elsa morante

Ricordo diversi Natali in via dell’Oca quando Elsa preparava un grande cesto pieno di regali da cui gli ospiti dovevano pescare. In quel paniere c’era di tutto: pacchetti che la padrona di casa si era divertita a infiocchettare. Piccoli e grandi scatole e buste che contenevano a capriccio sia un semplice portachiavi oppure una minuscola e preziosa radiolina, una sciarpa di seta oppure un calzascarpe.

 

Gli amici pescavano, scioglievano il complicato nodo del nastro colorato, strappavano la carta mentre tutti gli occhi erano puntati sulla sorpresa: qualche volta dentro un pacchetto dall’appariscente fiocco dorato si nascondeva solo un pezzo di carbone. Tutti ridevano alla delusione del malcapitato.

 

Come una bambina

alberto moravia bacia elsa morante

Elsa gongolava. Le piaceva sorprendere, sia nel bene che nel male. In quei momenti sembrava una bambina e io provavo una grande tenerezza per lei, per il suo modo felice di creare un ambiente di amicizia e stupore, per il suo amore impossibile. Bill infatti era omosessuale e lei pativa della doppiezza di quel giovane carattere che pretendeva di tenersi in equilibrio fra una scelta e l’altra.

 

Oggi penso che il segreto del suo amore potesse venire da una lontana sognata discendenza provenzale. Era la nostalgia per quelle virtù cortesi che animavano un mondo di cavalieri e dame, in cui l’amore non era mai sessuale, ma ispirato e trascendente.

 

Il cavaliere aveva una vita sessuale terrena fatta di quotidianità e regole prevedibili. Poi eleggeva un amore assoluto ed eterno per una donna il cui corpo non avrebbe mai visto nudo, ma di cui avrebbe denudato l’animo con pudore e gentilezza. Era il tipo di rapporto che aveva Pier Paolo Pasolini coi ragazzi che amava di amore erotico e passionale, mentre conservava l’amore puro e sacrale per la madre che lo guidava per le vie misteriose del paradiso, come faceva Dante con Beatrice.

 

I racconti su Lucia

dario bellezza

Dario Bellezza aveva tentato di conquistare l’amore di Elsa, ma non ci era riuscito e lei lo trattava con una infantile e fantasiosa crudeltà. Dario, offeso, una volta si è piantato sotto il portone di casa Morante con un cartello in mano in cui si dichiarava modello di un personaggio della scrittrice e per quello pretendeva una ricompensa in denaro. Inutile dire che Elsa l’ha scoraggiato ridendogli in faccia.

 

Io ero felice che Elsa mi trattasse da amica. Da giovane scrittrice in prostrata ammirazione per la capacità affabulatoria altrui, mi emozionavo ad ascoltare i suoi racconti. Mi piaceva sentirla parlare di Lucia, la sua governante tuttofare, che era una sorella più che una domestica. Lucia sembrava uscita dai suoi romanzi, era una sua creatura come lo erano i gatti che animavano l’attico romano e riempivano le sue giornate.

 

dario bellezza

Coda, Mezzacoda, Spartano, Adriatico, i gatti agivano in quella casa come le creature di inchiostro che popolano i suoi libri: ingenui, candidi, imprevedibili, crudeli, struggenti, deliranti. Come tutti i grandi scrittori, Elsa viveva in un mondo parallelo, il suo mondo creaturale, fatto di amori febbricitanti, di umiliazioni e glorificazioni inaspettate, di delizie e terrori che riusciva e riescono ancora a comunicare emozioni ai suoi lettori.

 

Ricordo le critiche sprezzanti all’uscita di La storia. Non capivo da cosa provenisse tanta rabbia e disprezzo. Soprattutto i critici dell’avanguardia si sono avventati contro di lei, chiamandola scrittrice per sartine, sentimentale, prevedibile, ottocentesca. Mi ha fatto pensare a Dickens quando ha pubblicato Oliver Twist, che fu un enorme successo popolare, e i critici letterari lo fecero a pezzi considerandolo uno scrittore per servette, sdolcinato e patetico.

 

elsa morante alberto moravia 1

E invece oggi sappiamo che è uno dei capolavori della letteratura europea. Ho visto due degli episodi della Storia che stanno girando in questi giorni sugli schermi italiani, e sono contenta che abbiano subito attirato l’attenzione del pubblico. Francesca Archibugi ha fatto un ottimo lavoro e il personaggio di Ida è interpretato con straordinaria profondità e grazia morantesca da Jasmine Trinca.

pasolini elsa moranteelsa moranteelsa moranteelsa morante 2ELSA MORANTE 33elsa moranteelsa moranteset de la ricotta pier paolo pasolini con ettore garofolo elsa morante bernardo bertolucci e adriana asti

Ultimi Dagoreport

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L'ALTRO ALLEATO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO - IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI" - E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO', MA NON LO FARA' MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO - MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE' AD OTTOBRE 2027, NON C'È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI...

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO - ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO - UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….