sala stampa elodie davide maggio gaia

“A SANREMO ALCUNI ‘COLLEGHI’ HANNO UMILIATO UN’INTERA CATEGORIA PROFESSIONALE” – DAVIDE MAGGIO TUMULA I GIORNALISTI PRONTI A LECCARE IL CULO A CANTANTI CHE SALTANO SULLA SEDIA QUANDO QUALCUNO PROVA A FARE DOMANDE: “IL PROBLEMA DELL’EGO SMISURATO DI ALCUNI ARTISTOIDI SANREMESI NON STA NELLE LORO IDIOTE FANBASE, MA IN CHI PERMETTE LORO DI ESSERE CONTINUAMENTE OSANNATI SENZA UNO STRACCIO DI CRITICA. ESATTAMENTE CIÒ CHE FANNO I FAN: IDOLATRANO. IN REALTÀ L’IDOLATRIA NON È GENUINA, È INDOTTA E LE RAGIONI, NEANCHE A DIRLO, SONO ECONOMICHE. CAPITA COSÌ DI VEDERE GIORNALISTI CHE SI UMILINO A FARE DIMOSTRAZIONI DI ASPIRAPOLVERI SULLE WEB TV DI ALCUNI BROADCASTER, DI VEDERLI GOFFAMENTE TRAVESTITI ALLE RIFFE NATALIZIE ORGANIZZATE DA ALCUNI UFFICI STAMPA E DI FARE A GARA PER ESSERE INVITATI IN ALCUNE GIURIE PUR DI ASSICURARSI IL REGALINO DELLA PRODUZIONE…” - IL CASO DI ELODIE E GAIA A “DOMENICA IN”: VIDEO

Davide Maggio per www.davidemaggio.it

 

davide maggio vs. elodie 1

Merde d’artiste è un’opera d’arte di Piero Manzoni. Ma di arte, in questo caso, c’è ben poco e Sanremo ne è diventato il crogiolo perfetto.

Complici i social, si assiste da qualche tempo ad un divertente fenomeno di esaltazione del sè che fuori dal palco troverebbe la sua collocazione ideale nello studio di uno specialista. A Sanremo, invece, gli specialisti sono alcuni ‘colleghi’ che hanno normalizzato una patologia, umiliando un’intera categoria professionale.

sala stampa sanremo

 

Il problema dell’ego smisurato di alcuni artistoidi sanremesi non sta, infatti, nelle loro idiote fanbase, drogate e aizzate a comando: non hanno gli strumenti per recuperare quella lucidità che viene sottratta loro dal beniamino di turno. Il problema è chi permette agli artistoidi di essere continuamente celebrati e osannati senza uno straccio di critica su ciò che viene dato in pasto al pubblico e vomitato sul mercato. Esattamente ciò che fanno i fan: idolatrano!

 

davide maggio vs. elodie 3

E verrebbe da dire che idolatrano a prescindere. In realtà l’idolatria non è genuina, è indotta. Le ragioni, neanche a dirlo, sono economiche, seppur non necessariamente in senso stretto. Capita così di vedere giornalisti che si umilino a fare dimostrazioni di aspirapolveri sulle web tv di alcuni broadcaster; di vederli goffamente travestiti alle riffe natalizie organizzate da alcuni uffici stampa; di fare a gara per essere invitati in alcune giurie pur di assicurarsi il regalino della produzione; di generare il sospetto di essere a libro paga di alcuni artisti come se curassero sottobanco la comunicazione o in qualche modo ne agevolassero il sentiment positivo sulla carta. Su quale tipo di carta, è meglio soprassedere.

GAIA A DOMENICA IN

 

Sul web, non ne parliamo. Piccoli appassionati di spettacolo, che si sbrodolano per il sol fatto di avere nel proprio campo visivo il cantante famoso, assurgono al rango di ‘giornalisti accreditati’ nella Sala Stampa Lucio Dalla – fortunatamente e universalmente riconosciuta di serie B – che formulano domande del tipo: “Ciao, volevo dirti che sei stato bravissimo”. Obiettivo: selfie.

 

Ad accomunarli tutti, la sottomissione all’artista, che è di due tipi: diretta, per rapporti personali con l’artistoide/ufficio stampa dell’artistoide o indiretta, per la speranza di poterli avere o, ancor di più, poter beneficiare di una menzione social.

 

davide maggio vs. elodie 4

Perchè c’è poco da fare, la vanità è decisamente il loro peccato preferito.

Succede così che chi qui scrive venga azzannato da Elodie per aver chiesto dei chiarimenti sui suoi comportamenti nella serata finale del Festival. Una DO MAN DA che scaturiva dal fatto di non aver accennato alla questione su queste pagine e che, proprio per questo, ritenevo fosse opportuno far chiarire dalla diretta interessata. Diretta interessata che, presa dalla solita rabbia, ha malcelato un nervosismo che altro non è che una conferma di qualche intoppo sul quale ha evidentemente preferito glissare.

 

GAIA A DOMENICA IN

Ciò su cui non glissa, invece, è la strumentalizzazione di determinate sensibilità, ormai passepartout per capovolgere qualsiasi situazione critica o spostare l’attenzione da tematiche non gradite. Una su tutte le donne e il patriarcato.

 

Come è stato fatto, ad esempio, per Giorgia: affranta per il sesto posto della collega, Elodie se la prende con i giornalisti della sala stampa che avrebbero penalizzato la donna di cui si dovrebbe rispettare la carriera. Ora, a prescindere dal doppiopesismo nei confronti di Marcella Bella – perchè lei sì, anche se è una donna, può essere ultima pure con 50 anni di carrierà chè tanto è fuori dai giri ed è ritenuta vicina alla destra -, sarebbe interessante ricordare ad Elodie che Giorgia è stata sempre prima per la sala stampa ed è stata penalizzata dal televoto. Dunque, piuttosto che parlare a vanvera, come spesso accade, potrebbe constatare che è stato proprio il pubblico più vicino a quello degli amati social a mettere fuori dalla top 5 l’interprete de La cura per me.

 

davide maggio vs. elodie 14

Il punto è uno soltanto: per carriere e personaggi che trovano la propria linfa nella ‘bolla social‘, opportunamente costruita e alimentata, arriva giocoforza il momento nel quale ci si scontra con la realtà vera, quella nella quale i fan sono concentrati nelle shitstorm che ormai creano più risate che fastidi, e tutti gli altri ti sbattono in fondo alle classifiche semplicemente perché non hanno gradito ciò che hai fatto o hai dato loro in pasto.

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