funivia monte faito

UNA BRUTTA FUNE - LA FUNIVIA DEL MONTE FAITO, CHE IERI È CROLLATA CAUSANDO LA MORTE DI QUATTRO PERSONE, ERA STATA REVISIONATA A MARZO, ED ERA STATA CONSIDERATA IDONEA. ALLORA PERCHÉ IL CAVO DI TRAINO DELL'IMPIANTO SI È SPEZZATO? - L’INGEGNERE ANTONELLO DE LUCA, UNO DEI PERITI CHE HA LAVORATO SULLA TRAGEDIA DEL MOTTARONE: "È SUCCESSO QUALCOSA DI STRANO, IN SISTEMI COME QUESTI SE LA FUNE SI ROMPE DEVONO ATTIVARSI I FRENI". LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA - IL PRECEDENTE DEL 1960, QUANDO UNA CABINA DELLA FUNIVIA DEL MONTE FAITO PRECIPITO' UCCIDENDO QUATTRO PERSONE...

 

FUNIVIA FAITO: MIT, A MARZO LE VERIFICHE ANSFISA REGOLARI

FUNIVIA SUL MONTE FAITO

(ANSA) - NAPOLI, 18 APR - "La tragedia avvenuta alla funivia del Monte Faito è una ferita inaccettabile per Napoli e per tutto il Paese. Come Mit ci siamo immediatamente attivati, ho personalmente coinvolto i competenti uffici del Ministero e tenuto contatti costanti con Ansfisa che, nell'ambito delle sue attività di sorveglianza, ha subito inviato una commissione chiamata a dare un primo riscontro sulle cause del disastro.

 

A marzo la funivia era stata oggetto di una verifica da parte degli ispettori di Ansfisa, come previsto dalla normativa sulle ispezioni periodiche, e l'8 aprile Eav aveva inviato alla stessa Agenzia la documentazione tecnica comprensiva dell'esito delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, nonché delle prove non distruttive eseguite sui cavi, accompagnata da una relazione di idoneità dell'impianto".

CABINA DELLA FUNIVIA PRECIPITATA SUL MONTE FAITO

 

Lo ha dichiarato, intervistato da Canale 21, il sottosegretario di Stato al Mit Tullio Ferrante. "Rinnovo il mio cordoglio per le vittime e ringrazio di cuore tutti i soccorritori, in particolare i Vigili del fuoco e il Soccorso alpino che hanno lavorato senza sosta ed in condizioni rese ancora più difficili dal maltempo. Vigileremo con la massima attenzione - ha concluso - affinché siano compiuti tutti i controlli tecnici e, naturalmente, restiamo in attesa dell'accertamento delle responsabilità e delle cause della tragedia da parte della magistratura".

 

L’INCIDENTE NEL 1960 ALTRI QUATTRO PERSERO LA VITA

P. Virt. per il “Corriere della Sera”

 

Il 15 agosto 1960 un’altra tragedia coinvolse la funivia del Monte Faito. L’impianto fu inaugurato il 24 agosto 1952, ma otto anni dopo una delle cabine si sganciò dalla fune all’altezza del primo pilone e cadde proprio all’imbocco di una galleria della linea ferroviaria. Il manovratore della cabina a monte riuscì ad azionare il freno salvando i 31 passeggeri a bordo. I morti furono quattro, tra i quali un bambino di 9 anni.

INCIDENTE FUNIVIA DEL MONTE FAITO 1960

 

Al processo furono condannati a 2 anni e undici mesi il direttore della funivia, il manovratore della sala macchine (che scappò subito dopo l’incidente) e il sorvegliante. L’accusa era di aver infranto in modo deliberato le norme di sicurezza. Venne infatti disazionato il limitatore di velocità per consentire un maggior numero di corse giornaliere: quella della tragedia era la numero 17. La funivia venne riaperta nel 1962, poi nel 2012 fu riammodernata con lavori durati quattro anni. Le corse ripresero nel 2016.

 

«IN SISTEMI COME QUESTI SE LA FUNE SI ROMPE DEVONO ATTIVARSI I FRENI»

Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera”

 

guasto alla funivia del faito 6

Sono impressionanti le coincidenze nella dinamica delle tragedie del monte Faito e quella del 23 maggio 2021 sul monte Mottarone, in cui morirono 14 persone e rimase ferito un bambino d 6 anni: impianti molto simili e datati, rottura della fune traente a pochi metri dall’arrivo a monte, cabina che da lì precipita con il suo carico di vite senza essere arrestata dai freni di emergenza. L’ingegner Antonello De Luca, professore all’Università di Napoli Federico II dove insegna tecnica delle costruzioni, è stato uno dei periti del Gip di Verbania nell’udienza preliminare sulla tragedia del Mottarone.

 

guasto alla funivia del faito 5

Le sembrano due incidenti molto simili?

«A così poche ore da quello che è successo, non è possibile ipotizzare cosa sia potuto accadere sul monte Faito. Sarebbe davvero poco prudente senza avere elementi a disposizione. Questo è senza dubbio il momento del cordoglio».

 

Mettiamola così: dall’inchiesta di Verbania sono emersi problemi di manutenzione che, sostiene l’accusa, non era stata eseguita o era stata fatta male. Il cosidetto fattore umano.

«In quel caso lì, sì. Ma non c’è solo la manutenzione, ci sono i controlli, le ispezioni, le sostituzioni. Si usa spesso erroneamente il termine manutenzione come la sintesi di una pluralità di attività che sono diversificate nel tempo e nello spazio. È compito della magistratura, con i mezzi che ha disposizione, accertare ed arrivare ad un giudizio».

 

Questi impianti hanno bisogno di controlli continui.

guasto alla funivia del faito 4

«Attività quotidiane, mensili, annuali deputate a garantire che tutti i funzionamenti siano corretti. Per queste macchine, che come gli aeroplani trasportano passeggeri nell’aria, già dai tempi in cui nacquero i normatori hanno previsto norme molto stringenti con attività di controllo puntuali».

 

Non è normale che si spezzi una fune traente, che va controllata periodicamente e sostituita in caso di problemi.

«Questi sistemi, però, prevedono che se la fune si spezza entri in funzione il freno di emergenza».

 

Nella tragedia del Mottarone i freni non funzionarono e forse anche nella funivia del Faito.

«Al Mottarone erano stati disinseriti con i forchettoni che ne impedivano il funzionamento. Non sappiamo cosa è accaduto nella funivia del Faito, potrebbe essere che sono entrati in funzione ma poi è successo qualcosa’altro. Non abbiamo al momento alcun elemento, ma di certo qualcosa di strano è successo». [...]

guasto alla funivia del faito 1PRECIPITA LA FUNIVIA SUL MONTE FAITO

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...