charlie sheen sigaretta sigarette

FUMATORI ALL’INFERNO! – “ORMAI SONO CONSIDERATI PERSONE SGRADITE”: 11 MILIONI DI REIETTI – OGGI LA GIORNATA MONDIALE CONTRO IL FUMO – LE SIGARETTE ELETTRONICHE NON DECOLLANO – ED ORMAI SI ACCENDONO UNA BIONDA SOLO ADULTI E VECCHI – E SCENDE IL CONSUMO DI TABACCO TRA I MILLENNIALS

 

Antonio Galdo per la Stampa

 

sigarette

«Qui si può fumare?». Il tabagista incallito pronuncia questa domanda di rito, quando è ospite, con sempre più timidezza. Ormai sa bene che la sigaretta non solo fa male, ma è out, un oggetto repellente, escluso da qualsiasi codice delle buone maniere. La giornata mondiale contro il fumo di oggi è idonea per misurare quanto l' atteggiamento degli italiani si sia capovolto rispetto alle sigarette, ieri status symbol di sana trasgressione, pensiero profondo e perfino benessere, oggi icona di un vizio assurdo, non tollerato.

 

Negli anni Cinquanta il ministro delle Finanze, Ezio Vanoni, diceva: «La prima statistica da guardare per capire la ricchezza degli abitanti in ciascuna regione è il consumo di sigarette». Oggi solo il 14% degli italiani consente a qualcuno di fumare nelle proprie case: era il 43%, il triplo, nel 2003 quando fu introdotta la legge Sirchia che ha vietato le sigarette nei luoghi pubblici e nei posti di lavoro.

 

sigarette tradizionali vs elettroniche

E appena il 3,8% degli automobilisti è disposto a tollerare la sigaretta in auto di un compagno di viaggio. «È in atto un cambiamento dirompente che colloca i fumatori in un girone infernale di esclusi, di persone sgradite. E per loro sarà sempre peggio» commenta Roberta Pacifici, direttore dell' Osservatorio Alcol, fumo e droga dell' Istituto superiore della Sanità: «Prima o poi arriverà anche in Italia una legge che vieta il fumo nei parchi e negli spazi verdi. L' aria aperta non elimina alcune controindicazioni, una sigaretta accesa a Villa Borghese è fonte di inquinamento e un gesto che spinge all' abitudine di fumare».

 

sigarette

Nove italiani su dieci vogliono che le norme antifumo siano rispettate. E gli oltre 11 milioni di fumatori (la media nazionale è di 13 sigarette al giorno) avranno vita sempre più dura, non solo per i divieti ma proprio per l' ostilità crescente che dovranno affrontare. Un cambio di paradigma che hanno capito bene le multinazionali del tabacco, ormai impegnate a ridurre i danni per i loro fatturati con i prodotti di nuova generazione, sigarette che, almeno sulla carta, dovrebbero fare meno male alla salute. Mentre il boom della sigaretta elettronica appare evaporato, anche perché è dimostrato che il 70 per cento di questi consumatori sono duali, ovvero aspirano anche sigarette normali, avanzano i prodotti di nuova generazione.

gwyneth non rinuncia alla sigaretta

 

La Philip Morris, che controlla il 52% del mercato italiano, ha un obiettivo preciso: spostare in pochi anni i suoi clienti dai pacchetti tradizionali agli stick di sigarette con tabacco riscaldato, senza combustione. Un' operazione che però deve fare i conti con un esame scientifico, previsto da un decreto dell' agosto del 2017, da parte dell' Iss. Una valutazione che dica con chiarezza se e come i rischi delle nuove sigarette siano davvero molto ridotti rispetto a quelle tradizionali. La Philip Morris ha preso tempo e soltanto qualche settimana fa, come ha scoperto La Stampa, ha presentato le sue carte. Ora i tecnici dell' Iss hanno 180 giorni per emettere il verdetto.

 

immagini forti sui pacchetti di sigarette 10

«Sono scettica sull' efficacia per la salute dei fumatori dei nuovi prodotti. Il vero deterrente sarebbe quello di raddoppiare il prezzo delle sigarette troppo basso in Italia» dice Pacifici. Secondo gli esperti dell' Osservatorio le prossime campagne contro il fumo dovrebbero puntare a scoraggiare ancor di più la fascia di giovani tra i 15 e i 24 anni.

 

Anche se ai Millennials le sigarette piacciono molto meno dei loro genitori e nonni. In questa fascia d' età i fumatori sono solo il 16%. Nel mirino ci sono le fiction Made in Italy, dove, attraverso la pubblicità occulta, la sigaretta come status symbol uscita dalla porta principale rischia di rientrare dalla finestra. Il fumo, anche se out, resta la prima causa di morte in Italia con circa 80mila morti l' anno.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…