SCHERZI DA MATACHIONE – L’IMPRENDITORE NAPOLETANO COSTRETTO AD ASSUMERE LA MOGLIE DI UN COLONNELLO DELLA FINANZA SENZA FARLA LAVORARE - VACANZE E ROLEX AI FINANZIERI PER ADDOMESTICARE UNA VERIFICA

Fulvio Bufi e Fiorenza Sarzanini per “il Corriere della Sera”

 

MATACHIONEMATACHIONE

Verifiche fiscali «aggiustate» in cambio di viaggi, soggiorni in alberghi di lusso, gioielli e Rolex. Nell’inchiesta sulla corruzione di ufficiali della Guardia di Finanza finisce in carcere l’ex comandante del Nucleo di Torre Annunziata e dell’aeroporto di Fiumicino, Fabrizio Giaccone. Accusato dal procuratore aggiunto di Napoli Vincenzo Piscitelli e dai sostituti Henry John Woodcock e Celeste Carrano di essersi fatto corrompere dall’imprenditore Nazario Matachione, proprietario di venti farmacie e decine di immobili in Italia e all’estero, anche lui arrestato ieri.

 

E di averlo fatto con il suo collega Fabio Massimo Mendella, finito in cella a giugno perché sospettato di aver aiutato altri imprenditori a sfuggire ai controlli del fisco, che avrebbe fatto assumere sua moglie in una delle farmacie con l’impegno che non dovesse lavorare.

 

È invece indagato per rivelazione di segreto d’ufficio il generale Vito Bardi, ex comandante in seconda delle Fiamme Gialle, da un mese in pensione. E su questo sono in corso ulteriori approfondimenti anche perché Mendella si sarebbe attivato pochi giorni prima della cattura contattando un maresciallo per conoscere lo stato delle indagini riferendosi esplicitamente «all’attività del dottor Piscitelli».

MATACHIONE CON MOGLIEMATACHIONE CON MOGLIE

 

Gli accertamenti su Giaccone cominciano la scorsa primavera, quando i carabinieri ricevono una «soffiata» sul legame tra lui e l’imprenditore. Scattano le perquisizioni e a casa della moglie separata di Matachione vengono trovate decine di ricevute di viaggi e spese con carte di credito in gioiellerie, ristoranti, alberghi. La donna diventa così testimone d’accusa. E racconta: «Nel 2010 mio marito mi disse che era arrivato un esposto anonimo molto “pesante” al Comando della Finanza di Napoli su lui e Mendella che era nostro amico, tanto che quando nacque la figlia siamo stati noi a battezzarla».

 

La donna parla di un patto per aggirare il problema: «Qualche tempo dopo Mendella disse a mio marito che era stato chiamato dal generale Bardi (all’epoca comandante Regionale) e che a seguito dell’esposto le società sarebbero state destinatarie di una verifica. A tale proposito fu lo stesso Mendella che presentò a mio marito Giaccone che avrebbe dovuto condurre l’accertamento. Mendella lo presentò come un suo amico e gli disse che la verifica sarebbe stata “una messa in scena”, addomesticata».

FABIO MASSIMO MENDELLAFABIO MASSIMO MENDELLA

 

Una copia dell’esposto viene trovata a casa della donna, i magistrati accertano che effettivamente era stato ricevuto dalla Finanza e accantonato. Scoprono anche che le verifiche a carico di Matachione sono state molto «superficiali» e concluse senza contestazioni. Tutto questo avrebbe avuto però un prezzo fissato dagli stessi colonnelli. Racconta Palomba: «Mio marito mi disse che dopo la verifica doveva fare un regalo a Giaccone e gli comprò un Rolex, ma il modello non fu gradito e Giaccone chiese un Daytona». Sulla carta di credito la spesa risulta. E non è l’unica.

 

Giaccone è accusato di aver ottenuto «un volo Roma-New York per quattro adulti in classe business nell’ottobre 2010 dal costo di 9.400 euro e il soggiorno per una spesa di oltre 10mila euro. Un altro viaggio, a dicembre dello stesso anno, a Parigi con una spesa totale di circa 20mila euro». Mendella pretese invece «l’assunzione della moglie Caterina Federico senza effettiva prestazione lavorativa presso la farmacia e connessa retribuzione e altre utilità».

GENERALE VITO BARDIGENERALE VITO BARDI

 

La prima a parlare dei «favori» fatti a Matachione a Fiumicino è la moglie: «Lui va in Brasile dove lo zio ha una fazenda e mi dice che grazie a Giaccone non viene sottoposto ai controlli quando si imbarca. Non so se mio marito porta in Brasile denaro o altro, però so che lì ha effettuato investimenti immobiliari».

 

Scrive il giudice: «Occorre svolgere approfondimenti investigativi sulle “coperture” di Matachione a Fiumicino». E forse gli accertamenti non riguarderanno soltanto l’imprenditore, ma altri casi «sospetti». Come quello di Federica Gagliardi, la «dama bianca» fermata nel marzo scorso con oltre 20 chili di cocaina proprio dai finanzieri sulla scaletta dell’aereo, vanificando così la possibilità di scoprire a chi fosse destinato il suo prezioso carico.

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