giacomo leopardi letto di morte

GIACOMO LEOPARDI ERA UNO STRONZO – UNA NUOVA BIOGRAFIA SVELA DETTAGLI TREMENDI SULLA VITA DEL POETA: LO CHIAMAVANO “SACCENTUZZO” E “GOBBO FOTTUTO” PER IL SUO CARATTERACCIO – ERA INCAPACE DI AUTOCRITICA E DISPOSTO A OGNI COMPROMESSO PER LE SUE COMODITA’ - EBBE TRATTI OMOFOBI (L’OMOSESSUALITÀ ERA PER LUI UNA “SNATURATEZZA INFAME”), MISOGINI (CHIAMÒ “BESTIE FEMMININE” LE ROMANE CHE NON LO DEGNAVANO DI UNO SGUARDO E DEFINÌ LA DONNA “ANIMALE SENZA CUORE”), RAZZISTI (ESALTÒ L’EPOPEA DEI CONQUISTADORES, DELLE CONVERSIONI FORZATE DEGLI INDIOS) E NAZIONALISTI – GLI VENGONO ATTRIBUITI PURE PENSIERI ANTISEMITI…

Estratto dell’articolo di Gabriele Barone per il “Fatto Quotidiano”

 

giacomo leopardi

Una premessa è d’obbligo: Raffaele Ascheri, autore di una nuova biografia “non autorizzata”, è uno studioso appassionato di Giacomo Leopardi. Il suo saggio offre inediti e interessanti spunti critici ed è una documentata ricostruzione (basata sullo Zibaldone e l’Epistolario) degli aspetti più oscuri e controversi dell’illustre recanatese […] una personalità intrisa di contraddizioni, ben diversa dall’immagine cucita addosso da certa agiografia, propinata in ogni ordine e grado di scuola, dalla strumentalizzazione in chiave marxista (del “Leopardi progressivo” di Cesare Luporini) o dall’ultima versione edulcorata di Alessandro D’Avenia, che ne fa un’“icona pop”, a uso e consumo del grande pubblico.

 

Leopardi, tuttavia, oltre a essere uno straordinario poeta-filosofo-filologo, è stato incline alle umane debolezze: “Un intellettuale assai livido e livoroso”, appunta Ascheri. Il “saccentuzzo”. Sin dai primi anni di vita, si intuisce l’aria da saccente di Giacomo, che gli valse il soprannome di “saccentuzzo” o, peggio ancora, di “gobbo fottuto”, per la sua deformità fisica. Ciò che lo caratterizzava era l’assoluta mancanza di autocritica. Il recanatese era a tratti acutissimo nel giudicare gli altri, solo raramente se stesso.

giacomo leopardi sul letto di morte

 

[…] L’igiene personale di Leopardi era scarsa e la sua alimentazione smodata e iperzuccherina. Poche ore prima di morire, per dire, assunse un brodo di pollo, seguito da una limonata fredda e da “due cartocci” di confetti cannellini di Sulmona. […] fu riluttante a seguire le prescrizioni dei medici, che gli consigliavano l’aria più salubre di Torre del Greco.

RAFFAELE ASCHERI CON LA BIOGRAFIA DI GIACOMO LEOPARDI

 

 

La poesia? Un fiasco. Non riuscendo a vivere della sua attività di scrittore e rifiutandosi, per mancanza di pragmatismo e capacità di adattamento, di fare altri lavori, si ridusse a elemosinare denaro ad amici e genitori, sfiorando il pietismo. Pur potendo, rifiutò la cattedra di insegnante. […]Leopardi fu sì ateo e materialista dal punto di vista filosofico, ma mai apertamente anticlericale né condannò ufficialmente il potere temporale della Chiesa. Era pronto ad abdicare alla “coerenza dei suoi principi”, pur di trovare una comoda occupazione all’ombra del potere vaticano.

RAFFAELE ASCHERI - GIACOMO LEOPARDI

 

Solo che l’agevole sinecura la pretendeva a Bologna, non a Roma; quando gli si presentò l’occasione di lavorare nella Città eterna, da lui mal sopportata, a quel punto rifiutò, accampando scuse ridicole, come il costo della vita più alto, il caldo eccessivo...

 

[…] Giacomo fu spesso ingrato con gli amici più stretti: nulla scrisse su Paolina Ranieri, che gli dedicò negli ultimi anni un’assistenza quotidiana, né al suo mentore Pietro Giordani, quando quest’ultimo fu arrestato e poi liberato, al punto che l’ex maestro, dopo la morte di Leopardi, non esitò a esprimere un giudizio sferzante sul recanatese: “Pare che il cuore non corrispondesse all’ingegno”.

 

Leopardi ebbe tratti omofobi (l’omosessualità è per lui un “vizio antinaturale”, una “snaturatezza infame”), misogini (chiamò “bestie femminine” le romane che non lo degnavano di uno sguardo e definì la donna “animale senza cuore”), razzisti (esaltò l’epopea dei conquistadores, delle conversioni forzate degli indios) e nazionalisti (“Senza amor nazionale, non si dà virtù grande”, scrisse nello Zibaldone). L’autore gli attribuisce pure pensieri antisemiti e ritiene poco credibile chi fa di Leopardi un “patriota risorgimentale”, poiché mai si schierò dalla parte anti-austriaca […]

giacomo leopardi

elio germanO giacomo leopardi UN GIOVANE FAVOLOSOelio germano giacomo leopardi Giacomo Leopardi - Particolare della Biblioteca di Palazzo Leopardi a Recanati_

Ultimi Dagoreport

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)