donald trump discorso onu nazioni unite

DONALD BALLA DA SOLO – NEL GRAN CAOS DEL DISCORSO DI TRUMP ALL’ONU, L’AMBASCIATORE STEFANINI HA INDIVIDUATO TRE PUNTI CRUCIALI: “DISACCORDO CON L'EUROPA, CRESCENTE DISTANZA FRA CASA BIANCA E PALAZZO DI VETRO E ATTACCO FRONTALE AL ‘GLOBALISMO MULTILATERALE’ IN NOME DEL NAZIONALISMO. ALL'APPELLO DEL SEGRETARIO GENERALE GUTERRES ALLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, TRUMP HA REPLICATO DICENDO CHE ‘DOBBIAMO, INSIEME, COMPIERE IL NOSTRO SACRO DOVERE VERSO IL NOSTRO POPOLO E I NOSTRI CITTADINI’. CIOÈ, A COMINCIARE DAGLI STATI UNITI, OGNUNO PER CONTO SUO...” – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “La Stampa”

 

donald trump alle nazioni unite

Il «più grande discorso di politica estera», anticipato da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, è stato certamente il più lungo. Quasi un'ora. Di politica estera poca.

 

Ma, in religioso silenzio, l'Assemblea generale ha ascoltato da Donald Trump una lezione sui due grandi mali che affliggono la comunità internazionale: l'immigrazione e l'energia verde.

 

«Distruggono le nazioni». Per quadruplicare il tempo concesso agli interventi (15') il presidente americano ha parlato anche di molto altro, dalle sette guerre cui ha messo fine ai dazi come «meccanismo di difesa» non solo economica ma anche contro amministrazioni straniere «corrotte» – con una digressione tipicamente trumpiana sui rapporti col Brasile avendo appena incontrato, e trovato molto simpatico («very nice man»), il presidente Lula che l'aveva preceduto sul podio.

 

DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA MOSTRA LA SUA FOTO CON VLADIMIR PUTIN - FOTO LAPRESSE

[…]

 

Nel magma emerge il perentorio invito a tutta la comunità internazionale ad arginare l'immigrazione – accusando le Nazioni Unite di facilitare «l'invasione» dell'Occidente – e riabbracciare l'energia fossile, carbone compreso. Ammonendo soprattutto l'Europa che, con deplorevole scarsità di condizionatori d'aria (forse nel Castello di Windsor dove Trump era stato appena ospite?), «sta andando all'inferno».

 

Discorso a tratti a braccio come in campagna elettorale, con la complicità di un guasto al teleprompter di cui ha dato immediatamente la colpa all'inefficienza dell'Onu – per quanto pare installato apposta dai tecnici americani.

 

Né all'Assemblea generale potevano interessare molto il superiore – dal suo arrivo alla Casa Bianca – andamento dell'economia americana o le malefatte del predecessore, Joe Biden. Ma sono i suoi temi preferiti, con una vaga tendenza senile alla ripetizione – gli anni passano per tutti.

 

volodymyr zelensky e donald trump a new york

Difficile trovare un filo conduttore coerente. Ma, pur nel caos, tre punti politici importanti: disaccordo con l'Europa, crescente distanza fra Casa Bianca e Palazzo di Vetro e attacco frontale al «globalismo multilaterale» in nome del nazionalismo.

 

Quest'ultimo in netta contraddizione con gli interventi che avevano aperto l'80esima Assemblea generale, del segretario generale António Guterres e della presidente Annalena Baerbock. Entrambi occidentali e filo-atlantici, combinazione più unica che rara all'Onu. Per Trump conta nulla.

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 2 foto lapresse

La distanza fra le Nazioni Unite e quest'amministrazione americana era plasticamente rappresentata dal seggio Usa vuoto alla sessione su Palestina e i due Stati. Ventiquattrore dopo Donald Trump l'ha raddoppiata. La diserzione americana sulla Palestina segnava infatti un distacco, voluto, di Washington dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale sulla spinosa questione israelo-palestinese.

 

Malgrado la tragedia in corso a Gaza, e il «mai uno Stato palestinese» di Benjamin Netanyahu in rottura con gli accordi di Oslo e con i vari tentativi americani di portare a buon fine il negoziato sui due Stati. Ma Washington è sempre stata il paladino dell'ultim'ora di Gerusalemme, talvolta isolandosi anche in passato. […]

 

URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP - ANDREA CALOGERO PER LA STAMPA

Ieri, tuttavia, il Presidente americano ha tracciato un percorso che allontana gli Stati Uniti, rispettivamente, dall'Europa e dalle Nazioni Unite. Sulla questione palestinese si è rifugiato nella narrativa del riconoscimento che «premia Hamas» – il cui terrorismo ha invece esattamente per scopo di annullare la soluzione due Stati.

 

Sull'Ucraina ha confermato la scusa finale per non mettere sanzioni alla Russia, dopo averne parlato ormai da mesi: tocca prima agli alleati Nato interrompere tutti gli acquisti di gas e petrolio da Mosca. Ignorando quanto la maggior parte dei Paesi europei, a cominciare da Germania e Italia, hanno già fatto.

 

[...] Quel poco di politica estera contenuto nel discorso allontana gli Usa dagli alleati. Con l'Onu Trump si è scontrato su due fronti. Dell'efficienza – non solo di teleprompter e scala mobile: a cosa servono le Nazioni Unite se non riescono a mettere fine ai conflitti (a differenza delle sue sette guerre terminate)? Ma soprattutto sulla filosofia delle relazioni internazionali.

 

donald trump assemblea generale onu 3

All'appello di Guterres alla cooperazione internazionale ha replicato dicendo che «dobbiamo, insieme, compiere il nostro sacro dovere verso il nostro popolo e i nostri cittadini». Cioè, a cominciare dagli Stati Uniti, ognuno per conto suo.

 

L'aveva già detto nel suo primo discorso al Palazzo di Vetro nel 2017: ogni Paese deve perseguire il proprio interesse nazionale, poi si trova un punto d'accordo. Non aveva spiegato cosa succede quando il punto d'accordo non si trova, l'arena mondiale non è il mercato immobiliare di Manhattan. Ma deve aver avuto lo stesso buoni ascoltatori, ad esempio a Mosca. Con i risultati che conosciamo.

Ursula von der leyen e donald trump a Turnberry in Scozia - foto lapresse

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...