adolescenti ai tempi del covid

LA “GENERAZIONE COVID” S’È INCAZZATA - UN LIBRO HA RACCOLTO LE RISPOSTE DI 30 MILA ADOLESCENTI A 100 DOMANDE SUL FUTURO, DOPO MESI DI CHIUSURE, DIDATTICA A DISTANZA, PAURE. E LO SBROCCO PIÙ DURO È CONTRO CHI NON LI HA ASCOLTATI: “ADDIDATI COME UNTORI, NESSUNO CI HA MAI CHIESTO ‘SEI FELICE?’…” - IL 60% AMMETTE DI AVERE NUOVE ANGOSCE, IL 70% CREDE NEGLI SCIENZIATI, IL 64% ASCOLTA POCO O PER NULLA I POLITICI...

Federico Taddia per “La Stampa”

 

LE DOMANDE AGLI ADOLESCENTI

«Non aver l'occasione di vivere fino in fondo la mia vita». «Non provare più piacere ad uscire con gli amici». «Non poter più andare in giro per il mondo». «Essere additato come un untore». «Andare in paranoia al primo starnuto». «Temere la morte, prima non ci avevo mai pensato». Aprono la bocca gli adolescenti.

 

il libro sulla generazione covid

E sono parole pesanti. Di testa e di pancia. Quelli della Dad, del tempo sospeso, dell'età dove tutto sembra possibile e invece tutto è diventato vietato. Escono dal silenzio in cui sono stati relegati in questi mesi. Si confessano. Parlano di loro, parlando a loro.

 

Raccontando le proprie paure - il 60% ammette di averne delle nuove da quando è iniziata la pandemia - con lo sguardo inevitabilmente slanciato verso il domani, ma ancora ancorati e zavorrati ad una realtà fatta di incertezze, vuoti e angosce.

 

Partono però da questo presente in cui non si riconoscono per mettere a fuoco le idee sul futuro che vogliono: il 61% spera in un lavoro che realizzi i propri sogni, il 36% si auspica un profilo da persona normale, capace comunque di lasciare un segno in un qualche campo, e quasi il 69% dice che - con qualche piccolo aggiustamento nel carattere e nelle abitudini - vorrebbe comunque assomigliare ai propri genitori.

 

depressione tra gli adolescenti

Numeri e frasi, brevi riflessioni e lunghe esternazioni con cui narrarsi: cento domande a trentamila ragazze e ragazzi (e non solo, perché il 10% ha sottolineato di non sapere in quale sesso identificarsi) sono la sostanza di «Chi sono? Io. Le altre. E gli altri», una sorta di selfie generazionale realizzato insieme al portale Skuola.net per fotografare idee, emozioni, incubi, aspirazioni e turbamenti degli under 18 italiani.

 

dad

E ne esce un ritratto vivo, colorato, non rassegnato, ricco di sfumature e sane contraddizioni. Con una consapevolezza di fondo acquisita e maturata ben prima del Covid: per progettare il destino devono darsi da fare, mettersi in gioco, con un occhio alle innovazioni e l'altro alla sostenibilità.

 

Greta Thunberg

«Pensi che le persone della tua età possano cambiare le cose?». Il 77% è sicuro di sì, a differenza di un 23% convinto che gli adulti non siano disposti a prestare attenzione e a concedere spazi. E nel concretizzare questo desiderio di cambiamento si guardano intorno, per individuare le direzioni da prendere. Il 15% dice di farsi condizionare dagli influencer, il 70% crede negli scienziati, il 64% ascolta poco o per nulla i politici.

 

ELON MUSK

E i professori? Solo il 10% ha una fiducia cieca nei loro confronti, il 37% si fida, ma solo di alcuni. Greta Thunberg ed Elon Musk guidano la classifica dei più rivoluzionari, anche se le loro personali rivoluzioni le mettono in pratica nella quotidianità con azioni di cui vanno fieri e ne scrivono con orgoglio: «Andare insieme agli amici a ripulire il quartiere», «litigare con mamma e papà per il femminismo», «diventare il primo rappresentante di classe nero nel mio liceo» fino al «non giocare alla PlayStation per ben due settimane».

 

Scuola Covid

Pensano però in grande, e si vedono - come movimento giovanile - protagonisti di imprescindibili trasformazioni epocali: sono certi - o per lo meno sono convinti che stia a loro provarci - di poter combattere il riscaldamento globale, di rivoltare la scuola come un calzino, di estinguere la corruzione, di adottare uno stile di vita più sostenibile e - citando testualmente - «di provare a sistemare i casini lasciati in eredità da chi è passato prima di noi».

 

le varianti circolano a scuola

Sì, perché è anche una generazione arrabbiata. Per il sistema scolastico impaludato in schemi vecchi e stantii, per la mancanza di ascolto, per il razzismo e l'omofobia che respirano nella società, per il sentirsi sottovalutati.

 

Una rabbia che il 25% sfoga chiudendosi in se stesso, mentre un 5% si rifugia nella violenza, il 3% nell'alcol e nel fumo, e l'1% il conforto lo trova nelle droghe. Il 65% si ritiene però una persona felice, anche se il 42% evidenza che, negli ultimi mesi, nessuno gli chiesto: «Sei felice?».

video tette chiara ferragni

 

Amici, famiglia, amore, sport e musica sono le prime fonti di gioia; e la definizione «tutti possono trovare la felicità» la trova «vera» il 40%, «basta volerlo» il 33%, «tutta questione di fortuna» il 15%, «impossibile» il 3% ed «è una cavolata» il 9%.

 

Infine, aprendo le porte alla fantasia, è stato domandato ai giovanissimi di indicare chi vorrebbero essere da grandi: le fantaprevisioni hanno divagato da Chiara Ferragni a Piero Angela, passando per Ronaldo, Frida Kahlo e Albert Einstein. Anche se, timidamente, quasi sottovoce, la risposta corale è stata molto più semplice e desiderata: «Ci basterebbe poter essere noi stessi».

PIERO ANGELA

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