danilo mainardi

E’ MORTO A 83 ANNI DANILO MAINARDI, IL PIU’ GRANDE ETOLOGO ITALIANO - COLLABORATORE DEL “CORRIERE”, ERA NOTO AL GRANDE PUBBLICO PER LE PARTECIPAZIONI ALLA TRASMISSIONE “QUARK” DELL’AMICO PIERO ANGELA - LA MOGLIE: “MI HA SORRISO UN’ULTIMA VOLTA. DOPO UN LUNGO PERIODO DI MALATTIA NON PRIVO DI COMPLICAZIONI”

Alessandro Sala e Paola D’Amico per www.corriere.it

 

È morto Danilo Mainardi, uno dei più conosciuti etologi italiani. Aveva 83 anni. Docente emerito di Biologia e di Ecologia comportamentale all’università veneziana di Ca’ Foscari, è stato a lungo collaboratore del Corriere della Sera. Grande amico di Piero Angela, al grande pubblico era noto anche per la sua partecipazione a diverse puntate di Quark e SuperQuark.

 

DANILO MAINARDIDANILO MAINARDI

È stato direttore della Scuola internazionale di etologia di Erice, presidente onorario della Lipu (la Lega per la protezione degli uccelli), membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze e dell’International Ethological Society, di cui è stato anche presidente. Autore di numerosi libri sulla natura e sugli animali, sua grande passione fin dagli anni della adolescenza, ha raccontato con rigore scientifico e semplicità di linguaggio tutti gli aspetti dell’etologia e della zoologia. Il suo primo titolo, «La scelta sessuale nell’evoluzione della specie», era stato pubblicato nel 1968 da Boringhieri; l’ultimo, «La città degli animali», è uscito lo scorso anno per Cairo Publishing.

DANILO MAINARDI DANILO MAINARDI

 

«MI HA SORRISO UN’ULTIMA VOLTA»

Mainardi è morto alle 5.30 di quest mattina. Si è spento con serenità, dice al Corriere la moglie Patrizia che gli era accanto: «Mi ha sorriso un’ultima volta. Dopo un lungo periodo di malattia non privo di complicazioni. Ci ha lasciati come poteva fare lui, nel giorno della donna e dell’uscita della sua collana dedicata agli animali sul Corriere». Sarà sepolto a Casalmorano, nel Cremonese, dove era nato.

 

IL GRANDE DIVULGATORE

DANILO MAINARDIDANILO MAINARDI

L’ultimo intervento sulle pagine del Corriere è di un paio di giorni fa, l’articolo «Vi racconto il cane vero», introduzione al primo volume della collana a lui dedicata e abbinata al nostro quotidiano. Sulle nostre pagine raccontava i comportamenti e le abitudini delle specie più disparate, da quelle domestiche con cui condividiamo le nostre esistenze a quelle più rare e sconosciute presenti solo negli ultimi santuari naturali della terra. Mainardi non era solo un esperto di animali, era soprattutto un appassionato.

 

DANILO MAINARDIDANILO MAINARDI

Li amava e amava descriverli e farli conoscere. E nel farlo utilizzava quel linguaggio semplice che ha sempre caratterizzato i grandi divulgatori. I suoi articoli prendevano spesso spunto dalla cronaca e negli ultimi tempi erano talvolta ispirati da storie diventati virali in rete. Ma quella che sul web era una semplice curiosità, una foto spettacolare, un video divertente, con il suo filtro si trasformava in una vera e propria lezione sui meccanismi della natura e su quanto da essa l’uomo abbia sempre tanto da imparare.

 

«CHI DIETRO A LI UCCELLIN...»

DANILO MAINARDIDANILO MAINARDI

Per descrivere se stesso e quelli come lui, quelli cioè che preferiscono trascorrere il tempo in mezzo alla natura ad osservarla piuttosto che davanti ad uno schermo televisivo o di un computer («l’etologia si può fare solo così»), ne «La bella zoologia», pubblicato nel 2008, si era affidato a Dante, di cui era andato a ripescare il XXIII canto del Purgatorio: «chi dietro a li uccelin sua vita perde...». «Esistono, oltre all’umana, altre vite e altre intelligenze - spiegava - che non sono solo ricche di fascino ma, per tanti e differenti motivi, meritevoli di essere conosciute. La zoologia è una disciplina bellissima, che tanto può regalarci sia di conoscenza che di gioia di vivere». La stessa che Mainardi ha lasciato a tutti noi.

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