SANTA MARIA BORDELLA - FOLLA E CONFUSIONE AI TRENI DI ALTA VELOCITÀ FANNO IMPENNARE I BORSEGGI - A FIRENZE, CITTA’ DI MAGGIORE TRANSITO, UNA BARRIERA DI TRANSENNE PROVA A RIMEDIARE: SENZA BIGLIETTO, NON PASSI

Sandro Cappelletto per “La Stampa”

 

Stazione  Santa  maria  novella Stazione Santa maria novella

Per accedere ai binari dove sostano i treni ad Alta Velocità in partenza da Santa Maria Novella, bisogna ora oltrepassare una barriera di transenne, mostrare al personale di controllo il biglietto oppure la prenotazione, cartacea o confermata da mail o sms. E’ la prima volta che questa misura, già in funzione in numerose città straniere, viene adottata in Italia ed è la prima risposta delle società ferroviarie e del Ministero degli Interni ad una situazione diventata insostenibile, rischiosa e violenta. 

 

Gli otto minuti di sosta dei treni veloci si erano trasformati nel set di un film di guardie e ladri. Tre i protagonisti: squadre di borseggiatori fronteggiati, in maniera inadeguata, da pattuglie della Polizia Ferroviaria e nuclei della Protezione Aziendale attivati da Italo e Trenitalia. Una sola la vittima: il viaggiatore, in partenza, in arrivo, in transito.

 

BABY BORSEGGIATORIBABY BORSEGGIATORI

Ghiotto il bottino: portafogli, zaini, trolley e grandi valigie. In questo periodo estivo i treni sono molto affollati (infatti è diventato difficile trovare tariffe in offerta) e a Santa Maria Novella transitano fino a 10 convogli veloci con a bordo 5000 passeggeri ogni ora. «Il degrado vince alla stazione. Siamo oltre il limite», ha twittato Dario Nardella, sindaco di Firenze, chiedendo un incontro urgente con Michele Elia, amministratore delegato di Trenitalia.

 

L’incontro c’è stato e d’intesa con Prefetto e Questore di Firenze le contromisure sono scattate: da qualche giorno, dalle 7 alle 19, trenta agenti della Polfer, aiutati da personale delle Ferrovie, controllano gli accessi ai binari dall’8 al 13, riservati all’Alta Velocità. Ntv ha invitato le autorità «a estendere le iniziative positive sperimentate a Firenze alle altre stazioni d’Italia».

 

Ci sono voluti mesi di furti e proteste per arrivare a questa decisione. La tecnica messa a punto dagli aggressori era collaudata: prima fare ressa tutti assieme alle porte di salita/discesa dei passeggeri aumentando la confusione, poi dividersi in due gruppi. Un gruppo, composto da ragazze, sale a bordo e si piazza accanto al vano bagagli della carrozza, dove sono accatastate le valigie più voluminose, il primo bersaglio; poi percorre il corridoio centrale del vagone, puntando ai colli più piccoli e chiedendo l’elemosina.

guardie ladri TOTOguardie ladri TOTO

 

Spesso, il borseggiatore salito a Firenze, scende a Bologna: 37 minuti di viaggio, utili a perlustrare tutto il treno e in particolare le carrozze di seconda classe, le più affollate. L’altro gruppo, maschile, si dispone lungo il binario e si offre con insistenza, soprattutto ai turisti stranieri, come portabagagli, ad un costo di almeno 5 euro a valigia.

 

I Frecciargento sono i treni più propizi al furto: porte e corridoi più stretti rispetto ai Frecciarossa aumentano il livello di affollamento e confusione. Più di Torino, Milano, Venezia, Roma e Napoli, è stata prescelta la stazione di Firenze perché qui, nella città che si trova al centro del tipico “viaggio in Italia”, è maggiore il ricambio: ad ogni arrivo e ripartenza i vagoni si svuotano e si riempiono, valigie e passeggeri vanno e vengono. E 8 minuti di sosta sono un buon margine di tempo per agire. 

dario nardelladario nardella

 

Le squadre di pickpocket sono (erano?) composte da cittadini, italiani e stranieri, di etnia Rom. L’Associazione Nazione Rom ha protestato per «i soprusi, gli abusi, le illegalità commessi contro cittadini di etnia Rom trattenuti negli Uffici della Polfer di Santa Maria Novella» e ha proposto «di costituire una cooperativa di portabagagli legalmente costituita da cittadini di etnia Rom ed italiani disoccupati. Un servizio di accoglienza per i tredici milioni di turisti che arrivano ogni anno nella città di Firenze».

 

Trenitalia-Grandi Stazioni ha eliminato le cooperative dei portabagagli dal 2009, suscitando allora le proteste delle organizzazioni sindacali; dalle stazioni sono scomparsi anche i carrelli a disposizione dei viaggiatori, che così devono trascinarsi da soli i bagagli.

 

Michele Mario EliaMichele Mario Elia

Solo a Venezia Santa Lucia - lì ci sono i ponti, da attraversare - funziona un servizio di porteur e si segnalano numerosi diverbi e scontri fisici tra facchini italiani e stranieri, muniti di regolare autorizzazione, ma accusati di praticare tariffe più basse.

 

Un suggerimento ai passeggeri: durante quegli 8 minuti di sosta a Santa Maria Novella, controllare a vista i propri bagagli. E un invito a Italo e Trenitalia: senza ipocrisie, nei treni in arrivo a Firenze, annunciare ai viaggiatori, almeno in italiano e in inglese, che stiamo entrando in una zona a rischio.

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