felicia kingsley

“LE DONNE CHE RACCONTO SOGNANO L'AMORE MA VOGLIONO ESSERE LE FABBRE DEL PROPRIO DESTINO” – NEMMENO LE SIGNORE DEI ROMANZI ROSA SONO PIÙ QUELLE DI UNA VOLTA. FELICIA KINGSLEY, PROMETTENTE AUTRICE 34ENNE AL SUO OTTAVO LIBRO: “LA MIA PROTAGONISTA NON HA BISOGNO DI ALCUN PRINCIPE AZZURRO, NÉ I SUOI SOLDI. ALLA FINE SCEGLIE SE STESSA E LO LASCIA. LA DIFFICOLTÀ DI SCRIVERE SCENE DI SESSO? BISOGNA PORTARE IL LETTORE AD AVERE UNA VOGLIA MATTA D'INFILARSI IN QUEL LETTO…”

FELICIA KINGSLEY, ORGOGLIO E SPOSALIZIO

Bruno Ventavoli per “La Stampa - TuttoLibri”

 

felicia kingsley 9

Il primo romanzo l'ha digitato ai tempi del liceo in forma di fanfiction. A 34 anni, oggi, è diventata la più promettente autrice di romanzi rosa, anche se l'etichetta editoriale per le sue commedie di donne «anfibie, con il cuore che se ne sta a metà tra i piedi ben piantati per terra e la testa tra le nuvole» va un po' stretta.

 

Nel 2016 si è autopubblicata Matrimonio di convenienza; è stata notata e arruolata da Newton Compton per la quale ha scritto otto romanzi, e due novelle, per quasi 600mila copie.

felicia kingsley 8

 

Con il suo nome di piuma, Felicia Kingsley, viaggia in un mondo brillante di indomite fanciulle, passioni, glamour, dolce vita internazionale. Con quello vero, Serena, vive a Modena, fa l'architetta, ha un figlioletto di un anno nato insieme a Bugiarde si diventa («ho chiuso l'editing con le doglie»), un compagno che non legge i suoi romanzi («preferisce i manuali tecnici»), e una fervida attività social.

 

Che tipo di donne racconta?

felicia kingsley 7

«Romantiche pragmatiche. Con un carattere forte, un cuore capace di battere, una mente che vuole sognare. I miei personaggi affrontano le fatiche di un mondo ancora poco friendly verso il lavoro femminile, madri single, insegnanti precarie a vita, libere professioniste senza orari.

 

Un padre che non riconosce i propri figli è un assente giustificato, ma se una madre serve ai bambini un sofficino riscaldato per cena, dopo quattordici ore di lavoro, perché non è riuscita a fare la spesa, va denunciata ai servizi sociali».

 

Il protagonista si chiama D'Arcy: a parte l'apostrofo non ci sono dubbi sull'omaggio

felicia kingsley 6

«Non è un paese per single è un retelling di Orgoglio e pregiudizio. Ho voluto divertirmi trasportando il classico della Austen in Italia e nel ventunesimo secolo. Svelo un segreto, ma che resti tra noi: gli scrittori adorano i retelling, basti pensare a Madeleine Miller, da mesi in testa alle classifiche»

 

Immagino sia uno dei suoi romanzi preferiti..

felicia kingsley 5

«È la mia medicina letteraria. Su di me ha addirittura un effetto taumaturgico. Quando mi viene l'influenza, lo rileggo, e mi fa subito stare bene. E' uno straordinario affresco non solo dei sogni femminili, ma anche delle difficoltà che una donna nell'800 doveva affrontare: se non nasceva ricca o nobile, o faceva la cucitrice e l'istitutrice o si sposava».

 

D'Arcy è bello, ricco, un po' stronzo, ma addomesticabile all'amore: è l'intramontabile identikit del principe azzurro nel nuovo millennio?

«Mi pare evidente che la mia protagonista non abbia bisogno di alcun principe azzurro, né dei suoi soldi, infatti lei alla fine sceglie per sé stessa e lo lascia. È lui che ha bisogno di lei. Le donne che racconto sognano l'amore ma vogliono anche essere le fabbre del proprio destino.

 

felicia kingsley 4

Non sono disposte a compromessi, a rese, a vivere nell'ombra di un marito che le ricopre d'oro, se c'è in ballo la loro indipendenza. I soldi sono magnifici, ma nel 2020 non ci può stare che una donna adulta chieda la paghetta».

 

Ha ancora senso raccontare il matrimonio come lieto fine nell'era in cui tutti divorziano?

«Cambiamo prospettiva: ha senso, nei gialli, raccontare ancora di crimini che vengono risolti in uno schiocco di dita e l'assassino assicurato alla giustizia quando il 40% dei crimini rimane irrisolto, quando la durata media di un processo penale - contando i tre gradi di giudizio - è di sei anni?

 

felicia kingsley 3

Ha senso scrivere di scenari di guerra dove il bene trionfa sul male quando ad agosto abbiamo tutti guardato gli aerei stipati di donne e bambini in fuga da Kabul dopo la presa dei Talebani? Se paragonato alla realtà, niente ha senso, ma è proprio per questo che si chiama fiction, altrimenti sarebbe realismo isterico. Triste giorno per la narrativa quando sarà necessario un disclaimer, nel frontespizio, per ricordare al lettore: "Quello che stai per leggere è una storia di fantasia, non farti alcuna aspettativa sulla vita reale"».

 

Lui ha avuto tante donne e vorrebbe essere il «primo» per lei, lei ha avuto pochi uomini e vorrebbe essere l'«ultima» per lui: lo schema della coppia nel "romance" continua a essere così graniticamente tradizionalista?

felicia kingsley 2

«Pecco di eccesso di fantasia in tante cose ma su questo, credo, di essere crudelmente fedele alla realtà».

 

Il #metoo ha cambiato regole, sogni, avventure del romanzo rosa?

«Mi sento di andare sul sicuro rispondendo assolutamente no. Le protagoniste dei romanzi rosa che ho letto, ben prima dell'avvento del #metoo, erano già indipendenti, determinate e pronte a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno».

 

Abbiamo ancora bisogno di romanzi d'amore?

 «Chiederebbe a Della Valle se abbiamo ancora bisogno di scarpe? Non so gli altri, ma io sì. E se mi si chiedesse perché, ruberei da Benigni: Innamoratevi. Se non vi innamorate è tutto morto. Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto».

 

Perché Londra ricorre nei suoi romanzi?

felicia kingsley 13

«È una città che ovviamente mi piace. Ma è anche la cornice ideale per un altrove ricco di possibilità. Cenerentola che perde la scarpetta a Fossoli alla festa dell'Unità non è credibile. Non saremmo nel romance, ma nella parodia. Ciò detto ho partecipato a decine di feste dell'Unità. Qui in Emilia sono un "fattore culturale"».

 

Come definirebbe i suoi romanzi?

«Non mi autodefinisco, prendo in prestito quello che le lettrici mi scrivono: sono terapeutici, accessibili, stimolanti e femministi. Terapeutici perché diverse persone mi hanno detto di avervi trovato conforto in un momento difficile (con la pandemia, più che mai); accessibili, perché la mia prosa non è respingente, precludendo la lettura a chi non ha minimo un master in filologia romanza; stimolanti perché, pur non facendo lectio magistralis, lascio tracce di cose che poi, chi legge, vuole approfondire (per esempio, so che diverse persone ora stano leggendo Orgoglio e pregiudizio, che prima non avevano mai pensato di iniziare) e femministi, non tanto per una mia particolare militanza, ma perché credo che una donna che si prende del tempo per sé da dedicare al suo piacere (in questo caso la lettura) è la cosa più femminista che può fare».

 

La sua Modena ha nel DNA un magnifico autore, maestro di ironia: Tassoni. C'è anche lui nella sua biblioteca?

felicia kingsley 12

«Per quanto riguarda l'ironia locale mi sento più affine a Giovannino Guareschi. Invece di Tassoni, in casa, ho solo la cedrata. Ma davvero ci sono scrittori della mia generazione che si dilettano di letture risalenti al 1600?

 

Rilancio con Pietro Aretino e Giulio Romano: conservo gelosamente la copia di una ricostruzione de I Modi, che tra l'altro mi è servita nella struttura di un mio precedente romanzo.

 

Due sublimi maestri d'erotismo spinto: è più difficile descrivere un bacio o una scena di sesso?

«La difficoltà di scrivere scene di sesso non è il rapporto in sé, ma la build up. Bisogna portare il lettore ad avere una voglia matta d'infilarsi in quel letto. Se l'amplesso è descritto senza costruzione del desiderio, è come aprire un video su Pornhub».

 

"Non è un paese per single" abbonda di citazioni più o meno evidenti, la Kinsella, Stephen King, il "Ciclone" di Pieraccioni, una playlist musicale, e persino un sorprendente Pascoli

felicia kingsley 11

«La sua poesia Novembre descrive alla perfezione il sentimento che mi suscita l'autunno. Il grigio terra, il fumo, il cielo che diventa bianco. Una gioia malinconica che porta a guardarmi dentro. E' tutto sospeso. Come la saudade brasiliana, un sorriso che non vuole ridere e una lacrima che non vuole scendere».

 

C'è un cavallo che si chiama Soldatino

«Insieme a King e D'Artagnan sono il terno ippico di Febbre da cavallo, il film di Steno, il mio cultmovie»

 

E poi i Jalisse: i due protagonisti del romanzo volevano fare una cover band dei più negletti vincitori di Sanremo. Come le salta in mente?

«I Jalisse meritano giustizia».

 

Il menarca, il ciclo che arriva improvviso a fare il guastafeste... Perché le mestruazioni tornano nel romanzo con divertita spudoratezza?

«Se le mestruazioni le avessero gli uomini non si parlerebbe di altro tutto il tempo. Il ciclo è il fedele compagno delle donne per circa quarant' anni, è il metronomo del nostro stato di salute, il suo inizio è una specie di rito di passaggio, segna delle tappe di maturazione; il suo arrivo e il suo ritardo possono essere in entrambi i casi fonte di gioia o di preoccupazione.

felicia kingsley 10

 

I miei personaggi femminili sono donne di oggi e, poiché escono dalla mia mano, non risentono degli stereotipi di genere. Il corpo femminile non è la versione imperfetta di quello maschile, no?»

 

Un protagonista non secondario è il vigneto: è appassionata di vini o di campagna?

«Mio nonno materno aveva una vigna, un podere piccolo, non certo sufficiente per una cantina e una sua produzione vitivinicola ma ha dato tutto sé stesso per "la terra". La chiamava così, "la terra".

 

Le mie radici affondano lì, nel lavoro, nel sacrificio, nella pazienza; il benessere e le possibilità di cui godo oggi sono frutto di quella vigna, di gente che si è fatta dal niente - e con niente intendo niente per davvero».

 

felicia kingsley 1

Elisa è abituata a lavorare nelle vigne e a vivere nell'isolamento della tenuta sui colli, ma appena s' innamora vuole mettersi i tacchi e via dicendo: perché questa smania "di conformarsi a canoni estetici imposti dal patriarcato imperante"?

«La sua è una battuta, una frecciatina rivolta verso chi milita tra le fila del movimento anti trucco/anti tacchi/anti depilazione /anti parrucchiere perché simboli del patriarcato. Elisa è tosta ma anche femminile. Io stessa posso andare in cantiere con dei jeans coi tasconi, il caschetto, le scarpe antinfortunistiche a fare rilievi parlando in dialetto stretto ai muratori e poi, la sera uscire per un aperitivo con un paio di Louboutin con tacco a spillo, tubino Armani e capelli freschi di piega. Si può essere concrete e femminili senza dover scendere a compromessi».

FELICIA KINGSLEY

 

Elisa c'est moi?

«C'è una briciolina di me in tutte le protagoniste. Nessuna è la mia fotocopia precisa. D'altronde non ho una vita così pazzesca per creare una moltitudine di personaggi diversi. Ma la cosa più autobiografica nei romanzi è che mangio per primi i biscotti rotti»

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…