debiti

GLI ITALIANI TIRANO LA CINGHIA MA ANCORA UN PO’ E TIRANO LE CUOIA - LE FAMIGLIE SI STANNO INDEBITANDO PER PAGARE LE BOLLETTE! - LA DOMANDA DI FINANZIAMENTI È IN FORTE AUMENTO IN TUTTO IL PAESE: A NOVEMBRE 2022, RISPETTO A UN ANNO PRIMA, LE RICHIESTE SONO CRESCIUTE DEL 10% - CHI SI RIVOLGE A UNA SOCIETÀ DI CREDITO HA CERCATO DI OTTENERE, IN MEDIA, 10.713 EURO - L'AUMENTO DEL COSTO DEL DENARO HA DETERMINATO ANCHE UN AUMENTO DEI TASSI DI INTERESSE LIEVITATI DEL 21%

Sandra Riccio per “la Stampa”

 

Non soltanto la rinuncia alla cena al ristorante e i tagli alla spesa e alle vacanze.

debiti

Per tirare avanti adesso le famiglie chiedono sempre più prestiti. I soldi servono per spese importanti come l'acquisto dell'auto o dell'elettrodomestico di casa. Ma le necessità riguardano anche la liquidità per far fronte al caro vita e al peso delle bollette. La dinamica è rivelata dalle esigenze dichiarate al momento della domanda dei finanziamenti il cui trend è in forte aumento in tutto il Paese: nell'arco dei dodici mesi si è mosso addirittura a doppia cifra.

 

Questo anche se, nell'arco di un anno, il livello degli interessi sia fortemente salito e adesso arrivi quasi a quota 10%. Significa che oggi indebitarsi è molto più costoso. A far rincarare la rata sono stati i rialzi del costo del denaro ad opera della Banca centrale europea (Bce), che ieri ha reso noto come il tasso per le imprese sia salito al 3,09% nello scorso novembre e al 2,88% per i mutui personali.

 

debiti 1

Nonostante ciò, le famiglie ricorrono sempre di più ai finanziamenti. I dati di Assofin parlano di un +2% di prestiti a novembre 2022 sullo stesso mese del 2019. Significa un balzo in avanti rispetto alla fase pre-Covid. Ma il vero salto è nel raffronto con il novembre 2021 che rivela una impennata del +10%.

 

«Il 2021 è stato tuttavia un anno fortemente condizionato dalla pandemia e dall'incertezza generale - sottolinea Giuseppe Piano Mortari, direttore generale di Assofin -. L'andamento va interpretato alla luce di uno scenario che è cambiato. La ripresa è legata anche a un parziale ritorno delle famiglie alla progettualità e a una percezione della rischiosità più contenuta da parte degli istituti di credito rispetto agli anni della pandemia».

 

DEBITI

Ma quali sono le principali finalità per cui le famiglie decidono di indebitarsi? Guardando agli obiettivi dichiarati in fase di domanda emerge che, a dicembre 2022, la prima ragione che ha spinto gli italiani a rivolgersi ad una società di credito è stata la richiesta di liquidità (34%), seguita dall'acquisto di auto usate (18%) e dal consolidamento debiti (14%).

 

È quanto emerge dalle analisi di Facile.it. «Nonostante nel 2022 gli italiani siano tornati a chiedere prestiti personali per finanziare alcune attività che, causa pandemia, si erano bloccate, pensiamo ad esempio ai viaggi e ai matrimoni, la prima motivazione che ha spinto i cittadini a rivolgersi ad una società di credito è stata la necessità di liquidità», spiega Andrea Polo, direttore della comunicazione di Facile.it.

 

debiti 2

I costi sono saliti ma la strada per pagare di meno non manca: piuttosto che rinunciare al prestito, gli italiani, per far fronte all'aumento delle rate, si sono orientati su importi dei prestiti più piccoli. È quanto emerge dall'Osservatorio di Facile.it: a dicembre 2022, le famiglie che si sono rivolte a una società di credito hanno cercato di ottenere, in media, 10.713 euro, valore in calo del 5% rispetto allo scorso anno.

 

DEBITI

Sul fronte dei tassi offerti online, invece, ecco cosa è accaduto: l'aumento del costo del denaro ha determinato anche un aumento dei tassi di interesse applicati ai prestiti personali. Se guardiamo ai tassi Taeg medi disponibili online per un prestito personale emerge che da dicembre 21 a dicembre 22 i tassi sono aumentati del 21% (dall'8,18% al 9,86%). Sul futuro domina ancora la paura.

 

A dirlo è l'Osservatorio Findomestic di dicembre condotto dalla società di credito al consumo del gruppo BNP: secondo il 43% degli intervistati dall'analisi il 2023 sarà «peggiore» dell'anno appena concluso. A pesare soprattutto l'aumento dei prezzi che continueranno a salire secondo il 67% del campione così come le bollette: per il 55% ci saranno ancora aumenti più o meno consistenti.

DEBITI

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...