ponte morandi

DALLI E DALLI SI SCASSANO PURE GLI STRALLI – L’IPOTESI DEGLI INVESTIGATORI: “FORSE IL COLPO DI GRAZIA AL PONTE MORANDI E’ STATO DATO DAL PASSAGGIO DI UN TIR” - L' AUTISTA "MIRACOLATO": IL CARICO ERA REGOLARE. IL CAMION TRASPORTAVA ACCIAIO: 440 QUINTALI, DI POCO INFERIORE AL LIMITE DI LEGGE, 462 – LA PERIZIA CHOC

Andrea Pasqualetto per il Corriere della Sera

ponte morandi

In quei giorni la vita del ponte era appesa a un filo: la struttura malata, gli stralli deformati, l' acciaio al limite della tenuta. Qualsiasi sollecitazione avrebbe potuto causare il crollo. Difficilissimo individuare quella decisiva. Ma a forza di osservare i video del disastro, gli investigatori hanno pensato a un' ipotesi: che a spezzare il filo del Morandi potrebbe essere stato un autoarticolato. In particolare, il Fiat Stralis della Mcm autotrasporti di Novi Ligure, precipitato con gli altri nel baratro.

 

Quella mattina stava portando un rotolo d' acciaio: 440 quintali, non molto inferiore al limite di legge che è di 462.

Un tir in regola, dunque, ma il più pesante che stava attraversando il viadotto alle 11.36 del 14 agosto. Alla guida c' era Giancarlo Lorenzetto, 55 anni, uscito miracolosamente illeso dal crollo. Lui è naturalmente una vittima della catastrofe. L' abbiamo sentito.

 

Come sta innanzitutto?

«Mi sono uscite delle coliche renali, sarà lo stress perché la testa lavora tutti i giorni su questa cosa, fra avvocati e tutto il resto. Sono comunque vivo e questo è un miracolo».

 

Ci racconta cos' ha visto?

ponte morandi

«Ci provo... Avevo caricato all' Ilva di Genova e stavo andando all' Ilva di Novi Ligure, verso Sampierdarena quindi.

Superato il pilone nove, ho saputo dopo che era il nove, davanti a me si è aperta la strada e mi sono sentito risucchiare all' indietro. Ho chiuso gli occhi pensando che fosse finita.Mi sono ritrovato giù, appeso alla cintura di sicurezza e per fortuna che l' avevo allacciata».

Pochi metri e sarebbe passato anche il suo tir...

«Bastavano due secondi, dico io, perché è successo proprio 5-6 metri davanti a me».

 

Cos' ha visto quando ha riaperto gli occhi?

«A destra c' erano palazzi, a sinistra l' asfalto in discesa.Non capivo dove cavolo ero.

Mi sono slacciato la cintura e mi sono messo in piedi sulla portiera di sinistra. Lì ho capito che era un disastro e che mi conveniva aspettare i soccorsi. Dopo mezz' ora sono arrivati i Vigili del fuoco che giustamente hanno dato la precedenza a chi urlava, urla che non potrò mai dimenticare».

ponte morandi

Gli investigatori non escludono che possa essere stato il suo mezzo a dare il colpo di grazia.

«Che sia stato proprio il mio io non lo posso sapere, saranno i tecnici a dirlo. Io avevo comunque una portata regolare e per questo mi hanno fatto entrare in autostrada.

Dovevano assicurarsi loro che il ponte fosse a posto... paghiamo più di 100 mila euro l' anno di pedaggi. Ma poi l' Ilva non ti lascia mai uscire dagli stabilimenti se il carico non è nei limiti».

Nessuno la colpevolizza...

«Tra l' altro, il pilone si è frantumato dietro di me e quindi mi sembra strano che possa essere stato il mio camion. Capito com' è andata? Io sono caduto all' indietro, sono sceso con la strada...».

 

Passava spesso sul ponte Morandi?

ponte morandi

«Almeno due volte al giorno. Ha sempre ballato un po' quel ponte ma io ho sempre pensato che fosse una cosa naturale. Qualcuno però mi ha detto che il giovedì precedente al crollo oscillava più del solito».

 

Cos' ha fatto quando è sceso dal camion, lei che era illeso?

«Solo qualche escoriazione e un dolore al collo. Ma c' erano morti e feriti e le ambulanze non avevano tempo per me, chiaramente. Me ne sono andato a piedi fino a Bolzaneto e ho aspettato che i miei mi venissero a prendere».

 

2. LA PERIZIA CHOC

Tommaso Fregatti e Marco Grasso pe www.ilsecoloxix.it

PONTE MORANDI GENOVA

 

Meno cavi di quelli previsti dal progetto originario. Un’assenza talmente diffusa di guaine protettive di quegli stessi cavi, in determinati punti, tale da far presumere un deterioramento completo, un utilizzo di materiali di montaggio quantomeno carente o addirittura una fase realizzativa dell’opera in cui si è passati sopra a componenti che, sulla carta, erano ritenuti fondamentali.

 

Allarmi inascoltati

C’è un nuovo report depositato dai consulenti della Procura, gli ingegneri Piergiorgio Malerba e Renato Buratti, che mette letteralmente i brividi, e introduce un nuovo inquietante tema nell’inchiesta sul crollo di ponte Morandi: per gli esperti potrebbero esserci difetti originari nell’infrastruttura e una differenza fra ciò che era stato progettato e come questo è stato effettivamente realizzato.

 

PONTE MORANDI FOTO PELLIZZA FLICKR

Queste discrepanze riguarderebbero proprio gli stralli, i tiranti diagonali, anima in acciaio e rivestimento in cemento, il cui cedimento sarebbe stata la causa della strage che lo scorso 14 agosto ha provocato 43 vittime.

 

Questa ipotesi era stata inizialmente avanzata anche da fonti di Autostrade per l’Italia. E, se da un lato potrebbe apparire come una circostanza che potrebbe alleggerire la posizione della società, dall’altro, potrebbe addirittura aggravarla. Per dirla con le parole pronunciate pubblicamente dal procuratore capo Francesco Cozzi, «quel ponte è rimasto in piedi per 51 anni». In altri termini, se Autostrade sapeva dell’esistenza di “tare” originarie del viadotto, è la tesi di chi indaga, avrebbe dovuto a maggior ragione prestare ancora più attenzione nel monitoraggio e nella manutenzione.

 

 “Blitz” nell’hangar

CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA

La svolta si è materializzata nella scorse ore, dopo un’ispezione compiuta sulle prime macerie raccolte e repertate in un hangar di via Perlasca, a poca distanza dal luogo del crollo. Al blitz hanno partecipato i due periti della Procura, i pm Walter Cotugno, Paolo D’Ovidio e Massimo Terrile, e i militari del primo gruppo della Guardia di Finanza, coordinati dal colonnello Ivan Bixio e dal capo del nucleo operativo Giampaolo Lo Turco. Dai primi accertamenti emergono «difetti strutturali evidenti», che potrebbero essere imputati a varie ipotesi. Una quantità di metallo insufficiente e carenze nella protezione degli stralli.

CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVACrolla il ponte Morandi a Genova Vigili del fuoco al lavoro sulle macerie del ponte Morandi crollato a Genova

 

CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA

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