vigili urbani napoli

FOTOGRAFARE VIGILI IN DIVIETO DI SOSTA E FINIRE A PROCESSO PER OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE: BENVENUTI A ROMA! - UN GRUPPO DI IMPIEGATI IMMORTALAVA LE AUTO PRIVATE DELLA POLIZIA MUNICIPALE, CHE NON VENIVANO MAI MULTATE, MENTRE LE ALTRE VENIVANO RIMOSSE. NATURALMENTE A FINIRE NEI GUAI SONO STATI LORO

Paolo Tripaldi per www.ilmessaggero.it

 

IL CASO

Lavorare accanto ad un comando dei vigili urbani può diventare un vero e proprio incubo quando si raggiunge l'ufficio in auto con la necessità di trovare ogni giorno un parcheggio.

Incubo che si è trasformato in realtà per un'impiegata di un'agenzia assicurativa finita ora a processo con l'accusa di aver ostacolato il lavoro della polizia municipale per il solo fatto di aver voluto fotografare le auto private dei vigili lasciate in divieto di sosta.

VIGILI 
URBANI 
VIGILI URBANI

Scenario dell'episodio è via del Forte Tiburtino dove ha sede il V Gruppo dei vigili urbani ed anche un'agenzia della Unipolsai.

 

Gli impiegati dell'agenzia assicurativa hanno raccontato in aula, davanti al giudice monocratico di Roma, che le loro autovetture parcheggiate in divieto lungo la via venivano continuamente multate mentre stessa sorte non riguardava le vetture private dei vigili lasciate ugualmente in sosta vietata.

 

«C'era una continua lite - ha detto uno degli impiegati sentito come testimone - perché alle nostre auto facevano le multe mentre alle loro no, anche se erano sempre in divieto. Per questo le forze dell'ordine ci dissero che se volevamo portare avanti una denuncia dovevamo fare delle fotografie».

 

vigili urbani in doppia fila al forte tiburtino romavigili urbani in doppia fila al forte tiburtino roma

 È per questo che i dipendenti delle assicurazioni hanno iniziato a fotografare le vetture dei vigili lasciate in divieto di sosta fino ad arrivare all'episodio avvenuto il primo ottobre del 2012 che ha portato alla denuncia di una delle impiegate. La donna, difesa dall'avvocato Debora Giordani, è a processo per interruzione di pubblico servizio, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e ingiurie.

 

LA DISCUSSIONE

Tutto è accaduto intorno alle nove del mattino: l'impiegata delle assicurazioni ha fotografato alcune vetture in divieto di sosta, mentre da una di queste due vigili stavano scaricando della merce sequestrata a dei venditori ambulanti. Ne è nata una discussione e la donna è stata portata negli uffici dei vigili per l'identificazione e per fornire spiegazioni. Secondo quanto denunciato dai vigili l'impiegata avrebbe avuto un atteggiamento oltraggioso e li avrebbe anche insultati. La donna ha avuto poi anche un malore tanto da esser stato richiesto l'intervento di un'ambulanza.

VIGILI 
URBANI 
VIGILI URBANI

 

L'accusa l'interruzione di pubblico servizio si sarebbe concretizzata nell'aver intralciato le operazioni di scarico della merce sequestrata dalla vettura di servizio.

 

I PRECEDENTI

Nel corso del dibattimento è emerso che anche altri impiegati delle assicurazioni avevano, nei giorni precedenti, fotografato alcune vetture in sosta vietata dei vigili. «Una volta - ha spiegato un testimone - abbiamo chiamato il comando centrale dei vigili chiedendo di intervenire con un carro attrezzi che non è mai arrivato. Chiamavamo i vigili per auto in divieto ben sapendo che si trattava di auto private di loro proprietà».

 

vigili fanno assemblea vigili fanno assemblea

In un altro caso un impiegato aveva fotografato la vettura di una vigilessa lasciata in corrispondenza della rampa per disabili: «La vigilessa - ha spiegato l'uomo - mi vide, tornò in dietro e disse che avrebbe spostato immediatamente l'auto, come infatti fece».

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)