malagò lorenzo cochis la russa ursula bassi

MALAGO' APPARECCHIA PER TUTTI: PARACADUTATI DALLA POLITICA E AMICI DEGLI AMICIDAL FIGLIO E DALLA EX SEGRETARIA DI LA RUSSA ALLA NIPOTE DI MARIO DRAGHI, LIVIA, ECCO CHI LAVORA ALLA FONDAZIONE MILANO-CORTINA 2026, REGNO DI MALAGO’ – C’E’ ANTONIO MARANO, EX SOTTOSEGRETARIO DI BERLUSCONI, DOMENICO DE MAIO, AVVOCATO E MUSICISTA DI SPONDA GRILLINA, URSULA BASSI, OSPITE DELLA LEOPOLDA DI RENZI NEL 2018 E CANDIDATA PD – QUALCHE MESE FA STATO PROPRIO IL GOVERNO DRAGHI QUALCHE MESE FA A DARE UN DISPIACERE A TUTTI...

Estratto dell’articolo di Emiliano Fittipaldi per www.editorialedomani.it

 

MALAGO'

C’è un ente costituito tre anni fa dal governo Conte II dove hanno trovato lavoro e contratti politici trombati, pensionati di lusso, figli di importanti cariche istituzionali e parenti di ex premier. Si tratta della fondazione Milano-Cortina 2026, regno di Giovanni Malagò che la presiede. Un organismo a capo del comitato organizzatore dei prossimi giochi insieme al Comitato olimpico nazionale, alla Regione Lombardia, alla Regione Veneto e ai due comuni organizzatori.

 

Negli ultimi mesi il dossier Olimpiadi ha creato polemiche in merito al nuovo amministratore delegato della fondazione voluto dal nuovo ministro dello Sport Andrea Abodi (il meloniano ha scelto Andrea Varnier al posto dell’uscente Vincenzo Novari, voluto dai grillini), sui «gravi ritardi nei lavori» denunciati dal ministro Matteo Salvini.

lorenzo cochis ignazio la russa

 

Fino all’assenza di grandi sponsor domestici (a parte Eni) e sulla mancanza di piste adeguate per bob e slittino, tanto che si è ipotizzato di usare quelle di Innsbruck. Carenze e lentezze, va ricordato, dovute anche allo scoppio della pandemia a soli due mesi dalla nascita della fondazione.

 

Ora, però, ci sono altri mal di pancia che allignano fuori e dentro il comitato organizzatore. E riguardano una serie di assunzioni fatte nel tempo che non sono piaciute a tutti. «Abbiamo troppi paracadutati dalla politica e amici degli amici», la critica ricorrente. Domani ha visionato parte dell’elenco dei collaboratori dell’organismo, scoprendo in effetti cognomi famosi di rampolli ed ex politici che hanno avuto la fortuna di firmare di recente un contratto con l’ente di Malagò.

 

GLI AMICI DI IGNAZIO

Partiamo dai Lorenzo Cochis La Russa, secondogenito del presidente del Senato Ignazio. Se Geronimo è da anni presidente dell’Aci di Milano, a ottobre 2021 Lorenzo (che è avvocato) è stato eletto alle ultime amministrative come consigliere del Municipio 1 di Milano centro, diventando capogruppo di Fratelli d’Italia.

 

lorenzo cochis ignazio la russa

Un anno prima, a 25 anni, aveva però già trovato un buon lavoro alla fondazione Milano-Cortina come «manager junior event». Unica esperienza precedente pubblicizzata sul Linkedin: uno stage di sei mesi all’ufficio legale della Serie A.

 

Non è l’unico assunto in fondazione che il presidente del Senato conosce assai bene: anche la sua ex segretaria, Lavinia Prono, lavora infatti «da tre anni a tempo pieno» nel comitato organizzatore delle Olimpiadi. Dopo essere stata addetta alla segreteria alla Difesa quando La Russa era ministro, la Prono è stata per anni anche capo della segreteria politica dell’allora coordinatore nazionale del Pdl.

 

(...) 

livia draghi

Altro nome celebre targato centrodestra è quello di Antonio Marano, ex sottosegretario di Berlusconi finito nel 2002 in Rai, dove ha lavorato per quasi vent’anni: due anni fa Novari e Malagò lo hanno voluto come direttore commerciale della fondazione, con l’obiettivo di trovare mezzo miliardo di sponsorizzazioni domestiche. Secondo i maligni Marano è lontanissimo dall’obiettivo, mentre Varnier dice che i ritardi «sono lievi» e che verranno recuperati.

 

Tra i cognomi famosi c’è poi la nipote di Mario Draghi, Livia, che è il capo dei «contenuti video» dell’ente. Assunta a tempo pieno nel maggio del 2020 (prima che l’ex presidente della Bce salisse a Palazzo Chigi), in passato ha lavorato con Michele Santoro, poi è stata autrice di X Factor e collaboratrice del Festival della visione. «Non ha affatto un contratto a cinque zeri come le hanno riferito» dicono a Domani dalla fondazione «ma un compenso del tutto congruo rispetto alla posizione che ricopre. La cifra precisa, come per gli altri, è soggetta a privacy».

 

Per la cronaca: è stato proprio il governo Draghi qualche mese fa a dare un dispiacere a tutti i lavoratori assunti dal comitato organizzatore, nipote compresa: nel 2020 l’esecutivo Conte aveva infatti decretato che i redditi dei dipendenti dovevano essere tassati dal 2021 «limitatamente» al 60 e 70 per cento del loro ammontare, fino al 2026. Ma il paradiso fiscale ha funzionato solo per l’anno 2021, poi un decreto del governo Draghi ha cancellato la norma e i relativi privilegi.

URSULA BASSI

 

Nell’elenco dei contrattualizzati c’è anche la figlia dell’ex direttore di Enel Italia Carlo Tamburi (si occupa dal gennaio 2022 di «village management»), mentre come “manager legacy e sostenibilità” troviamo Iacopo Mazzetti, che prima di entrare nel comitato dei giochi era capo staff di Roberta Guaineri, al tempo assessore allo Sport del sindaco di Milano Beppe Sala.

 

Nome più celebre (almeno nei salotti romani) è certamente quello di Raimondo Astarita, diventato una decina di giorni fa capo delle relazioni istituzionali della Fondazione. Qualcuno crede che – viste le spiccate capacità relazionali di Malagò e di una pletora di responsabili media già assunti – la chiamata di Astarita sia stata un surplus.

 

Altri pensano al contrario che il lobbista sia un fuoriclasse di cui le Olimpiadi non possono fare a meno: vicepresidente di Ania, l’associazione delle assicurazioni, alle spalle decine di incarichi in società provate e partecipate pubbliche, ottimi rapporti al Quirinale (da poco è stato insignito del titolo di Ufficiale della Repubblica) Astarita è stimatissimo dal Malagò in persona.

 

I due si conoscono e si incontrano da lustri. Anche tra le dune di Sabaudia, dove fanno parte della giuria d’onore del progetto culturale “Racconti di Sabaudia”, insieme a Clemente Mimun, Simonetta Matone e il già citato Carlo Tamburi.

ANTONIO MARANO

 

GRILLINI E RENZIANI

Tra i fortunati collaboratori della fondazione Milano-Cortina non ci sono solo simpatizzanti di Fratelli d’Italia o del Pd, ma di quasi tutti i partiti. Domenico De Maio, avvocato e musicista di sponda grillina, fu piazzato dall’allora sottosegretario allo Sport Vincenzo Spadafora come vice capo della sua segreteria, e nel 2018 come direttore dell’Agenzia nazionale per i giovani. Nel 2020 però De Maio finisce alla direzione delle «strategic partnerships» dell’ente di Malagò, con relativo stipendio che prende tutt’ora.

 

L’avvocato è collega di Marco Francia, ex manager di Publitalia vicinissimo a Stefano Parisi e al suo movimento Energie per l’Italia, candidato alle elezioni politiche del 2018 in quota Forza Italia. «Il mio modello? Fare una campagna porta a porta, molto british», disse ai giornali. Ha perso il suo collegio elettorale di dieci punti, ma due anni dopo si è consolato con la nomina a «head of special channel» della fondazione Milano-Cortina.

 

MILANO CORTINA 2026

Altra reduce politica è Ursula Bassi, voluta dagli uomini di Malagò come «strategic partnerships manager» dell’ente olimpico. Toscana doc, ospite della Leopolda di Matteo Renzi nel 2018, social media manager della fondazione renziana Eyu e della gemella Open, nel 2019 si è candidata consigliere comunale a Firenze nella lista del Pd.

 

MILANO CORTINA 2026

(...)

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…