yara gambirasio bossetti

FERMI TUTTI: "BOSSETTI E YARA SI CONOSCEVANO". LO HA DETTO LA MAMMA DI UNA RAGAZZA CHE FREQUENTAVA LA PALESTRA DI BREMBATE. "LI HO VISTI INSIEME IN AUTO TRE MESI PRIMA DELLA SUA MORTE" - E BOSSETTI INTERCETTATO SI INGUAIA DA SOLO

1. YARA GAMBIRASIO E MASSIMO BOSSETTI SI CONOSCEVANO

Da "Panorama" in edicola domani

BOSSETTI ARRESTATOBOSSETTI ARRESTATO

 

Yara Gambirasio e Massimo Bossetti si conoscevano e una testimone li vide insieme tre mesi prima della scomparsa della tredicenne di Brembate. Quella che era un’ipotesi sussurrata nella fase delle indagini è diventata una realtà investigativa, scritta nera su bianco negli atti a chiusura dell’inchiesta avviata dalla Procura di Bergamo. È quanto rivela il settimanale Panorama, in un articolo che verrà pubblicato sul numero in edicola da domani, giovedì 5 marzo.

 

CHIGNOLO IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DI YARA GAMBIRASIOCHIGNOLO IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DI YARA GAMBIRASIO

Alla base della convinzione degli inquirenti c’è la testimonianza di Alma Azzolin, madre di una ragazza che come Yara frequentava il Centro sportivo di Brembate sopra. La donna ha raccontato di aver visto Bossetti e Yara insieme in un’automobile parcheggiata accanto alla palestra agli inizi di settembre del 2010, tre mesi prima della scomparsa della ragazza.

 

yara gambirasioyara gambirasio

Gli inquirenti, rivela ancora Panorama, hanno interrogato due volte la signora Azzolin, il 24  e il 27 novembre 2014. Nel secondo interrogatorio le hanno mostrato una particolare foto di Yara, davanti alla quale la donna non ha avuto alcun dubbio: è lei la ragazza vista in macchina con Bossetti.

 

 

2. QUELLA CORSA DI YARA NEL CAMPO «BAGNATO, FACILE PERDERE LE SCARPE»

Giuliana Ubbiali per http://bergamo.corriere.it/

 

BOSSETTI ARRESTATO BOSSETTI ARRESTATO

Yara che corre nel campo di Chignolo d’Isola, per sfuggire al suo assassino. Ma che in quel campo muore, con otto ferite di coltello che insieme al freddo non le danno scampo. È un’ipotesi. Solo il suo assassino può dire com’è andata davvero. Intanto, però, alcuni dettagli dell’autopsia convergono verso questa ricostruzione del delitto: Yara è morta nel campo, dove probabilmente è stata anche uccisa, e la terra sotto le sue All Star nere con il pelo bianco indica che lì ha camminato.

 

YARA GAMBIRASIO - MASSIMO BOSSETTI YARA GAMBIRASIO - MASSIMO BOSSETTI

«IL CAMPO ERA BAGNATO»

Bossetti guarda la televisione, legge i giornali e parla con l’avvocato. Così sa come la procura ricostruisce l’omicidio . Ne parla anche con la moglie Marita Comi, in un colloquio in carcere, il 23 ottobre. E in un passaggio aggiunge dettagli che per gli inquirenti sono «un suo preciso ricordo che evidentemente era emerso dalla sua memoria come un flashback che esternava in modo spontaneo, di getto, automatico» in mezzo a parole a propria discolpa.

 

Bossetti: «L’ho sempre detto anche al pm. Diamo il caso che sia stato io, come voi dite, come avrei potuto fare a fermarmi davanti alla palestra o per casa sua».

MARITA BOSSETTIMARITA BOSSETTI

Comi: «L’hai convinta a salire dicono».

B: «Come se la conoscevo, a sto punto. Poi un’altra cosa, una ragazza si divincola, giusto?».

 

Poi il passaggio che più interessa la procura, dopo che Bossetti ipotizza che chi ha ucciso Yara l’abbia portata «lì al Continente» e, riferendo le ipotesi del difensore, l’abbia spogliata e rivestita. Marita accenna alle scarpe.

C: «Le scarpe slacciate».

B:«Poi gli ho detto, anche se dovessi essere stato io a rincorrerla in un campo, diciamo che in quel periodo lì pioveva, o nevicava, ti ricordi?».

 

C: «Quella sera lì no, però».

massimo giuseppe bossettimassimo giuseppe bossetti

B: «Però il campo era bagnato, la terra impalciata e tutto, se corri in un campo, è facile che le scarpe si perdano».

Secondo chi indaga Bossetti «lascia intendere a chi ascolta come tale commento sia verosimilmente frutto dell’esatto e non confessato ricordo dell’accaduto». La difesa mette in dubbio che Yara sia stata uccisa nel campo: le ferite a cui non corrispondono tagli sui vestiti fanno pensare che la bambina sia stata uccisa altrove, poi rivestita, e abbandonata frettolosamente a Chignolo.

 

IL CIUFFO D’ERBA STRETTO NELLA MANO

Ma Yara dove è stata uccisa? L’anatomopatologa Cristina Cattaneo dà delle risposte, nell’ordine delle probabilità. «Le indagini naturalistiche convergono nel concludere che il corpo di Yara Gambirasio è in via di elevata probabilità rimasto nel campo di Chignolo d’Isola dal momento della sua morte, avvenuta a poche ore dopo la sua scomparsa, fino al momento del suo rinvenimento.

CHIGNOLO  IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DI YARA GAMBIRASIOCHIGNOLO IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DI YARA GAMBIRASIO

 

Si può prospettare, in termini di alta verosomiglianza, che la Gambirasio sia morta nel campo ove fu rinvenuta cadavere il 26 febbraio 2011». Foglie e steli trovati sulla vittima coincidono con quelli del campo. L’anatomopatologa arriva alla sua conclusione sulla base di un «sicuro e definitivo ausilio nel giudizio»: Yara stringeva nella mano destra un ciuffo d’erba della stessa specie di quella trovate vicino al corpo. E questo testimonia «un’attività vitale di afferramento del terreno che rivela un’azione, anche involontaria o da spasmo terminale, avvenuta in quella parte del campo». Quindi Yara è morta nel campo.

 

I FUSTI ATTORCIGLIATI ALLA CAVIGLIA

Inoltre «vi sono elementi suggestivi anche del fatto che l’aggressione quanto meno con arma bianca e la morte siano avvenuti nel campo». La bambina, infatti, ha dei fusti attorcigliati attorno alla caviglia destra e questo «sembra indicare che, in occasione dell’aggressione, il corpo fu girato su se stesso».

 

La piccola Yara La piccola Yara

Inoltre, la terra trovata sulla suola e sulla tomaia delle sue scarpe «con elevata probabilità» proviene dal campo, mentre non c’era su quelle che indossava al mattino. «Questi elementi mostrano che le suole delle scarpe hanno avuto un contatto con il campo di Chignolo d’Isola». È stata trascinata? No: «Il grado di infiltrazione degli elementi botanici e geologici è più suggestivo del fatto che vi abbia camminato che non l’ipotesi di contatto “passivo”. Non ci sono tra l’altro evidenti segni di trascinamento del corpo».

 

 

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