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“DEVI MORIRE, NON TI VOGLIO VEDERE PIU’” - UN 20ENNE DELLA COSTA D’AVORIO, RICOVERATO IN UN OSPEDALE DELLA PROVINCIA DI SALERNO, DIFFONDE UN VIDEO IN CUI UNA DONNA STREPITA CONTRO LUI AUGURANDOGLI IL PEGGIO: “QUESTA È L’ITALIA? DOVE LA VITA UMANA NON HA NESSUN VALORE, IN UN OSPEDALE PUBBLICO DOVE TI DICONO “DEVI ANDARE AL PAESE TUO, DEVI MORIRE PERCHÉ SEI NERO...” - VIDEO

 

Andrea Pellegrino per https://napoli.repubblica.it

 

AZIENDA SANITARIA DI SALERNO

«Devi morire, non ti voglio vedere più». Il filmato registra la voce di una donna. L’autore è Souleymane Rachidi, 20enne originario della Costa d'Avorio, residente nella Valle dell'Irno. Si trova su di una barella all’ospedale di Curteri di Mercato San Severino. L’episodio è avvenuto nella nottata di sabato. Il 20enne si è rivolto alle cure dei medici dopo aver accusato un dolore al petto. Al Pronto Soccorso, una signora inveisce contro il ragazzo: «Devi morire, devi morire. Qui non ti voglio più».

 

Souleymane Rachidi filma tutto e posta il video sul suo profilo Facebook. «Questa è l’Italia? Dove la vita umana non ha nessun valore, in un ospedale pubblico dove ti dicono “devi andare al paese tuo, devi morire perché sei nero”. Dopo questo episodio ho deciso di non curami più e sono andato via da questo ospedale. Io sono fiero della mia razza e sono fiero di colore della mia pelle. Dite a Salvini che sono ancora vivo”.

 

La vicenda viene denunciata dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli: "Avvierò una serie di verifiche in primo luogo per sapere se il ragazzo ha sporto regolare denuncia sull’accaduto o se deve essere aiutato a farlo,  e se sarà confermato l’inaccettabile comportamento chiederò la sospensione dei responsabili”, dice Borrelli, componente della Commissione Sanità.

 

Souleymane Rachidi

“Disapprovo e combatto fortemente - prosegue - ogni forma di ingiustizia, prevaricazione e prepotenza. Oltremodo condanno qualunque forma di razzismo, manifestazione di ignoranza e mediocrità assoluta. Ovviamente verificherò a fondo la veridicità della video-denuncia che mi è stata inviata, l'effettivo episodio e il contesto in cui è avvenuto. Se la vicenda fosse confermata nel modo in cui ci è stata segnalata chiederemo interventi durissimi”.

 

Non è la prima volta che Souleymane denuncia episodi di razzismo. A settembre aveva lanciato un appello per trovare casa dopo i vari tentativi ed i rifiuti. Solo qualche settimana dopo è stata trovata una sistemazione per il ragazzo. La Cgil Funzione Pubblica  di Salerno attraverso il segretario Pasquale Addesso chiede verifiche: «C’è la necessita di stabilire la veridicità dell’accaduto, chi siano i protagonisti e se effettivamente le voci fuori campo siano di un operatore sanitario e si rivolgano proprio al ragazzo in barella.

Souleymane Rachidi

 

Nell’attesa che ciò avvenga, la Fp Cgil Salerno ribadisce con forza che la propria lotta alle discriminazioni di ogni tipo, razziali, di genere, di condizione economica o di convincimento religioso è parte integrante del suo Statuto, del suo Dna e della sua storia. Pertanto, niente potrebbe indurre la Fp Cgil Salerno a giustificare l’episodio se fosse verificato senza ombra di dubbio. Nell’affermare con forza i suoi valori fondanti, la Fp Cgil Salerno esprime il suo sostegno a tutte le vittime di discriminazione e a tutti quegli operatori sanitari, sicuramente la grande maggioranza, che nonostante lavorino in condizioni difficilissime di stress, riaffermano ogni giorno la loro umanità e la loro professionalità nel rispetto dei malati che assistono».

 

L’azienda ospedaliera “San Giovanni Di Dio e Ruggi d’Aragona” ha annunciato una indagine interna: «Abbiamo subito avviato tutte le verifiche per appurare cosa è accaduto – annuncia il dg Giuseppe Longo  - ma qualunque sarà l'esito è importante tener presente che nel settore sanitario è fondamentale ancor di più il rispetto della dignità e dei valori della persona umana».

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