alluvione emilia romagna milena gabanelli

C’È LO ZAMPINO DELLA POLITICA NEI DISASTRI CAUSATI DALL'ALLUVIONE IN EMILIA-ROMAGNA – I 32 MILA SFOLLATI, I 15 MORTI E I MILIARDI DI DANNI NON SONO SOLO LA CONSEGUENZA DI UN FENOMENO ESTREMO. LO SVILUPPO SENZA CONTROLLO (CON CONTINUI CONDONI) HA CREATO DISASTRI. E IL FEDERALISMO NELLA GESTIONE DEL TERRITORIO SPEZZETTA LE COMPETENZE – MI-JENA GABANELLI: “OGNI REGIONE SI PREOCCUPA DEL SUO TERRITORIO, FREGANDOSENE DEI DANNI CHE PUÒ PROVOCARE ALLA REGIONE CONFINANTE...” – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SULL'ALLUVIONE IN EMILIA-ROMAGNA

 

 

Estratto dell'articolo di Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

milena gabanelli alluvione in emilia romagna

In Romagna dall’1 al 17 maggio sono caduti 5 miliardi di metri cubi d’acqua, con 32 mila sfollati, 15 morti, 8 miliardi i danni quantificati finora. Sulle colline argillose dell’Appennino si sono aperte 936 frane, e a oggi 31 frazioni sono isolate con 331 abitanti raggiungibili solo con mezzi pesanti. I modelli climatici stabiliscono che un evento di questa portata si verifica ogni 200 anni.

 

Ce ne sono stati 2 nel giro di 15 giorni. Vuol dire che la difesa del territorio andrà interamente riprogettata perché non sappiamo cosa ci attende. L’area colpita vale 10 miliardi di export, 130 mila imprese, 443 mila occupati, e 38 miliardi di valore aggiunto. Ma il disastro è solo la conseguenza di un fenomeno estremo, o ci sono altre responsabilità?

 

Le opere fatte e quelle da fare

dati sull alluvione in emilia romagna dataroom

In Romagna l’enorme quantità d’acqua è caduta in poche ore, in due eventi ravvicinati, sulle colline e su decine di torrenti e piccoli fiumi, con difficoltà di deflusso in pianura e le onde dell’Adriatico alte 3 metri a fare da diga. E su un terreno che era diventato cemento dopo due anni di siccità. Quante opere idrauliche servivano, e quante erano operative?

 

Nella provincia di Forlì-Cesena: 2 casse di espansione sul Fiume Savio, 8 sul Ronco. 4 vasche di laminazione nel punto di confluenza del Montone e del Rabbi. Sul Montone 4 casse in progettazione e non ancora finanziate dallo Stato. In provincia di Ravenna: 2 casse sul Fiume Senio, e su una il proprietario ha fatto ricorso.

 

milena gabanelli alluvione in emilia romagna 2

Delle 14 opere realizzate a 6 mancano i lavori che consentono la fuoriuscita nei periodi di siccità, ma comunque in grado di accogliere acqua. «Se anche le vasche in progettazione fossero state operative, forse avrebbero un po’ contenuto i danni, ma non trattenuto quelle quantità», sostengono tutti i geologi e ingegneri idraulici sentiti. […]

 

Chi decide cosa? La Regione programma, il Ministero dell’Ambiente dà i soldi, poi l’attuazione passa all’Agenzia Sicurezza Territoriale e Protezione Civile, che delega il suo ufficio provinciale, che a sua volta deve avere l’ok dal Comune interessato. E qui dipende dagli interessi che ci sono in ballo, e dal gradimento dei comitati.

 

Sviluppo, abusi e condoni

dati sull alluvione in emilia romagna dataroom 5

Dagli Anni 40 in poi, su una ex palude si è costruito lo sviluppo: ogni metro quadrato si è trasformato in attività agricola, allevamenti, capannoni e abitazioni. Attorno un reticolo di canali e 26 torrenti che si riempiono quando piove e poi vanno in secca. L’ultima grande alluvione risale al 1939, quando esondò il fiume Senio. Nessuno se la ricorda più, e si è costruito anche dove non si doveva.

 

Il cemento è da sempre il motore dell’economia, sostenuto dai condoni sugli abusi. Il governo Berlusconi ne ha fatti ben due, nel 1994 e nel 2003. Nel 2018 il governo Conte 1 ( M5S - Lega) vara un altro condono in una zona fragilissima, Ischia, che nel novembre 2022 subisce un frana devastante che provoca 12 vittime. Funziona così su tutto il territorio italiano, e quando si verifica un evento drammatico, la corsa è a scaricare le colpe su qualcun altro.

milena gabanelli alluvione in emilia romagna 1

 

La visione unitaria

Nel 1989, dopo tante alluvioni finalmente una legge nazionale (la 183): il territorio viene diviso in 13 grandi bacini idrografici, ognuno con il proprio Piano, in modo da avere una visione unitaria dei corsi d’acqua e loro affluenti dalla sorgente alla foce. Controllo e interventi sono affidati alle Autorità di bacino, Ministeri dei lavori pubblici e Ambiente.

 

Il principio è questo: la difesa del suolo è compito dello Stato, ed è l’Autorità di bacino a stabilire quanta acqua si può prelevare per uso agricolo, quanto e dove cavare sabbia e ghiaia, e dove non si può costruire. Alle Regioni resta la competenza per i loro fiumi interni. Contro la parte urbanistica hanno fatto ricorso tutte le Regioni, respinti dalla Corte Costituzionale, ma la sentenza è stata totalmente ignorata. Com’è noto nelle elezioni degli enti locali non c’è arma più potente del piano urbanistico.

dati sull alluvione in emilia romagna dataroom 1

 

Fiumi: il federalismo non funziona

Nel 2001, con la modifica del titolo V Regioni, Province e Comuni si prendono progressivamente la gestione del territorio e la dividono lungo i confini amministrativi, e la visione unitaria si perde. Il risultato è che se una Regione, per evitare allagamenti, deve rompere un argine che sta su un confine, l’altra Regione si oppone perché ritiene che i suoi campi siano più utili di quelli della Regione adiacente. All’interno di una stessa Regione le competenze vengono poi a loro volta spezzettate.

 

[…]

 

dati sull alluvione in emilia romagna dataroom 2

Considerata la portata dell’evento, non c’è dubbio che in Romagna gli uffici preposti abbiano operato al massimo delle loro possibilità. La sostanza del problema però è che ogni Regione si preoccupa del suo territorio, fregandosene dei danni che può provocare alla Regione confinante, e in questo quadro di disonestà politica e culturale avvengono le tragedie evitabili e si amplificano quelle provocate da eventi estremi.

 

La legge sul consumo di suolo

alluvione emilia romagna

Dopo Lombardia e Veneto, Ispra mette l’Emilia Romagna al terzo posto per consumo di suolo. Una legge nazionale sulla sua riduzione ancora non c’è. L’Emilia Romagna si fa la sua nel 2017, ed è la prima Regione a darsi un limite massimo del 3% della superfice urbanizzata. La legge prevede un periodo transitorio di 5 anni, che diventano 6 grazie a un emendamento del consigliere leghista Pompignoli.

 

[…]

 

Il Commissario che non c’è

ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA - MAIALI A MOLLO

E ora c’è da ricostruire la Romagna. È evidente che non si potrà fare tutto negli stessi luoghi: la natura ha dimostrato che non può essere piegata alla volontà dell’uomo. Per fare queste operazioni ci vuole un Commissario, e quello naturale sarebbe il Presidente della Regione Bonaccini, proprio perché il suo territorio lo conosce bene.

 

Salvini è contrario ma non spiega il perché. Sta di fatto, che la Presidente del Consiglio ha messo la questione in stand by . Chiunque arrivi, a operare saranno i funzionari dei Comuni e delle Province, insieme a quelli regionali. Quindi si va alla duplicazione dei centri di responsabilità rallentando il processo. Suona come una cinica rivalsa politica mentre un’intera regione sta soffrendo.

ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA dati sull alluvione in emilia romagna dataroom 4dati sull alluvione in emilia romagna dataroom 3ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA SFOLLATI NEI PALASPORT - MALTEMPO IN EMILIA ROMAGNA ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNAdati sull alluvione in emilia romagna dataroom 6

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?