john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - DOMANI, FINALMENTE, GLI EMISSARI DI JOHN ELKANN SI DEGNERANNO DI INCONTRARE I CDR DI “REPUBBLICA” E “LA STAMPA” PER CHIARIRE LO STATO DELLA VENDITA DEL GRUPPO GEDI AL GRUPPO ANTENNA DI THEODORE KYRIAKOU. PER IL MAGNATE GRECO, I QUOTIDIANI SONO SOLO UN ANTIPASTO: IL SUO VERO OBIETTIVO SAREBBE ACQUISIRE UN'EMITTENTE TELEVISIVA - YAKI NON VEDE L'ORA DI LIQUIDARE IL GRUPPO EDITORIALE, PER FARE SEMPRE PIÙ AFFARI CON EXOR: LA CARTA RAPPRESENTA NEMMENO L'UN PER CENTO DELLA HOLDING, NON DÀ ALCUN GUADAGNO MA SOLO ROTTURE DI COJONI (E LA LINEA ANTI-TRUMP DEI DUE QUOTIDIANI È UNA ROGNA PER IL SEMPRE PIÙ AMERICANO JOHN) - KYRIAKOU HA SUBITO INIZIATO CON IL PIEDINO SBAGLIATO LA CAMPAGNA D’ITALIA: AVREBBE SCELTO COME ADVISOR NIENTEMENO CHE MIRJA CARTIA D’ASERO, EX AD DEL “SOLE 24 ORE” - RETTIFICA! CARTIA D'ASERO: "NON SONO ADVISOR DI ANTENNA O DI KYRIAKOU E NON MI OCCUPO DI EDITORIA DALL'USCITA DAL 'SOLE'"

john elkann ferrari

DAGOREPORT

Domani, con uno spocchioso ritardo, gli emissari di John Elkann incontreranno i comitati di redazione di “Repubblica” e “Stampa”, per chiarire finalmente lo stato della vendita del gruppo Gedi al magnate greco con l’antenna, Theodore Kyriakou.

 

Come informa il pezzo di Stefano Vergine, su “Domani”, il principe saudita Bin Salman non c’entra un tubo, essendo solo azionista di una delle varie società del miliardario greco.

 

Il quale ha subito iniziato con il piedino sbagliato la sua campagna d’Italia, scegliendo come advisor, da affiancare al suo direttore finanziario, nientemeno che Mirja Cartia d’Asero, ex ad del Sole 24 Ore che al quotidiano di Confindustria si ricordano bene, tra contenziosi, richieste e bonus milionari (vedi a seguire  il pezzo del Fatto).

 

Theodore Kyriakou

Ma andiamo per ordine. Innanzitutto va detto che, se la trattativa andrà a buon fine, il closing dell’operazione è previsto dagli analisti finanziari non prima di febbraio-marzo. È salva la festa per celebrare l’anniversario dei 50 anni della “Repubblica”, che si terrà il 18 gennaio.

 

Ma come mai il greco antennato Kyriakou, che finora ha gestito solo radio e tv, si vuole improvvisamente buttare sull’editoria di carta italica? Il suo ingresso nella penisola, in realtà, nasconderebbe l’intenzione di andare alla conquista di un emittente televisiva.

 

 

Per John Elkann, invece, la definitiva liquidazione del gruppo editoriale è necessaria per fare sempre più golosi affari per la holding Exor, cassaforte della dinastia Agnelli.

 

JOHN ELKANN IN REDAZIONE A LA STAMPA DOPO L ASSALTO DEI PRO PAL

Ormai Yaki è entrato a far parte della compagnia dei tycoon del Big Tech: è membro del cda di Meta, la società madre di Facebook, vanta ottimi rapporti con Mark  Zuckerberg, Sam Altman e Jeff Bezos, che in buona sostanza tengono per le palle l’Idiota della Casa Bianca.

 

È ovvio che la linea editoriale di Rep è Stampa, non solo anti-meloniana ma soprattutto decisivamente contraria a Trump, era diventata una rogna che andava liquidata in maniera definitiva.

 

Non solo: tra le 18 partecipazioni di Exor, la carta stampata rappresenta nemmeno l’uno per cento del gruppo: in compenso, è quella che non dà alcun guadagno, ma porta solo rotture di cojoni, essendo impossibile trasformare tutti i giornalisti Gedi, peraltro molto sindacalizzati e pugnaci, in camerieri col tovagliolo sul braccio.

 

leonardo maria del vecchio

PS. Farsi raccomandare da Lapo Elkann non è stata una mossa azzeccata per Leonardo Maria del Vecchio: non è stato preso in nessuna considerazione da John Elkann. Il discolo degli occhiali ha provato, senza risultati, anche a contattare il veneto Enrico Marchi, che però era interessato solo alla “Stampa”, per fare bingo con “Rep”. Ma non c’è stato niente da fare: quando uno con gli occhiali incontra uno con l’antenna…

 

RICHIESTA DI RETTIFICA

Riceviamo e pubblichiamo:

 

In riferimento al Dagoreport delle 19.54 di oggi si prega di precisare che la sottoscritta Mirja Cartia d’Asero non è advisor di Antenna o di Theodore Kyriakou in relazione al Gruppo Gedi e non si occupa di editoria dalla uscita da Il Sole 24 Ore, ricoprendo invece il ruolo di Presidente in Clessidra Holding e Clessidra Private Equity.

 

Quanto ai giudizi sulla gestione de Il Sole 24 Ore parlano i fatti.

 

mark zuckerberg e priscilla chan con john elkann e famiglia

Vi prego quindi di rettificare quanto prima e di eliminare ogni riferimento alla mia persona.

Mirja Cartia d'Asero

 

«GEDI, KYRIAKOU NON COMPRERÀ INSIEME A BIN SALMAN»

Stefano Vergine per www.editorialedomani.it

 

Nuovi particolari sulla trattativa per il futuro di Gedi. Dopo che Domani ha svelato l'offerta dell'imprenditore greco Theo Kyriakou di 140 milioni di euro, e la controfferta di altri 140 milioni tentata all’ultimo momento da Leonardo Maria Del Vecchio, Gedi è venuta allo scoperto.

 

«Le trattative con il Gruppo Antenna proseguono positivamente; le ipotesi di discussioni alternative con altre controparti non hanno alcun fondamento», ha comunicato la società domenica. In seguito a mesi di silenzi la famiglia Elkann-Agnelli ha dunque confermato la trattativa in corso con il gruppo di Kyriakou.

 

john elkann

[...] Ma come avverrà l'eventuale l'acquisto? Quale delle sue imprese diventerà proprietaria di Gedi? Secondo alcune fonti vicine al dossier, «come già avvenuto per precedenti investimenti nel settore dei media, Antenna punta a investire nei media italiani per farli crescere a livello internazionale, in pieno allineamento con i suoi valori di lunga data: integrità e indipendenza editoriale locale, facendo leva sulla propria solidità finanziaria e su una comprovata esperienza nel far crescere con successo attività editoriali a livello globale».

 

Theodore Kyriakou

[...] Ad acquistare Gedi non dovrebbe essere dunque Antenna Greece Bv, la società olandese del gruppo di Kyriakou nella quale nel 2022 ha investito 225 milioni di euro l'Arabia Saudita (tramite Mbc Group, che fa capo al fondo sovrano Pif), ma un altro veicolo della galassia imprenditoriale del magnate greco, totalmente in mano alla sua famiglia: la Antenna Group Bv, registrata in Olanda.

 

[...] La conferma della trattativa in corso con Kyriakou ha provocato l'indignazione tra i giornalisti di Gedi. Il comitato di redazione di Repubblica ha pubblicato un comunicato durissimo ricordando che nelle settimane scorse, quando si rincorrevano le voci delle vendita, John Elkann si è negato a un incontro con i rappresentanti della redazione.

 

john e lapo elkann

«Questo patetico balletto a ridosso dei 50 anni di storia di Repubblica – ha scritto il cdr - è la (in)degna conclusione di un percorso di dismissione – economico, professionale, valoriale, etico – che non riguarda neanche solo Gedi. Di sicuro, come fatto sinora, non resteremo in silenzio a guardare l’orribile spettacolo che ci viene propinato». Un'assemblea della redazione del quotidiano è stata convocata per il 9 dicembre.

 

SOLE 24 ORE, “NO” AL BONUS DI 1 MLN PER L’EX AD CARTIA

Estratto dell’articolo di Marco Franchi per “il Fatto quotidiano”

 

Mirja Cartia d’Asero

Alla fine lo scontro interno al Sole 24 Ore finisce per tutti nel peggiore dei modi. L’ex presidente Edoardo Garrone non solo non ha votato a favore del bilancio 2024 (insieme all’ex consigliere di minoranza Marco Liera), ma nemmeno l’ex amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero ha di che gioire.

 

Nei giorni scorsi [...] la società editoriale di Confindustria ha deciso di non riconoscere a Cartia d’Asero, che 2022 al 2025 è stata ad e general manager del Sole 24 Ore, il bonus di 1 milione rivendicato dalla manager alla sua uscita.

 

La società editrice del quotidiano economico finanziario imputa infatti alla sua ex top manager, ora presidente di Clessidra Holding e di Clessidra Private Equity Sgr, la violazione delle norme sulla riservatezza interna.

 

Il contenzioso è datato. Il 19 marzo Garrone e Liera votarono contro il bilancio 2024 del Sole (all’epoca quotato, poi delistato da Piazza Affari dal 7 agosto) perché Cartia d’Asero non aveva appostato alcun fondo rischi sulla richiesta di danni da 61 milioni avanzata da Digit’Ed (gruppo Nextalia) di Francesco Canzonieri.

 

colloquio tra john elkann e sam altman all italian tech week di gedi 4

La richiesta di danni è stata avanzata dopo che Digit’Ed a luglio 2023 aveva acquisito la formazione del Sole (24 Ore Business school) e pure la causa da 61 milioni che il vecchio acquirente del ramo, il fondo Palamon, aveva intentato al Sole 24 Ore per essere tornata sul mercato con una nuova società, Sole 24 Ore Formazione, avviata con il gruppo Multiversity del fondo inglese Cvc guidato dall’ex consigliere del Sole, Fabio Vaccarono.

 

 Palamon e Digit’Ed imputavano al Sole di aver violato un patto di non concorrenza.

edoardo garrone 4

 

A ottobre 2024, Cartia d’Asero aveva negoziato con Garrone un’uscita anticipata e un bonus. Ma solo il 13 novembre Cartia d’Asero dava notizia al cda di un tentativo negativo di transazione per chiudere la vertenza. Al cda non era arrivata né la lettera di diffida di Palamon né quella di un consulente legale esterno che parlava di “rischio elevato”.

 

[...]  a far decidere sul “no” al pagamento del bonus di 1 milione all’ex ad Cartia d’Asero è stata la scoperta che una chiavetta Usb con documenti interni del Sole era finita a un consulente dell’ex ad. Da qui la contestazione di violazioni delle norme di riservatezza interne. Decisione che lascia presagire l’avvio di un lungo contenzioso legale.

Theodore Kyriakou

John Elkann con Jeff Bezos alla Italian Tech Week - Foto Lapresse

MAURIZIO SCANAVINO E JOHN ELKANN

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...