filipo bernardini fbi arrestato libri new york fbi

STORIA DI UN LADRO DI LIBRI – NELLA VICENDA DI FILIPPO BERNARDINI, L'ITALIANO DI 30 ANNI (ACCIUFFATO DALL’FBI A NEW YORK) CHE HA AMMESSO DI ESSERE DIETRO UNA DELLE PIÙ GRANDE TRUFFE EDITORIALI MAI MESSE IN ATTO, RIMANE UN DUBBIO: COSA LO SPINGEVA A SPEDIRE MAIL VEROSIMILI AL GOTHA DEL MONDO EDITORIALE PER FARSI SPEDIRE IN ANTEPRIMA I MANOSCRITTI DEGLI AUTORI PIÙ FAMOSI? PROBABILMENTE LO FACEVA SOLO PER GODIMENTO PERSONALE VISTO CHE…

Caterina Soffici per “la Stampa”

 

filippo bernardini

Un genio o un pazzo? Un maniaco ossessivo o un burlone? Il mistero del ladro di manoscritti di libri è risolto, ma solo a metà. Il colpevole ha confessato. Negli ultimi cinque anni ha rubato oltre mille manoscritti di libri non ancora pubblicati, di Margaret Atwood e Stieg Larsson, Ethan Hawke e Sally Rooney, ma anche di sconosciuti.

 

Ha provato perfino a violare la rete di sicurezza della segretissima Elena Ferrante, ma la casa editrice e/o l'ha scoperto in tempo. Alla Tila (Claire Sabatie Garat e Marco Vigevani) ha provato a rubare il manoscritto di Woody Allen. Alla Marsilio il quinto capitolo della saga di Millennium. Filippo Bernardini, 30 anni, italiano originario di Terni, lavorava nella sede londinese della casa editrice americana Simon & Schuster.

 

Era stato arrestato dall'Fbi il 5 gennaio dell'anno scorso appena atterrato al JFK di New York per una vacanza. Da allora è nelle mani della giustizia americana. Venerdì si è dichiarato colpevole confermando l'accusa della procura di New York e sarà processato ad aprile. C'è il colpevole, ma ancora manca il movente, che è la cosa più affascinante di questa storia. Perché l'ha fatto?

filippo bernardini accusato di essere autore furti manoscritti 11

 

Il Lupin dei libri ha creato qualcosa come 160 falsi account da cui mandava mail, cambiando una lettera o il dominio. Una m con una rn, un .com con un .it, le q sostituivano le g (@wylieaqency.com). Le mail avevano il corpo e il font giusto del reale mittente, anche il tono personale, il linguaggio tecnico adeguato. Il manoscritto era "ms", come si abbrevia in gergo.

 

Editor, traduttori, agenti, scout, giudici del Man Booker Prize: il gotha dell'editoria internazionale di tre continenti è finito nella sua rete. Qualche volta è riuscito a impossessarsi del manoscritto, altre è rimbalzato nei sistemi di sicurezza e nei doppi controlli che vengono fatti per autori molto importanti.

 

fbi

Ma perché? Perché rischiare 20 anni di carcere (questo il massimo della pena per frode telematica secondo la Bbc) per impossessarsi di manoscritti senza poi farne niente Bernardini infatti non ha mai chiesto un riscatto, non li ha divulgati nel dark web, non li ha diffusi sulle piattaforme di sharing dei file illegali, quindi non c'è un motivo economico, non ci ha mai guadagnato un euro e non ha danneggiato le case editrici, né gli autori, né influenzato le aste editoriali.

 

Allora perché? Non si sa. E questo è il bello di una storia che altrimenti sarebbe simile a mille altre storie di hackeraggio, di piccole truffe online, di ricatti. Un bravo sceneggiatore tirerebbe (tirerà? chissà che dalle parti di Netflix non ci stiano già lavorando) fuori una serie con i fiocchi, da questo schema inventato da Bernardini. Pensate alla follia. O alla genialità, che poi in letteratura il confine è sempre labile.

 

Bisogna ammettere che il nostro Lupin dei libri ha fatto un lavoro gigantesco, vantando una conoscenza minuziosa degli ingranaggi dell'editoria dei bestseller oltre che un patrimonio di informazioni e di competenze incredibile. Solo per leggere per primo? Se fosse stato solo quello il movente?

fbi

 

Un Lupin solitario e ossessivo, che non voleva aspettare e condividere con altri il piacere della scoperta. L'idea dell'esclusività, che è motore di tanto affannarsi contemporaneo: c'è chi spende migliaia di euro per una bistecca al sale, chi per essere sparato nel cosmo con un razzo. E perché la lettura non potrebbe essere un'esperienza irripetibile? Perché negarsi il piacere di leggere in anteprima un libro che attendono milioni di persone? Non sarebbe bellissimo se la vera motivazione di Bernardini fosse questa?

 

O invece voleva solo farsi beffe dell'intero sistema? Voleva dimostrare a qualcuno che era capace di farlo? Tante ipotesi sono state sprecate. Qualcuno aveva pensato che fossero i servizi segreti russi o il governo cinese, per destabilizzare il sistema culturale occidentale.

 

Margaret Atwood

E già un'ipotesi del genere la dice lunga sull'ego smisurato di certi personaggi nel mondo editoriale. Altri più praticamente avevano fatto notare che rubare un manoscritto, pure di un autore che vende milioni di copie, non è propriamente un'operazione di spionaggio industriale o tecnologico di alto livello. Non è il vaccino contro il cancro, insomma.

 

Alla Fiera di Francoforte e di Londra, quando si era parlato del tema, qualcuno aveva buttato lì l'ipotesi che il ladro fosse uno scrittore frustrato a corto di idee, altri un produttore di Hollywood che voleva scopiazzare o intervenire in anteprima su un soggetto. Tutte ipotesi bellissime, l'ambiente è creativo, pettegolo e fantasioso. Invece niente, niente russi, niente complotti internazionali, niente riscatti.

 

stieg larsson 7

Nell'agosto del 2021 sul New York Magazine era uscita una lunga e dettagliatissima inchiesta dal titolo The Spine Collector firmata da Reeves Wiedeman e Lila Shapiro. Leggetela se vi capita, è un vero thriller. I due seguono varie piste, interpellano ogni fonte possibile, indagano sugli scout editoriali (all'epoca i principali sospettati). "«pionaggio? Vendetta? O una completa perdita di tempo?» si chiedevano dopo un anno di lavoro che non li aveva portati né al nome del ladro né tantomeno alla motivazione. Dove non sono arrivati i due giornalisti è arrivata l'Fbi dopo 5 anni di indagini.

 

Sally Rooney

Ora è tutto confermato. L'autore è davvero lui, Filippo Bernardini, un oscuro (ora non più) impiegato di trent' anni che si è divertito a prendere per il naso il mondo editoriale e chissà se questi mille e rotti manoscritti se li poi è letti o semplicemente si è divertito a riempire le memorie dei suoi computer di materiale proibito. Il paradosso (o la morale o la beffa, decidete voi) di tutta questa storia è che in genere la sfida per la maggior parte dei manoscritti è di convincere qualcuno (agenti, editor, scout) a leggerli. Qui è il contrario. Forse era questa la vera sfida del Lupin dei libri?

 

 

 

 

 

 

Articoli correlati

SCOPERTO L\'AUTORE DEI FURTI DI MANOSCRITTI: E IL MANAGER EDITORIALE FILIPPO BERNARDINI...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…