cafiero de raho pasquale striano

DOSSIERINI E VELENI POLITICI – LA COMMISSIONE ANTIMAFIA, GUIDATA DALLA MELONIANA COLOSIMO, ACCUSA L’EX PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA, FEDERICO CAFIERO DE RAHO, OGGI DEPUTATO DEL M5S, DI ESSERE STATO A CONOSCENZA DEI DOSSIERAGGI COMPIUTI DAL FINANZIERE STRIANO, E SOSTIENE CHE SIA STATO “PROTETTO” DALLE PROCURE DI ROMA E PERUGIA NELLE LORO INDAGINI SUGLI ACCESSI ABUSIVI NELLA BANCA DATI DELLA DNA – LA REPLICA DI CAFIERO DE RAHO: “HANNO STRUMENTALIZZATO UN'INCHIESTA PER COLPIRMI. IL MESSAGGIO È CHIARO: VIETATO COLPIRE LA MAGGIORANZA. IO NON POTEVO SAPERE NULLA DEGLI ACCESSI ABUSIVI DI STRIANO PERCHÉ…”

1 - DOSSIERAGGI, L’ACCUSA A DUE PROCURE «I PM TUTELAVANO CAFIERO DE RAHO»

Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”

 

CAFIERO DE RAHO

Le Procure di Roma e Perugia avrebbero protetto Federico Cafiero De Raho nelle loro indagini sugli accessi abusivi nella banca dati della Dna da lui guidata. È la sintesi del passaggio più rilevante della relazione approvata ieri dalla commissione Antimafia a conclusione delle indagini sul sistema dei dossier illegali su politici, imprenditori e personalità di vari ambiti creati dal finanziere Striano e dal pm Laudati all’interno della stessa Direzione nazionale antimafia.

 

«Un attacco alle istituzioni partito dalla Dna all’epoca guidata da De Raho. Fatti preoccupanti che richiedevano che il Parlamento conoscesse questa questione approfonditamente», dice la presidente Chiara Colosimo.

 

PASQUALE STRIANO

Alla posizione dell’ex procuratore capo di Napoli e Reggio Calabria, vicepresidente in quota M5S nella stessa commissione guidata dalla esponente di FdI viene dedicato un ampio capitolo del documento approvato in seduta plenaria.

 

La relazione descrive «uno scenario particolarmente inquietante», una «vera e propria patologia dei meccanismi di accesso e controllo ai sistemi informativi e alle banche dati coinvolte, ma soprattutto di opacità istituzionale».

 

[...] «Un ulteriore profilo di criticità riguarda il modo in cui le Procure procedenti hanno affrontato la posizione di Cafiero De Raho — si legge nell’atto anticipato dalla bozza circolata a metà gennaio—. L’indagine non ha valutato la gravità intrinseca dei comportamenti del procuratore nazionale (dal 2017 al 2022, ndr), trattando ciò che avrebbe richiesto massimo rigore come se invece si trattasse di un profilo marginale.

 

CAFIERO DE RAHO

Questo deficit istruttorio ha di fatto lasciato in ombra il ruolo centrale del vertice dell’ufficio e ha impedito di cogliere appieno la portata sistemica della gestione tossica che aveva caratterizzato la Dna in quegli anni».

 

[...]

 

Giuseppe Conte parla di «killeraggio nei confronti di De Raho e Scarpinato», ma aggiunge: «Io sono stato oggetto di accessi abusivi, perché pressoché tutto il mio nucleo familiare lo è stato. Ricostruire questa verità a senso unico, come se ci fosse soltanto un dossieraggio contro la destra non corrisponde alla realtà, e soprattutto non corrisponde alla realtà dei fatti che ci sia una responsabilità di sistema da parte di chi è stato procuratore nazionale Antimafia all’epoca di parte dei fatti».

 

[...]

 

La procura di Roma ha chiuso due mesi fa le indagini ereditate dai colleghi di Perugia e nata nell’ottobre 2022 dalla denuncia del ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Si attende ora la decisione sulla eventuale richiesta di processo. Agli atti ci sono 648 gigabyte di materiale scaricato e 349mila download solo dal pc dell’ex finanziere.

 

2 - FEDERICO CAFIERO DE RAHO - “USANO L’INCHIESTA SUI DOSSIER PER COLPIRMI: IL MESSAGGIO È NON TOCCARE LA MAGGIORANZA”

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “la Stampa”

 

CAFIERO DE RAHO GIUSEPPE CONTE

«È un attacco strumentale contro un avversario politico». Il deputato M5s Cafiero De Raho, ex procuratore nazionale antimafia da novembre 2017 a febbraio 2022, non utilizza mezzi termini: «È successo qualcosa di molto grave, inimmaginabile. La maggioranza ha strumentalizzato un'inchiesta per colpirmi. E hanno preparato una relazione come se volessero sovrapporsi al pubblico ministero».

 

De Raho aggiunge: «Il messaggio che vogliono trasmettere è chiaro».

 

Quale?

CHIARA COLOSIMO - FOTO LAPRESSE

«State attenti. Non toccate nessuno della maggioranza di governo. Non toccateli perché altrimenti ne pagherete le conseguenze».

 

Il caso è quello del dossieraggio, degli accessi abusivi alle banche dati della Procura nazionale antimafia, che vede indagati, tra gli altri, l'ex finanziere Pasquale Striano e l'ex sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati. Secondo la relazione della Commissione antimafia, di cui è vicepresidente, lei era a conoscenza di quanto accaduto e non ha preso provvedimenti. Accuse gravi, certo.

 

Anche infondate?

federico cafiero de raho foto di bacco (2)

«Io non potevo sapere nulla degli accessi abusivi di Striano perché ero il vertice dell'ufficio e i controlli li avevo delegati ad altri. Questa relazione non affronta realmente il tema dei sistemi informativi e dell'utilizzo degli stessi all'interno della Dna, ma è uno strumento per attaccare le opposizioni e in particolare me. Posso dirle cosa mi colpisce maggiormente?».

 

[...]

 

La vicenda, però, è ben più ampia e ruota attorno a Striano e Laudati e a un centinaia di accessi abusivi. Lei non si accorse di nulla?

«Gli accessi di Striano avvennero nella sua postazione presso la guardia di finanza e non presso la Dna. L'accesso abusivo che riguardava il ministro Crosetto, poi, è del luglio 2022 e io avevo lasciato l'incarico da febbraio. E sino a novembre ci sono numerosi altri accessi che riguardano esponenti della maggioranza. Anche chi è venuto dopo di me non ha rilevato nulla sino alla conoscenza dei risultati delle indagini».

 

Antonio Laudati

L'ex procuratore aggiunto della Dna Giovanni Russo ha detto agli investigatori di averla avvisata con una relazione che lei avrebbe ignorato. Mente?

«Si tratta di una nota del 4 marzo 2020 che non ha né protocollo né firma, a me mai consegnata. E la stessa commissione la considera assolutamente inattendibile».

 

Ha mai avuto contatti con l'ex finanziere Striano?

«Mai, nessun rapporto. Non lo conosco proprio e questo le può dare l'idea di quale macchinazione si stia portando avanti».

 

Con Laudati, però, li avuti per forza. O sbaglio?

«Certamente, sia con lui sia con il procuratore aggiunto Russo. Lo prevedeva l'organizzazione dell'ufficio».

 

Può escludere categoricamente che vi sia stato un uso improprio delle banche dati sotto la sua direzione?

giorgia meloni chiara colosimo

«Nessun uso improprio. Striano era un caso isolato e abnorme, ma ha potuto agire così perché era responsabile del gruppo».

 

[...]

 

Non c'è stata nessuna tutela nei suoi confronti?

«Nella relazione della commissione è stata stravolta la realtà, sono state poste numerose suggestioni. La Commissione è entrata nella valutazione di atti legittimi e quindi ha compiuto una rivalutazione che non le spettava. La verità è che la maggioranza di governo vuole controllare i magistrati ed è questo, in fondo, l'obiettivo della riforma della giustizia».

 

Cosa c'entra in questo caso?

GAETANO PECORARO INTERVISTA PASQUALE STRIANO - LE IENE 2

«Questa relazione mostra il controllo che vogliono esercitare. Oggi ne faccio le spese io, un domani lo faranno altri. In più attaccano all'avversario politico e fanno ricadere su di lui qualunque responsabilità».

GAETANO PECORARO INTERVISTA PASQUALE STRIANO - LE IENE

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