ghislaine maxwell isabel jeffrey epstein al seckel

DOVE C’È EPSTEIN, C’È MORTE – LA STORIA DI AL SECKEL, L’EX “COGNATO” DEL FINANZIERE PEDOFILO (ERA FIDANZATO DELLA SORELLA DI GHISLAINE MAXWELL, ISABEL) CHE ERA STATO INCARICATO DELL’IMPROBO COMPITO DI “RIPULIRE” LA REPUTAZIONE ONLINE DEL MILIARDARIO CON LA PASSIONE PER LE MINORENNI – SECKEL FU TROVATO MORTO IL 1 LUGLIO 2015 A SAINT-CIRQ-LAPOPIE, IN OCCITANIA, AI PIEDI DI UNA SCOGLIERA ALTA TRENTA METRI. ERA DECEDUTO DA SETTIMANE, MA IL CORPO ERA INTROVABILE...

Estratto dell’articolo di Steve Tenré per “Le Figaro”, pubblicato da www.repubblica.it

 

al seckel

Il dossier Epstein continua a rivelare i suoi segreti. [...] un nuovo uomo si aggiunge a una lista che sembra interminabile: Al Seckel.

 

Questo americano, nato nel 1958 a New York e morto a Saint-Cirq-Lapopie, uno dei “più bei villaggi di Francia”, compare più di mille volte nei circa tre milioni di e-mail recentemente desecretate dal governo statunitense [...]. Secondo le nostre indagini, gli era stata affidata una vasta operazione di “pulizia” su Internet, volta a cancellare la reputazione di delinquente sessuale di Jeffrey Epstein, condannato nel 2008 per traffico di minorenni.

 

al seckel con isabel maxwell sorella di ghislaine

[...] In una e-mail riesumata da Le Figaro la scorsa settimana si apprendeva, tra l’altro, che il finanziere si era stupito, con il direttore d’orchestra francese Frédéric Chaslin, che una “giovane assistente” “somigliante” a Emmanuelle Seigner rifiutasse all’ultimo momento un incontro con lui.

 

«Che cosa è realmente successo con lei? Google??», aveva chiesto Epstein, probabilmente riferendosi ai risultati che apparivano sul motore di ricerca quando si digitava il suo nome. E Chaslin rispondeva il 17 settembre 2013: «È possibile… Mi ha fatto domande a cui non potevo rispondere ma non la conosco molto bene.»

 

I primi scambi rilevanti tra Al, diminutivo di Alfred, e Jeffrey Epstein risalgono ufficialmente al 2010. All’epoca Seckel si presenta come libero pensatore, appassionato di illusioni ottiche e collezionista nel tempo libero.

 

È anche autore di diversi libri che raccolgono opere di artisti come Salvador Dalí e Giuseppe Arcimboldo, e tiene varie conferenze, tra cui per l’organizzazione TED e per il Forum economico mondiale di Davos. Sposato tre volte — una con l’attrice e modella Denice D. Lewis (vista nel film La fine dei tempi con Arnold Schwarzenegger nel 1999) — nel 2007 si mette infine in coppia con Isabel Maxwell, sorella francese di Ghislaine Maxwell, complice di Jeffrey Epstein.

 

[...] Il finanziere americano [...]  incarica a sorpresa Al Seckel di diventare il suo gestore della reputazione online, con il compito di migliorare l’immagine del “filantropo”. Già nell’ottobre 2010 Seckel assicurava in una mail al finanziere di poter far sparire «tutte le schifezze» che apparivano nella pagina Google del pedocriminale, manipolando il posizionamento nei risultati (SEO) e contando su una «squadra (di editor) nelle Filippine» capace di «tessere link verso pseudo-siti» che lodassero Jeffrey Epstein. [...]

 

al seckel

Tra questi falsi siti figuravano JeffreyEpsteinScience.com (oggi dirottato da internauti) e JeffreyEpsteinSports.com (ancora accessibile). L’obiettivo? Inondare la prima pagina di Google di contenuti elogiativi sul pedocriminale, così da sommergere i risultati più “tossici”.

 

Seckel descriveva in altre mail i diversi metodi, come lo sfruttamento degli omonimi — per «promuovere gli altri Jeffrey Epstein del mondo» ed esporre meno il passato criminale del finanziere — ma anche la manipolazione di Wikipedia. In una mail del dicembre 2010 si era congratulato per una «vittoria importante» dopo aver «hackerato» la pagina Wikipedia di Epstein sostituendo la foto segnaletica con una molto più lusinghiera.

Secondo The Verge, ripetuti tentativi di sostituire la parola «ragazze» con «escort-girl» sulla pagina di Epstein ebbero effettivamente luogo, prima di essere annullati da altri editor.

 

jeffrey epstein ghislaine maxwell

«Vorrei poter usare tutta la mia creatività e i miei poteri per far sparire tutto all’istante, ma non posso. Tuttavia non è un caso disperato», avvertiva comunque Seckel in una mail. E per una ragione precisa: parallelamente al lavoro chiedeva versamenti di 10.000 dollari da Epstein «sul conto di Isabel (Maxwell)», la sua compagna. Lamentando i ritardi tra un bonifico e l’altro e la mancanza di risposte di Epstein, Seckel lo metteva regolarmente sotto pressione, ripetendo più volte che «le sue squadre lavoravano giorno e notte».

 

[...]

 

jeffrey epstein 1

Ma l’11 dicembre 2010 Epstein si lamenta in una mail indirizzata al collezionista: «La mia pagina Google non va bene. A settembre mi avete detto che sarebbero serviti circa 20.000 dollari per ripulirla entro il 1º novembre. Poi altri diecimila, e altri diecimila. (…) Non ho ancora ricevuto il dettaglio completo dei pagamenti. E i risultati sono quelli che sono». Due giorni prima aveva già avvertito: «Passiamo oltre… Non posso restare alla mercé di un’operazione che fallisce per mancanza di 25.000 dollari. Troverò qualcun altro…».

 

Seckel ribatte che il lavoro era «molto peggiore» di quanto «previsto inizialmente». «Avete un gruppo di persone devote che cercano di nuocervi, ancora adesso». E aggiunge, polemico: «Ho dedicato letteralmente quattro mesi di lavoro accanito, creatività e del mio capitale politico personale per portarvi a questo risultato, il che vi ha fatto guadagnare non solo tempo ma anche innumerevoli dollari, e non è qualcosa che si possa comprare facilmente. Cercavamo di riparare i vostri danni (…) Non ne sono responsabile. Pensavo solo che potesse aiutarvi. Non è MAI stato questione di estorcervi denaro».

 

al seckel con isabel maxwell sorella di ghislaine

Nei giorni seguenti seguono una decina di mail di giustificazione da parte di Seckel, con tanto di screenshot della pagina Google di Jeffrey Epstein. Assicura in particolare che «l’articolo del Daily Beast è scomparso» e che «gli altri, compreso il potente Huffington Post, stanno per essere eliminati». L’articolo, pubblicato il 21 luglio 2010 e intitolato «Jeffrey Epstein, pedofilo condannato ed ex magnate degli hedge fund, è ormai un uomo libero», è tuttora online.

 

Il 15 dicembre Seckel informa Epstein che «i robot hanno fatto pulizia». «Resta solo un articolo negativo in prima pagina di Google, quello dell’Huffington Post. (…) L’Huffington Post è estremamente difficile da scalzare perché è molto potente, ha milioni di link e pubblica ogni giorno una quantità considerevole di contenuti originali e inediti grazie ai contributi di lettori esterni» Sottolinea comunque di essere riuscito «a farlo scendere nella pagina» e di aver eliminato le «suggestioni di ricerca dannose che comparivano automaticamente digitando il vostro nome». «I titoli non menzionano né delinquente sessuale condannato né pedofilo. Parlano piuttosto delle (vostre) opere filantropiche, della Fondazione Epstein, della (vostra) promozione degli scienziati», elenca Seckel.

 

jeffrey epstein

Risultati che probabilmente non convinsero Jeffrey Epstein, perché già nel 2013 conobbe Tyler Shears, specialista della ricerca online. Nei mesi successivi gli versò almeno 50.000 dollari perché tentasse di migliorare la sua immagine, rovinata dai media.

 

Ciò non segnò tuttavia la fine dei rapporti tra Seckel ed Epstein, poiché il collezionista organizzò sull’isola privata Little Saint James una conferenza con ricercatori all’inizio di gennaio 2011. Nel 2012 Seckel segnalò al finanziere una vicenda «confidenziale», denunciando un «piccolo libraio di Cleveland, Ohio» che «lo diffama da 25 anni». «Se questa persona, o uno dei suoi intermediari, vi ha trasmesso la minima informazione diffamatoria, in qualunque modo, fatemelo sapere immediatamente, perché stiamo avviando azioni civili e penali contro di lui», gli chiese.

 

[...]

 

jeffrey epstein

Gli scambi tra i due si diradano negli anni. Si sente sempre meno parlare di Al Seckel, che si trasferisce in Francia con la sorella di Ghislaine Maxwell, Isabel. Secondo il Daily Mail, la coppia viveva in un castello vicino a La Roque-Gageac, in Dordogna.

 

Nel 2015 un’inchiesta della rivista Tablet su Seckel rivela che l’uomo in realtà sarebbe stato un truffatore, riuscito a diventare una figura mondana negli Stati Uniti frequentando «professori e studenti dell’università Caltech» senza neppure esservi iscritto e conducendo truffe ai danni di numerose persone.

 

Una di loro, citata dal media, ha sporto denuncia dopo avergli prestato 75.000 dollari mai restituiti. «Il database della Corte superiore di Los Angeles registra più di 25 cause che coinvolgono Al Seckel o le sue società, come attore o convenuto, dal 1992 a oggi. Questi casi riguardano controversie minori, rotture di contratto, frodi contrattuali, rescissioni di affitto…», indica Tablet.

 

il video della polizia che entra a casa di epstein

[...] Al Seckel, allora cinquantaseienne, viene trovato morto il 1º luglio 2015 a Saint-Cirq-Lapopie, nel Lot, ai piedi di una scogliera alta 30 metri. In realtà era deceduto settimane prima, ma il corpo era rimasto fin lì introvabile.

 

«È stato l’odore di putrefazione a condurre infine al cadavere», ha dichiarato l’ex vicesindaco Roland Garreau al Daily Mail nel 2022. «Solo i vestiti lo tenevano insieme quando lo hanno messo sulla barella», ha aggiunto, precisando che la polizia ha potuto identificarlo grazie al DNA. Gli mancavano una mano e un piede, probabilmente divorati da cinghiali o volpi, secondo le autorità, che hanno avanzato al giornale britannico l’ipotesi del suicidio… sette anni dopo i fatti.

 

ghislaine maxwell jeffrey epstein bill clinton

Questo decesso si aggiunge alla serie di morti violente che hanno colpito l’entourage di Ghislaine Maxwell. Il magnate dei media Robert Maxwell, padre di Ghislaine, era stato trovato morto in mare nel 1991 a 68 anni dopo essere scomparso dal suo yacht al largo delle Canarie. Jean-Luc Brunel, ex agente di modelle e accusato di essere uno dei reclutatori di Jeffrey Epstein, si è suicidato nel febbraio 2022 nella prigione della Santé a Parigi. Jeffrey Epstein, 66 anni, era stato invece trovato impiccato nella sua cella a New York nel 2019 mentre attendeva il processo per traffico sessuale. Contattata da Le Figaro, la procura di Parigi — che sabato ha annunciato di aver designato magistrati per individuare «eventuali reati legati a cittadini francesi» — ha risposto laconicamente: «Se questa persona è deceduta, l’azione penale nei suoi confronti è estinta». Lunedì 16 febbraio non era chiaro se Al Seckel avesse la nazionalità francese.

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