FURBETTI ROSSI – PRIMA DEL CRAC LA COOP CARNICA HA LIQUIDATO I DIRIGENTI E I LORO FAMILIARI – A RISCHIO I 17MILA RISPARMIATORI CHE AVEVANO SOTTOSCRITTO IL “PRESTITO SOCIALE” ALLA COOP OPERAIE DI TRIESTE

1.PRIMA DEL CRAC LA COOP HA LIQUIDATO I DIRIGENTI

Attilio Barbieri per “Libero Quotidiano

 

COOP CARNICACOOP CARNICA

Tempi duri per le Coop. Anche in Friuli Venezia Giulia. Martedì il tribunale di Trieste ha annunciato la vendita all’asta dell’intero patrimonio in capo alla Coop Operaie di Trieste, finita in default per un buco di 103 milioni nei conti. A rischio i 17mila risparmiatori che avevano ceduto alle sirene del «prestito sociale», versando i loro averi nei conti «a zero spese» della Coop Operaie. Aria pesante anche dalle parti di Tolmezzo, dove ha sede la Coop Carnica, ex fiore all’occhiello della galassia cooperativa guidata fino al febbraio dello scorso anno dall’attuale ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

 

Dopo averne chiesto il fallimento la Procura di Udine ha depositato una ponderosa relazione, curata dal pm Elisa Calligaris, che smonta la tesi con cui il consiglio di amministrazione della Coop Ca aveva chiesto il concordato preventivo. A provocare il default non sarebbe stata la corsa dei soci alla restituzione del prestito sociale, sull’onda dello scandalo provocato dalla Cooperativa Operaie. Niente effetto domino, secondo gli inquirenti, già prima della richiesta di concordato erano emerse gravi difficoltà a pagare i fornitori. Tanto è vero che la Procura stava già indagando, come riferisce Il Messaggero Veneto, per l’istanza di fallimento presentata il 31 ottobre 2014 da un fornitore, Estuario Carni. Dunque le tensioni finanziare che indussero a metà novembre il Cda della cooperativa friulana a chiedere il concordato preventivo, risalirebbero a un periodo precedente l’ondata di panico scatenata dal crac della cugina giuliana.

COOP CARNICACOOP CARNICA

 

Non sarebbe stato soltanto il boom di richieste di rimborso avanzate da 3mila risparmiatori a provocare la crisi di liquidità. Era per lo meno dall’inizio dello scorso anno che la società faticava a governare i flussi finanziari. Molti dei fornitori - si legge nel piano per il concordato depositato al Tribunale di Udine - «a partire dall’inizio del 2014 hanno cominciato a non evadere più gli ordini, avendo Coop Ca accumulato rilevante scaduto nei loro confronti». Una difficoltà di approvvigionamento riconducibile a una serie di forniture non pagate ma consegnate addirittura nel 2013. Ben prima che scoppiasse lo scandalo della Coop Operaie. Le difficoltà erano evidenti al punto che, si legge sempre nella relazione,la crisi con i fornitori aveva «determinato una progressiva riduzione delle referenze sugli scaffali dei punti vendita, nell’ordine del 30 per cento».

COOPERATIVA OPERAIE TRIESTECOOPERATIVA OPERAIE TRIESTE

 

Ma la ricostruzione dei magistrati si spinge anche oltre: sotto la lente, infatti, sono finite alcune operazioni contabili immediatamente precedenti il deposito della richiesta di concordato, avvenuto il 17 novembre 2014. «Nel periodo compreso fra il primo settembre e l’ormai fatidico 17 novembre 2014», scrive il sostituto procuratore Elisa Calligaris nella relazione depositata,«sono state effettuate importanti restituzioni del prestito sociale in favore dei soci che sono nel contempo amministratori,sindaci o familiari degli stessi soggetti o comunque collegati a CoopCa». Negli stessi giorni i depositi di 3mila risparmiatori venivano congelati. E proprio sul fronte di questi «rimborsi eccellenti» potrebbero arrivare presto nuove sorprese.

 

 

2. MERCATONE ROSSO

Da “Libero Quotidiano

 

VINCENZO TASSINARIVINCENZO TASSINARI

Il gruppo Mercatone Uno - 4mila dipendenti in tutta Italia - è stato ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria. E il ministro Federica Guidi ha nominato i tre commissari:Vincenzo Tassinari,Ermanno Sgaravato e Stefano Coen. Tassinari, in particolare, vanta un bel curriculum: è stato per anni a capo di Coop Italia. Un tempismo perfetto...

 

 

 

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