COSA È ANDATO STORTO NEL BLITZ NEL CASOLARE DEI FRATELLI RAMPONI? - IL 14 OTTOBRE 2025, I TRE FECERO SALTARE IN ARIA LA LORO CASA, IN PROVINCIA DI VERONA, UCCIDENDO TRE CARABINIERI INTERVENUTI PER SFRATTARLI - ORA, LA PROCURA GENERALE DI VENEZIA ACCUSA DI NEGLIGENZA GLI UFFICIALI CHE HANNO ORGANIZZATO IL BLITZ PER SGOMBERARE L'EDIFICIO - I PM CONTESTANO LE MODALITÀ CON LE QUALI È STATO ESEGUITO L'OPERAZIONE DI NOTTE, CON SCARSA VISIBILITÀ, E SENZA AVVALERSI DEI REPARTI SPECIALIZZATI IN OPERAZIONI DELICATE (NONOSTANTE I RAMPONI AVESSERO GIA' MINACCIATO DI FARSI SALTARE IN ARIA) - I PM CONTESTANO CHE GLI UFFICIALI ABBIANO DECISO DI INTERVENIRE NONOSTANTE LE PERPLESSITÀ MANIFESTATE DA ALCUNI OPERATORI, FRA CUI IL LUOGOTENENTE PIFFARI CHE PERSE LA VITA. TRE GIORNI PRIMA DELLA STRAGE AVEVA CONFIDATO LE SUE PAURE A UN’AMICA: "QUESTI CI ASPETTANO, SONO PREPARATI"
Estratto dell'articolo di Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”
Franco Maria Luisa DINO RAMPONI
Era la notte del 14 ottobre dello scorso anno. Davanti al casolare dei fratelli Ramponi, nelle campagne veronesi di Castel d’Azzano, si presentarono una trentina di uomini fra carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e personale addetto allo sgombero.
Dovevano eseguire una perquisizione per poi liberare la grande casa di campagna di Dino, Franco e Maria Luisa Ramponi, agricoltori e proprietari dell’immobile che non volevano lasciare. Quando fecero irruzione Maria Luisa, dopo aver aperto il gas e piazzato tre molotov, appiccò il fuoco con un accendino e il casolare esplose. Bilancio: tre carabinieri morti, Marco Piffari, Valerio Daprà e Barnardello, e una ventina di feriti.
Succede ora che, in attesa del processo per la strage contro i tre fratelli che partirà il prossimo 26 ottobre, la Procura generale di Venezia muova un passo deciso contro gli ufficiali dei carabinieri che avevano pianificato e gestito l’intervento quella notte.
«Si tratta di un atto d’incolpazione disciplinare a seguito di accertamenti svolti che sono durati mesi», precisa il Procuratore generale di Venezia, Federico Prato. Si parla di negligenza dal punto di vista disciplinare, rispetto alla quale la competenza è del massimo organo inquirente del distretto. [...]
Diversi i profili di colpa individuati dalla Procura generale che nell’elencarli ha ricordato i tentativi di sgombero precedenti e le minacce che li avevano accompagnati. Il 7 ottobre 2024 Dino aveva promesso di darsi fuoco, il 18 novembre dello stesso anno i tre fratelli erano saliti sul tetto dopo aver saturato la casa di gas, il 25 settembre 2025 la sorella aveva portato una bombola intimando di far esplodere tutto se solo qualcuno si fosse avvicinato.
Vengono contestate le modalità con le quali è stato eseguito il blitz: durante le ore notturne, con scarsa visibilità, senza un’attenta pianificazione e senza avvalersi dell’esperienza di reparti specializzati in operazioni così delicate. E questa poggiava su un decreto di perquisizione nel quale si ricordava il rischio della presenza di esplosivi.
Viene segnalato poi il fatto che si sia deciso di intervenire nonostante le perplessità manifestate da alcuni operatori, fra cui il luogotenente Piffari che perse la vita. Il quale, peraltro, tre giorni prima della strage aveva confidato le sue paure a un’amica: «Questi ci aspettano, sono preparati».
Il procedimento potrebbe avere ripercussioni anche sul piano penale. In procura a Verona c’è infatti un fascicolo nato da un esposto a firma dei familiari di Piffari e depositato dagli avvocati Davide Adami e Marco Libardi in cui si ipotizzava una sottovalutazione dei rischi.
Cosa succederà ora ai tre ufficiali? A breve ci sarà un’udienza a Venezia davanti alla disciplinare della Corte d’appello con un presidente di sezione, un giudice del tribunale e un ufficiale dell’Arma. I tre rischiano la sospensione dal servizio.
maria luisa ramponi tra le macerie
FUNERALI DI STATO DEI CARABINIERI UCCISI DAI FRATELLI RAMPONI
CASA DEI FRATELLI RAMPONI
GIORGIA MELONI AI FUNERALI DEI CARABINIERI UCCISI DAI FRATELLI RAMPONI
FUNERALI DI STATO DEI CARABINIERI UCCISI DAI FRATELLI RAMPONI
FRANCO RAMPONI

