E ALLORA EUTANA-SIA - IL POLICLINICO GEMELLI DI ROMA, DOVE SONO STATI CURATI PAPA GIOVANNI PAOLO II E RATZINGER, HA ACCOLTO LA RICHIESTA DI ALCUNI MALATI TERMINALI DI ESSERE SEDATI PER L'ULTIMO BREVE VIAGGIO VERSO L'ALDILA'

Vittorio Feltri per "il Giornale"

 

Oggi a Firenze si svolge un convegno organizzato da Micromega che probabilmente farà rumore. Questo almeno ci auguriamo. Tema: l'eutanasia. Per legiferare sulla quale l'Associazione Luca Coscioni presentò 300 giorni orsono una proposta firmata da 70mila cittadini. Tale proposta, manco a dirlo, giace in Parlamento. Non è stata nemmeno presa in considerazione, nonostante il sostegno del presidente della Repubblica e quello del presidente della Camera. 

 

Onorevoli e senatori hanno fatto e continuano a fare orecchie da mercante. Non vogliono immischiarsi in una faccenda tanto delicata e destinata, se venisse esaminata, a sollevare una selva di polemiche tra favorevoli e contrari a disciplinare la materia. Da una parte infatti ci sono ferventi cattolici decisi a opporsi alla dolce morte, dall'altra ci sono coloro i quali, invece, spingono affinché chi soffre senza speranza abbia la libertà di andare all'altro mondo senza esporre i medici che lo aiutassero a trapassare alle grane giudiziarie ben note. 

 

manifesto contro l eutanasia manifesto contro l eutanasia

A prescindere dall'odierno convegno di Micromega, segnaliamo che qualcosa su questo fronte sta cambiando negli ultimi giorni e che potrebbe aprire una breccia nel muro delle ostilità nei confronti dell'eutanasia. 

 

Ieri, in una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, il professor Mario Sabatelli, responsabile del Centro Sla del Policlinico Gemelli di Roma, ospedale cattolico dove furono curati Giovanni Paolo II e il fratello di Papa Ratzinger, ha dichiarato apertis verbis, cioè senza ipocrisia, di aver accolto la richiesta di alcuni pazienti terminali, sottoposti a respirazione artificiale mediante tracheostomia, di non esser torturati con terapie dolorose, totalmente inefficaci ai fini della guarigione, e accompagnati con un'opportuna sedazione nell'ultimo breve viaggio verso l'aldilà.

 

Onore al professore per il coraggio dimostrato e soprattutto per la sua capacità di argomentare le ragioni che lo hanno indotto a prestarsi a simili operazioni. Egli afferma che, allo stato della ricerca scientifica, i malati di Sla (o morbi analoghi), una volta giunti allo stadio estremo, non sono in grado di sopravvivere se non con l'ausilio di un respiratore meccanico, il cui funzionamento comporta l'intubazione. 

 

Superfluo spiegare che ciò è causa di patimenti atroci. A questo punto sorge un problema di coscienza per i dottori: obbligare i pazienti a patire invano (dato che non hanno prospettive di riprendersi) oppure assecondare il loro desiderio di chiudere la parentesi terrena in modo umanamente accettabile?

 

Sabatelli questo dice e ribadisce: è la persona che subisce certi trattamenti a dovere scegliere liberamente la via da seguire, e il medico è costretto a inchinarsi alla sua volontà. Non esiste alternativa. La società, lo Stato, la legge non hanno il diritto di considerare il corpo di un malato grave come un oggetto di proprietà pubblica, privo di intelligenza e della facoltà di autodeterminazione. 

eutanasia eutanasia

 

Ciascuno di noi è padrone di se stesso e quindi anche della propria vita, e qualora opti per un'anticipata uscita di scena va condotto alla porta con garbo. Guai a rifiutargli una mano. Sarebbe una violenza insensata, gratuita.

 

Per concludere il discorso, occorre sottolineare un concetto basilare. Nessuno sarà mai costretto ad accettare l'eutanasia, ci mancherebbe. Ma nessuno che, in condizioni pietose, preferisca la tomba al tormento può essere inappagato. A questo serve una normativa specifica. Non costa niente. 

 

Non implica investimenti diretti o indiretti. Va approvata e basta. Se i cattolici intendono offrire a Dio il loro calvario, non ci sia legge che glielo impedisca; sarebbe una costrizione intollerabile. Altrettanto intollerabile sarebbe che un individuo non credente fosse condannato alla croce - al martirio - solo perché il parroco lo pretende.

I PAPI SANTI IN VATICANO CANONIZZAZIONE DI WOJTYLA E RONCALLI RATZINGER I PAPI SANTI IN VATICANO CANONIZZAZIONE DI WOJTYLA E RONCALLI RATZINGER HANS HERMANN GROER CON PAPA WOJTYLAHANS HERMANN GROER CON PAPA WOJTYLA

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…