milena gabanelli danni climatici guerra ucraina

NESSUNO NE PARLA, MA LA GUERRA IN UCRAINA STA CAUSANDO DANNI CLIMATICI TREMENDI – MI-JENA GABANELLI: “I RUSSI HANNO BOMBARDATO INDUSTRIE, RAFFINERIE E FORESTE E HANNO DISTRUTTO CENTRI DI DEPURAZIONE DELLE ACQUE E DIGHE. IN UN ANNO OLTRE 6MILA INCENDI, CON 670 MILA TONNELLATE DI GASOLIO E BENZINA ANDATI IN FUMO. IL TERRENO È CONTAMINATO DA METALLI PESANTI E NELL'ARIA SI RESPIRA AMIANTO” – E POI CI SONO I RISCHI NUCLEARI PER LA CENTRALE ATOMICA DI ZAPORIZHZHIA…

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SUI DANNI CLIMATICI DELLA GUERRA IN UCRAINA

 

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

MILENA GABANELLI - I DANNI CLIMATICI DELLA GUERRA IN UCRAINA

Lo studio si chiama «I danni climatici causati dalla guerra della Russia in Ucraina». È la prima stima ufficiale presentata il 7 giugno scorso alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima a Bonn dal gruppo di ricercatori guidato dall’olandese Lennard de Klerk. I dati raccolti si riferiscono ai primi dodici mesi di guerra: 119 milioni di tonnellate di CO2.

 

Tanto quanto il totale delle emissioni di un Paese come il Belgio. Oggi però di mesi ne sono passati 15, e gli incendi provocati dai bombardamenti non sono mai cessati. Mantenendo la stessa proporzione si può dire che a fine maggio la stima delle emissioni totali di CO2 sia salita a 155 milioni di tonnellate. I danni totali all’ambiente, a fine aprile, sono valutati da Kiev intorno ai 52 miliardi di euro. […]

i danni climatici della guerra in ucraina dataroom 9

 

Emissioni di CO2

Che l’invasione russa dell’Ucraina sarebbe stata anche una catastrofe ambientale per l’intero pianeta è evidente già dai primi giorni: le bombe colpiscono raffinerie (60 solo dopo 4 mesi di guerra), depositi di carburante, capannoni, circa 900 impianti industriali, bruciano intere foreste. Distrutti molti centri di depurazione delle acque, dighe.

 

In totale nel primo anno di guerra ci sono stati 6.288 incendi, con 670 mila tonnellate di gasolio e benzina andati in fumo. A questo si somma la CO2 non assorbita da 280 mila ettari di foreste: in parte bruciate (57 mila ettari solo nei primi 6 mesi), in parte completamente danneggiate. In media ogni ettaro di foresta ucraina è in grado di assorbire 4,8 tonnellate di CO2.

MILENA GABANELLI - I DANNI CLIMATICI DELLA GUERRA IN UCRAINA

 

Poi ci sono le conseguenze degli attacchi alla rete elettrica: per fronteggiare la mancanza di elettricità sono stati importati 120 mila generatori diesel, dai mini-portatili per negozi e abitazioni a impianti giganteschi per interi quartieri urbani.

 

Inoltre i bombardamenti hanno messo fuori uso il 90% delle pale eoliche e il 50% dei pannelli solari, che producevano l’11% dell’elettricità nazionale.

i danni climatici della guerra in ucraina dataroom 8

 

Lo studio presentato a Bonn dettaglia le stime del primo anno di guerra: la maggior parte delle emissioni di CO2 (50,2 milioni di tonnellate) sono legate alle attività di ricostruzione di infrastrutture e edifici, seguite dalle azioni militari (21,9 milioni), dagli incendi (17,7 milioni) e dall’esplosione dei gasdotti Nord Stream (14,6 milioni).

 

[…]

 

Acqua: la morte del Mar Nero

MILENA GABANELLI - I DANNI CLIMATICI DELLA GUERRA IN UCRAINA

Colpiti gli impianti elettrici, saltano i depuratori e i liquami non filtrati vanno nei fiumi che finiscono nel Dnipro, che tocca il delta del Danubio e le sue immense oasi tutelate. In alcuni momenti, tra novembre e dicembre 2022, quasi 16 milioni di cittadini non hanno avuto accesso all’acqua potabile.

 

Il 14 marzo 2022 la Russia ha bombardato gli impianti di trattamento delle acque reflue a Vasylivka vicino a Zaporizhzhia. Una stazione di pompaggio è stata distrutta. Ancora da valutare le conseguenze delle bombe russe contro la diga di Nova Kakhovka, sempre sul corso del basso Dnipro, ma appare ovvio che saranno gravi su tutto l’ecosistema della regione.

i danni climatici della guerra in ucraina dataroom 5

 

Nell’acqua finiscono i residui dei bombardamenti di 900 impianti industriali, chimici, e quelli delle acciaierie Azovstal a Mariupol: parliamo di piombo, bauxite, mercurio, uranio impoverito, soda caustica, zinco, nichel. […]

 

Terreno: contaminato e minato

Gli attacchi su edifici e impianti stanno lasciando il terreno contaminato da metalli pesanti e altre sostanze tossiche. Colpiti a Rubizhne e nel distretto di Severodonetsk serbatoi di acido nitrico.

 

MILENA GABANELLI - I DANNI CLIMATICI DELLA GUERRA IN UCRAINA

Poi ci sono le mine. Gli artificieri ucraini accusano i russi di averne piantate tra 6 e 10 milioni di ogni tipo e dimensione. Sono disseminate su un’area lunga oltre 2 mila chilometri. […]

 

Oggi un terzo dei campi agricoli ucraini non è lavorabile, circa il 25% delle aziende agricole ha chiuso. Nel novembre scorso il ministero delle Politiche agrarie denunciava perdite per circa 6 miliardi di euro, di cui il 44% a causa di macchinari danneggiati, il 28% per raccolti distrutti e il 5% per danni ai campi coltivati.

i danni climatici della guerra in ucraina dataroom 4

 

Oltre 12 mila chilometri quadrati di riserve naturali sono andati distrutti o si trovano nelle zone di guerra contese tra i due eserciti, mettendo a rischio 600 specie di animali e 750 di piante: un vero «ecocidio».

 

Aria: si respira amianto

[…] Ma nell’aria si respirano anche le polveri di amianto. Il 24 gennaio scorso la School of Economics di Kiev contava la distruzione totale o parziale di 149.300 edifici nel Paese, di cui 131.400 case private, 17.500 palazzi residenziali e 280 «dormitori». Oggi il numero totale potrebbe essere di almeno 200 mila.

 

MILENA GABANELLI - I DANNI CLIMATICI DELLA GUERRA IN UCRAINA

La totalità degli edifici risalenti all’epoca sovietica è tappezzata di amianto, dai tetti ai muri, e questi dominano in particolare nei centri urbani del Donbass investito più a lungo dai combattimenti sin dal tempo della crisi del 2014. Ma in tutto il Paese, sottolineano le autorità locali, il minerale killer è stato utilizzato nelle costruzioni fino al 2020. […]

 

Il rischio nucleare

i danni climatici della guerra in ucraina dataroom 3

Nonostante i continui allarmi sul pericolo nucleare, specie riguardo alla centrale atomica di Zaporizhzhia, che potrebbe essere investita a breve dalla controffensiva ucraina, almeno per il momento i rilevatori non hanno mai segnalato radiazioni irregolari.

 

I commissari della missione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica lanciano continui appelli affinché i due eserciti accettino di demilitarizzare la zona, e comunque confermano che ad oggi non ci sono state fughe di materiale radioattivo. Va detto che non esistono studi completi e approfonditi. […]

i danni climatici della guerra in ucraina dataroom 6i danni climatici della guerra in ucraina dataroom

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…