paolo storari laura pedio

FUORI I SECONDI! - ALLA PROCURA DI MILANO INIZIA IL MATCH TRA LAURA PEDIO E PAOLO STORARI - LA VICE DI FRANCESCO GRECO RISPONDE ALLE ACCUSE DI AVER INSABBIATO LE INDAGINI SULLA "LOGGIA UNGHERIA" E ACCUSA STORARI DI AVER VOLUTO "INQUINARE L'ATTIVITÀ INVESTIGATIVA, O DI FAVORIRE CHI IN QUELLE VICENDE ERA COINVOLTO", O (SE RITENEVA FALSE LE DICHIARAZIONI DI AMARA) "DI ACCRESCERNE LA PORTATA DIFFAMATORIA" - LA PEDIO RIMPROVERA A STORARI "INIZIATIVE NON CONCORDATE", COME QUANDO IN UN INTERROGATORIO CONTESTÒ AD AMARA UNA CIRCOSTANZA FALSA…

Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera"

 

LAURA PEDIO

Ma insomma, queste benedette indagini per verificare se l'ex legale esterno Eni Piero Amara tra dicembre 2019 e gennaio 2020 stesse disvelando un'associazione segreta denominata Ungheria o stesse calunniando «massime cariche dello Stato», furono fatte o no dalla Procura di Milano?

 

Ha cioè ragione ora il procuratore aggiunto Laura Pedio, che nella relazione del 6 maggio scorso - assunta dal pg di Cassazione Giovanni Salvi per chiedere al Csm di trasferire d'urgenza il pm Paolo Storari - assicura «facilmente dimostrabile quante e quali attività istruttorie» siano state fatte all'epoca?

 

Oppure, come sostiene invece il contitolare pm Storari, le verifiche su Ungheria per separare il vero dal falso non furono nemmeno iniziate per 4 mesi dai vertici della Procura di Milano sino a maggio-giugno 2021?

PAOLO STORARI

 

Cioè sino a dopo che in aprile, per aggirare questa asserita inerzia investigativa, Storari consegnò copie word dei verbali segretati di Amara all'allora consigliere Csm Piercamillo Davigo, che fuori da procedure formali ne riferì al vicepresidente Csm David Ermini, a molti altri consiglieri Csm, e al pg di Cassazione Salvi, la cui telefonata al procuratore Francesco Greco determinò a Milano il 12 maggio 2021 la prima iscrizione della notizia di reato?

 

laura pedio

Una inedita risposta sembra arrivare proprio da Pedio. Non nella sua attuale relazione a Greco, e quindi al pg Salvi. Ma in una mail agli atti con la quale il 17 aprile 2020 scriveva a Storari: «Dovremmo parlarne con Francesco (Greco, ndr ). Ha perplessità sull'opportunità di cominciare un'indagine sulla quale ci sono dubbi di competenza. Qualche perplessità ce l'ho pure io, anche perché dobbiamo definire il procedimento Eni con priorità assoluta. Temo che l'avvio dell'altra indagine ci possa impegnare eccessivamente e portare a un risultato dubbio».

 

Parrebbe di ricavarne dunque tre cose. Primo: che se il 17 aprile 2020 ancora si discuteva di «cominciare», vuol dire che quantomeno a quella data nessuna effettiva indagine era stata avviata sui verbali resi da Amara su Ungheria da dicembre 2019. Secondo: che l'esame dei presupposti di legge per iscrivere o meno una notizia di reato sarebbe invece stato fatto dipendere da un'altra «priorità assoluta».

 

PAOLO STORARI

Terzo: che questa priorità era «il procedimento Eni», col timore che verifiche sull'attendibilità di Amara sulla loggia Ungheria comportassero un «risultato dubbio». Assai differente è l'attuale prospettiva che Pedio propone, a tratti con sdegno, nella relazione del 6 maggio in cui ribadisce che Storari non formalizzò mai insanabili dissensi al di là di fisiologiche dialettiche tra colleghi, e gli attribuisce invece «la volontà di inquinare l'attività investigativa, o di favorire chi in quelle vicende era coinvolto», o (se riteneva false le dichiarazioni di Amara) «di accrescerne la portata diffamatoria».

laura pedio 3

 

Al netto del fatto che «si era entrati in lockdown dall'8 marzo al 3 giugno 2020, la polizia giudiziaria era in smart working, tutto era rallentato e si riusciva a malapena a garantire i servizi essenziali», Pedio snocciola e rivendica ben 25 atti di indagini sino all'iscrizione il 12 maggio 2020. Cronologia entro la quale riepiloga o ragionamenti sul da farsi, o incontri generici con colleghi di altre città, o atti istruttori compiuti sì ma nel fascicolo n.12333/17 sul complotto Eni, che ora Pedio conteggia e ascrive al fascicolo su Ungheria n.12675/20.

 

francesco greco1

E lo fa perché argomenta che «molte interconnessioni» facevano sì che, dalla «partenza dell'istruttoria il 5 giugno» sino al 9 dicembre 2020, «l'attività istruttoria svolta nell'uno» (il fascicolo Eni con 50 audizioni di testi) «aveva influenza anche sull'altro», il fascicolo su Ungheria (13 audizioni) smistato poi il 30 dicembre 2020 alla Procura di Perugia. La vice di Greco rimprovera a Storari «iniziative non concordate», come quando in un interrogatorio contestò ad Amara una circostanza falsa «con toni molti aspri, creando un certo imbarazzo a me a ai colleghi perugini».

 

PIERO AMARA

Lamenta che il collega «solo l'8 marzo 2021» avesse affidato quella perizia informatica concordata invece in gennaio» sui verbali anonimi di Amara portati in Procura da un giornalista del Fatto , e qui taccia Storari d'aver minimizzato la fuga di notizie apposta per celare ai colleghi d'aver dato in aprile a Davigo quegli stessi verbali, e di essersi invece fissato con l'idea di arrestare come inquinatori Amara e Armanna.

 

E quando nell'aprile 2021 i pm di Roma e Perugia scoprono che la mittente degli anonimi ai giornali era l'ex segretaria al Csm di Davigo, Pedio accusa Storari «di essersi reso quasi irreperibile».

 

vincenzo armanna

Ora, «turbata e preoccupata», nella relazione chiede a Greco «di essere tutelata per il futuro», e attribuisce a Storari «un'infedeltà grave, oltraggio e danno innanzitutto nei miei confronti» quando «ha compromesso subdolamente l'indagine coassegnata, ha proseguito in palese conflitto di interessi, ha tenuto condotte fuorvianti sulle fughe di notizie, messo a rischio la nostra stessa sicurezza, e portato discredito a Lei e alla Procura».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…