lusso mare

1. DAI BARBECUE DI MALIBU’ AI CUSCINI DI CAPALBIO: ORA IL LUSSO E' IN RIVA AL MARE 2. SE A LOS ANGELES SI PARLA DELL'ANNO DI ANTICAMERA PER ACCEDERE ALLE SPIAGGE A NUMERO CHIUSO DELLE STAR, SUL LITORALE CAPALBIESE SI BISBIGLIA SOLO DELLA "MACCHIA", RITROVO PER SOLI SOCI IN STILE BRITISH DI CARLO PURI NEGRI E DI LUCA DEL BONO 3. IL CLASSICO STABILIMENTO ORMAI E’ STATO SPODESTATO DA RESORT BALNEARI DOTATI DI SPA, AMACHE, TENDE DA RAJAH INDIANI, DJ SET...

Fabio Sindici per la Stampa

malibumalibu

 

«Prima regola del beach club: non parlate mai del beach club». Con gli estranei, ovviamente.

La raccomandazione - che echeggia la famosa battuta del film di David Fincher, Fight Club - si ritrova in forme più o meno esplicite nei codici di comportamento per i soci dei circoli balneari più esclusivi della costa a Nord di Los Angeles, da Santa Monica a Malibù. Allo storico Jonathan (sede principale a Downtown, beach club a Santa Monica) la prassi è almeno un anno di anticamera.

 

luca del bonoluca del bono

Barbecue e cocktail È uno dei meno difficili. Al BC (per Beach Club, sempre a Santa Monica), gli anni diventano due e si devono subire questionari pignoli su gusti e frequentazioni. Al Bel-Air Bay Club, a Pacific Palisades, il segno di prestigio è nelle cabanas, quasi cottage sulla spiaggia dove si organizzano barbecue e cocktail. La Little Beach House di Malibù, aperta lo scorso anno, è l' unica della catena inglese di club e hotel Soho House dove anche chi è socio delle altre «case» deve fare domanda per bere un drink nella famosa terrazza sulla risacca. Tra i soci, Sharon Stone, Lionel Richie e Miley Cyrus. L' unica eccezione (forse maligna) al riserbo è la doccia in piena vista dei tavoli del vicino ristorante Nobu.

I privilegiati delle spiagge «members only» versano quote fino a 85 mila dollari, più fee mensili da 500 a mille.

 

Ma perché pagare e accapigliarsi per poche centinaia di metri quando ci sono quasi 60 chilometri di arenile pubblico?

«È una questione di status e di comodità. Si incontrano le persone giuste e puoi lasciare la tavola da surf nei capanni» spiega un socio del BC che, per non rischiare di essere bandito, mantiene l' anonimato.

capalbio 9capalbio 9

Se a Los Angeles regna l' omertà di circolo, a Capalbio si sussurra tra le dune. L' oggetto dei bisbigli è la fresca apertura (con feste) della Macchia, ritrovo per soli soci in un fortino spagnolo del XVII secolo a ridosso del litorale. Una joint venture tra Londra e Macchiatonda, per un members club in stile britannico: gli ideatori sono il top manager Carlo Puri Negri e l' italo-inglese Luca Del Bono.

 

L' architettura d' interni country-boho è dello studio Quincoces-Drago; la scena sociale è quella della lobby politico-mondano-economica di Capalbio.

Qui le quote vanno dai 25 mila euro per i soci fondatori ai 10 mila per quelli ordinari. Ancora non ci sono ombrelloni, ma spuntano cuscini e tavoli fra le dune un tempo selvagge.

 

capalbio 4capalbio 4

Numero chiuso A proposito di wilderness mediterranea, il numero chiuso e le tessere magnetizzate sono approdate anche sulle isole greche. Sulla piccola cala di Psarrou, a Mykonos, all' entrata di Nammos ti accolgono hostess smaglianti in divisa sexy. Il beach club nell' Egeo ha inaugurato lo scorso giugno il Riva Private Deck per proprietari di motoscafi e superyacht che ormeggiano nella baia riparata dal meltemi. Le cabanas costano quanto una suite in un hotel a cinque stelle. Office space, bar e lounge sono a pochi passi dai lettini. Dal molo parte la paranza privata che porta in tavola pesce fresco a caro prezzo.

carlo e giulia puri negricarlo e giulia puri negri

 

Cosa è successo al vecchio stabilimento balneare, luogo di chiacchiere oziose e di battute che bruciano più della sabbia?

È sempre stato, soprattutto in Italia, un microcosmo sociale ma anche uno spazio d' ombra per turbamenti letterari e cinematografici, da Agostino di Alberto Moravia alla lotta di Tazio sulla rena in Morte a Venezia , romanzo di Thomas Mann e film di Luchino Visconti. Terreno semi-privato, dopotutto, familiare alla fine: Jodie Foster si è trovata a cambiarsi in un capanno sul litorale tirrenico a inizio carriera (nel Casotto di Sergio Citti) e Vittorio Gassman, nel Sorpasso di Dino Risi, a passare la notte di Ferragosto sulla sdraio di un lido di Castiglioncello. Oggi, nella fascia del lusso, il classico lido è stato spodestato da resort balneari dotati di spa, amache, tende da rajah indiani, dj che variano la musica con lo scorrere del giorno. Sempre più privati.

 

Foto sui social e privacy In Versilia, il contraltare del Balena di Viareggio, con il suo deco d' antan è il piacione Twiga di Marina di Pietrasanta. O il Nikki beach, inaugurato la scorsa estate. Il gossip sotto l' ombrellone è stato sostituito dalla foto pubblicata sui social.

 

Insieme ai commenti vocali registrati su whatsapp ad amici e conoscenti. La privacy è invece un fatto naturale per L' Eco del Mare di Lerici: il club è in una cala privata del Golfo dei Poeti che si raggiunge con una scalinata o in ascensore. Per chi vuole fermarsi la notte c' è una locanda di sei stanze con arredi shabby hip a tema marino. Al Blue Marlin di Ibiza gli «assistenti di ombrellone» sono professionali, cortesi e patinati. Quasi irreali. Il beach club ha creato un franchising: oltre a due location nell' Isla Blanca, il marchio è presente a Cabo San Lucas, in Messico, ad Abu Dhabi, e a Bodrum, in Turchia. Il Nikki beach invece ha aperto gli ombrelloni da Saint Tropez (dove però non riesce ad eclissare l' eco-chic Club 55) a Saint Bart.

mykonosmykonos

 

Dove non c' è spiaggia, i club sul mare conquistano nuovi spazi, come il Macakizi, uno dei più ambiti sulla costa turca, allestito su pontoni galleggianti.

A Bali, El Kabron è sistemato sulle scogliere di Uluwatu: il tramonto dalla piscina è spettacolare, ma il ristorante a tema messicano sembra fuori posto nell' isola degli dei.

 

L' icona del bagnino è stata sostituita dal dj, come al Maya beach di Ko Tao, Tailandia, dove si beve e si balla sui lettini a tre posti. La mitica figura in canottiera rossa è un po' appannata. Gli sopravvivono bene le strutture, con cambio della destinazione d' uso. Come la torretta delle life guard della Frishman beach di Tel Aviv, noleggiata dal Brown Hotel group e trasformata in una pop up suite decorata con graffiti urbani sulle onde del Mediterraneo.

 

 

blue marlinblue marlinkoh taokoh taokoh tao 2koh tao 2koh taokoh taoblue marlin 1blue marlin 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…