domenico patrizia mercolino napoli monaldi

È MORTO DOMENICO, IL BAMBINO DI DUE ANNI E MEZZO A CUI È STATO TRAPIANTATO UN CUORE “BRUCIATO”, ALL’OSPEDALE MONALDI DI NAPOLI – IERI I MEDICI AVEVANO COMUNICATO ALLA MADRE, PATRIZIA MERCOLINO, CHE IL QUADRO CLINICO SI STAVA AGGRAVANDO: DA DUE GIORNI ERA CHIARO CHE NON CI SAREBBE STATO ALCUN NUOVO TRAPIANTO, E CHE SAREBBE STATA SOLO QUESTIONE DI ORE – ADESSO SUL CORPO SARANNO ESEGUITI GLI ESAMI E L’AUTOPSIA PER STABILIRE LE RESPONSABILITÀ – LA RICOSTRUZIONE: L’EQUIPE DEL MONALDI ERA PARTITA DA NAPOLI CON UN BOX FRIGO DI VECCHIA GENERAZIONE, PRIVO DI TERMOSTATO. A BOLZANO, QUALCUNO L'HA RABBOCCATO CON DEL GHIACCIO SECCO, CHE HA DANNEGGIATO L’ORGANO...

DOMENICO - IL BAMBINO DI DUE ANNI A CUI E' STATO TRAPIANTATO UN CUORE BRUCIATO

L'avvocato, "il piccolo Domenico è morto"

(ANSA) - Il bimbo trapiantato a Napoli è morto. Lo rende noto l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi.

 

DOMENICO, IL LUNGO ADDIO

Estratto dell’articolo di Flavia Amabile per “La Stampa”

 

Il lungo addio della signora Patrizia al piccolo Domenico ha inizio di mattina presto con un bacio agli altri due figli e poi una corsa da Nola, dove abita, all'ospedale Monaldi di Napoli.

 

Una trentina di chilometri che solo da pochi giorni riesce a percorrere con un'auto messa a disposizione dal Comune, prima la sua era una lunga odissea tra gli autobus che le portava via anche due ore di tempo all'andata e altrettante al ritorno.

 

Un'odissea necessaria per stare accanto al figlio di due anni e mezzo che da quasi due mesi si trova in un box del reparto di terapia intensiva, attaccato all'Ecmo, il macchinario che gli permette di sopravvivere dopo che una serie di errori gli ha precluso la possibilità di ricevere il trapianto di cuore che aspettava.

 

il piccolo tommaso con la madre patrizia

Alle 12 la signora Patrizia entra nella sala dove la aspettano i medici dell'equipe dell'azienda ospedaliera dei Colli a cui appartiene il Monaldi, e Luca Scognamiglio, il medico legale nominato da lei e dal marito. Mentre è nella stanza le spiegano che il figlio ha «una grave insufficienza multiorgano», che è finita la fase della cura e che ora ha inizio quella della tutela del piccolo.

 

Non verrà staccato dall'Ecmo perché sarebbe come staccare la spina e questo non è possibile, ma l'ospedale ha proposto «interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla sua condizione clinica» in modo da «scongiurare il rischio di accanimento terapeutico», come recita anche un comunicato diffuso dall'azienda al termine dell'incontro.

 

L'obiettivo è «una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici». Le assicurano che il piccolo «non soffre assolutamente», come ripete poi ai giornalisti il cardiologo del Monaldi Antonio Corcione, «ma i suoi parametri sono molto critici».

 

il piccolo tommaso con la madre patrizia

La donna è d'accordo, ha chiesto lei di avviare la procedura condivisa perché ha capito che non esistono più altre strade da percorrere.

 

Nelle condizioni in cui si trova il figlio nessuno - né in Italia, né all'estero, come speravano fino a due giorni fa - potrebbe immaginare di compiere un ulteriore trapianto e non vuole che il figlio soffra né che sia tenuto in vita senza rispettare la sua dignità.

 

I medici aggiungono anche qualcos'altro, però. Rispetto a due sere fa c'è stato «un rapido peggioramento» che rende all'improvviso urgente, vicino, quello che lei sa che sta per accadere ma che dentro di sé non ha ancora accettato del tutto.

 

[...]

 

Accanto al letto dove il piccolo Domenico è immobile in un coma che ormai non è più solo farmacologico, la aspetta monsignor Domenico Battaglia, cardinale, arcivescovo di Napoli. È il quarto giorno che va lì a pregare ed è con lui e con il cappellano del Monaldi, don Alfredo Tortorella, che finalmente può lasciarsi andare. La signora Patrizia ha portato un rosario che ha lasciato accanto al letto. «È un gesto di benedizione», dice ai due prelati e si unisce alla preghiera. «Una preghiera di gesti», la definisce don Alfredo.

 

ospedale monaldi di napoli

Una preghiera silenziosa in cui il conforto passa attraverso «le mani che prendono la mano del piccolo o che accarezzano la sua fronte».

 

Una preghiera che commuove anche monsignor Battaglia. Intorno alle 15 esce dal reparto con gli occhi lucidi. «Mi sento molto unito a questo bambino e continuerò a venire a pregare accanto a lui, è la mia vita», [...]

 

Quando la chiama l'avvocato Francesco Petruzzi gli chiede: «Che cosa accadrà quando Domenico morirà? Potremo portarlo subito via?». Tocca a lui spiegarle che no, non sarà possibile, ci saranno gli esami, l'autopsia. E lei che in due mesi non ha mai lasciato da solo il figlio dovrà accettare di non poterlo più toccare, vedere. [...]

 

COME SI TRASPORTA UN CUORE PER UN TRAPIANTO

DOMENICO È SEMPRE PIÙ GRAVE «MA NON STACCHIAMO LA SPINA»

Estratto dell’articolo di Dario Sautto per il “Corriere della Sera”

 

[...] Il trapianto di un cuore lesionato al piccolo Domenico è stato eseguito il 23 dicembre, al termine di una catena di errori sulla quale è in corso un’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Antonio Ricci, sostituto Giuseppe Tittaferrante), con le indagini condotte dai carabinieri del Nas.

 

[...]  Secondo la ricostruzione, un’équipe del Monaldi ha prelevato l’organo all’ospedale di Bolzano, espiantando il cuoricino da un piccolo donatore.

 

Solo quando sono giunti a Napoli, però, dopo l’espianto del cuore di Domenico, i medici si sono accorti che qualcosa non andava. I medici sarebbero partiti dal Monaldi con un box-frigo monouso di vecchia generazione, privo di termostato, nonostante le linee guida prevedano un contenitore tecnologico.

 

patrizia mercolino a domenica in

Ma a Bolzano, qualcuno ha rabboccato il box per il trasporto del cuore con del ghiaccio secco, anidride carbonica che congela a -79 gradi e che ha danneggiato l’organo.

 

Dove sia l’errore più grave e se ci siano responsabilità sarà ricostruito nell’inchiesta.

 

In corso accertamenti anche sulla data di acquisto e sull’effettiva disponibilità dei nuovi box tecnologici da 7 mila euro al Monaldi. Sul caso, sono state già ascoltate diverse persone informate dei fatti tra Napoli e Bolzano. Per il reato di lesioni colpose gravissime, sono indagati sei tra medici e paramedici del Monaldi, ma presto partiranno gli avvisi di garanzia anche per il personale sanitario del San Maurizio di Bolzano.

trapianto di cuoretrapianto di cuore

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