leosini annibali varani

DALLA LEOSINI C’E’ L’UOMO CHE LA FECE SFREGIARE, LUCIA ANNIBALI SPEGNE LA TV E VA A CENA FUORI: 'SONO SORDA A OGNI SUA PAROLA. NON MI SERVE CHE QUALCUNO MI RACCONTI COM’È ANDATA. LA VERITÀ PROCESSUALE, IN UNO STATO DI DIRITTO, È L’UNICA COSA CHE CONTA' - 'I MIEI GENITORI HANNO VISTO LA PUNTATA, MA IO LASCIO CHE SIANO GLI ALTRI A DARE SPETTACOLO DI SÉ E DEL MIO DOLORE. NON VOGLIO NEANCHE UNA PARTICINA DA SPETTATRICE' - VARANI: ''PENSO A LUCIA OGNI GIORNO, MA NON L'HO MAI AMATA. AMO ADA, LA MIA PRIMA FIDANZATA. L'HO FATTA SOFFRIRE, L'HO FERITA NEI SENTIMENTI E POI ANCHE FISICAMENTE''

VIDEO - LA PUNTATA INTEGRALE DI ''STORIE MALEDETTE'' CON L'INTERVISTA A LUCA VARANI

 

 

 

Testo di Lucia Annibali per il “Corriere della Sera”

 

Sapevo già da settimane dell’esistenza dell’intervista «maledetta». Ma nemmeno per una frazione di secondo ho preso in considerazione la possibilità di guardarla. Anzi. Ho deciso, seduta stante, che quella sera sarei andata a mangiare una pizza con mia cognata. Ed è quello che ho fatto. Da tempo, ormai, le mie orecchie sono diventate sorde a ogni parola di quell’uomo. 
 

VARANI ANNIBALIVARANI ANNIBALI

Il giorno in cui l’imputato Varani chiese attenzione per fare le sue dichiarazioni spontanee ai giudici, io sono uscita dall’aula del tribunale. Allo stesso modo stavolta sono uscita di casa mentre parlava in tv. Perché io c’ero mentre vivevo nel terrore, ed ero lì le volte in cui sarei potuta morire. La verità è sempre una sola e non posso accettare che si provi a metterla in discussione.

 

Non ho bisogno che qualcuno mi racconti com’è andata o che mi spieghi che cosa ho provato in quei momenti. Soltanto io sono autorizzata a farlo. Ho sperato fino all’ultimo che anche i miei genitori scegliessero di non ascoltare, che scegliessero di non aggiungere dolore al dolore. Ma loro sono genitori e io, da figlia, ho capito e rispettato la loro decisione di guardare l’intervista. Che, a ben vedere, a qualcosa è servita anche a me: il gran giro di telefonate ricevute da chi mi chiedeva «vedrai la tv?» mi ha permesso di risentire persone che non sentivo da mesi e che non finirò mai di ringraziare.

 

ANNIBALIANNIBALI

Ringrazio ancora una volta ad uno ad uno tutti gli inquirenti — i carabinieri la polizia giudiziaria, i magistrati — che con dedizione assoluta si sono presi cura del mio caso e il cui impegno ha permesso di stabilire una verità processuale che, in uno Stato di diritto, è l’unica che conta. E di certo non può essere riscritta a piacimento fuori da un’aula giudiziaria né da un imputato già condannato due volte né da una trasmissione televisiva.

 

lucia annibali lucia annibali

E ringrazio anche i rappresentanti delle istituzioni e tutte le persone che hanno preso posizione per me, accanto a me, in questi anni dimostrandomi ed esprimendo vicinanza e solidarietà. La loro è la voce della società civile che grida forte e chiaro il proprio sdegno nei confronti di chi attenta alla libertà e alla vita altrui. Lascio che siano gli altri a dare spettacolo di sé e del mio dolore. Io di quello spettacolo non voglio nemmeno una particina da spettatrice. Non mi interessa. La sola cosa che mi interessa, mentre va in scena tutto questo, è continuare a resistere.

 

Esercitare il mio diritto di donna a vivere in piena libertà e autonomia. Avere l’orgoglio di mostrare i segni che porto sulla mia pelle perché sono fiera di essere quello che sono. Ho scelto la vita fin dal primo istante, non consentirò al male di avere il sopravvento, e non ci sarà persona o trasmissione che potrà buttarmi giù, non permetterò a nessuno di compromettere la mia serenità. Non risponderò a nessuna domanda né voglio più parlarne. Questo è tutto ciò che ho da dire su questa vicenda, che mi sento di definire uno dei tanti effetti collaterali dell’essere vittima di un reato. 

lucia annibali lucia annibali

 

 

2. LUCIA ANNIBALI, LUCA VARANI A STORIE MALEDETTE: 'LA PENSO OGNI GIORNO'

www.Ansa.it

 

"Non c'è un giorno, non c'è un'ora che non penso a Lucia, a quello che sta facendo. Sono contento che abbia fatto un percorso importante. So che dovrà combattere, e se un giorno potrà perdonarmi, sono sicuro che sarà possibile, sarà una cosa che farà del bene anche a lei". Così Luca Varani, l'avvocato pesarese che ha fatto sfregiare con l'acido la sua ex, Lucia Annibali, nell'intervista a Franca Leosini, per 'Storie Maledette', trasmessa da Raitre.

LUCA VARANI EX DI LUCIA ANNIBALILUCA VARANI EX DI LUCIA ANNIBALI

 

 

Varani, rinchiuso nel carcere di Teramo, è stato condannato in Appello a 20 anni di reclusione. Il 10 maggio comparirà davanti alla Corte di Cassazione. L'intervista è stata criticata dalla Procura della Repubblica di Pesaro, proprio per il rischio che possa incidere sul giudizio definitivo, mentre alcuni parlamentari del Pd avevano chiesto la sospensione della messa in onda per motivi di opportunità. Camicia azzurra, pizzetto e baffi, Varani ha ripercorso tutti i passaggi della sua tormentata relazione con Lucia, anche lei avvocatessa, coltivata in contemporanea al fidanzamento con Ada, definita il suo vero amore.

LUCA VARANI FERMATO PER LO SFREGIO A LUCIA ANNIBALI LUCA VARANI FERMATO PER LO SFREGIO A LUCIA ANNIBALI

 

"Il futuro - ha detto - è un'incognita stando qua, con una condanna così pesante. Ma sono pronto a pagare: quello che è successo al volto di Lucia è colpa mia". "So che sta combattendo - ha continuato Varani -, che sta facendo un percorso difficile. Io non posso aiutarla, posso aiutarla dicendo che mi dispiace, che sono pentito. Varani ha ammesso di aver vissuto "con leggerezza" e "immaturità" la relazione con la Annibali: "l'ho fatta soffrire, prima l'ho ferita nei sentimenti e poi anche fisicamente. E' un rimorso che mi porterò dietro sempre. E' dura per lei ma è dura anche per me".

lucia annibali acido sfregiata lucia annibali acido sfregiata

 

"Io però non le ho mai detto ti amo - ha ricordato Varani all'inizio dell'intervista -. Diciamo che ho vissuto qualcosa di nuovo e diverso, poi ho capito che non era amore, e c'erano cose di lei che non mi piacevano". E incalzato dalla Leosini l'avvocato ha spiegato: "non sono mai riuscito a lasciarmi andare con una donna se non fossi stato coinvolto emotivamente".

 

Che Lucia, "in passato fosse riuscita a farlo non mi piace". Luca Varani a tratti sorridente, quasi spavaldo, a tratti commosso ha negato precisamente di aver tentato di uccidere Lucia manomettendo l'impianto del gas dell'abitazione della ragazza, ha sostenuto di non averla "mai minacciata" con messaggi sul cellulare ma ha ammesso di aver ingaggiato i due albanesi, condannati come esecutori materiali dell'assalto con l'acido, per "l'idea stupida di fare un dispetto" alla macchina nuova che Lucia aveva appena comprato.

Franca Leosini Franca Leosini

 

LUCIA ANNIBALI LUCIA ANNIBALI

Poi però, ha ammesso, il progetto iniziale è "deviato". Anche se non su sua indicazione esplicita. Varani tuttavia si è assunto l'intera responsabilità di quanto avvenuto quel 16 aprile del 2013 sul pianerottolo dell'appartamento di Lucia: "io - ha detto - non li ho fermati: questo è il mio più grande rimorso. Quando ho visto Precetay l'ultima volta ho capito che avrebbero fatto questa cosa, è questa la mia responsabilità, me l'assumo. Non li ho fermati.

 

 

 

 

 

 

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