donald trump bombardamenti bombe iran

IL GIORNO DELLA MARMOTTA NEL GOLFO: L’IRAN HA CONSEGNATO UNA NUOVA PROPOSTA DI NEGOZIATO AGLI STATI UNITI E IL PREZZO DEL PETROLIO SCENDE SUBITO A 100 DOLLARI AL BARILE – NELLE SCORSE ORE TRUMP ERA TORNATO A MINACCIARE UNA RIPRESA DEI BOMBARDAMENTI: “LA TEMPESTA STA ARRIVANDO. E NIENTE PUÒ FERMARE CIÒ CHE STA ARRIVANDO” – IL CONFLITTO È ANCHE UN ENORME TEST MILITARE: POTREBBERO ESSERE SPERIMENTATI PER LA PRIMA VOLTA I SUPER MISSILI DARK EAGLE, DA 15 MILIONI DI DOLLARI L’UNO

MEDIA IRAN, 'TEHERAN HA CONSEGNATO UNA NUOVA PROPOSTA NEGOZIALE'

pete hegseth e donald trump - guerra all iran

 (ANSA) - Teheran ha consegnato ai mediatori pakistani una "nuova proposta negoziale" rivolta a Washington riferita a un possibile accordo per concludere il conflitto in corso: lo riferisce l'agenzia iraniana Irna. Tale proposta è stata recapitata ieri sera, aggiunge la stessa fonte, senza indicarne al momento il contenuto.

 

 PETROLIO: PREZZI IN CALO CON NUOVA PROPOSTA IRAN, WTI INTORNO AI 103 DLR MENTRE IL BRENT SOTTO I 110 DLR

(Adnkronos/Afp) - I prezzi del petrolio sono in calo dopo che l'Iran ha presentato una nuova proposta per la ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti che sono attualmente in fase di stallo. Verso le 15.10, il prezzo del barile di West Texas Intermediate (Wti), riferimento statunitense del petrolio con consegna a giugno, perdeva l'1,96% a 103,01 dollari mentre il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a luglio, perdeva lo 0,39% a 109,97 dollari.

 

pete hegseth

All'inizio della seduta, entrambe le principali quotazioni erano in rialzo a causa del pessimismo legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz, in un contesto in cui molti mercati erano chiusi per il Festa del Lavoro. Il Brent mostrava allora un leggero aumento, pur avendo chiuso il giorno precedente a un livello più alto, a 114,01 dollari al barile, poiché giovedì era l'ultimo giorno di contrattazione del contratto di giugno.

 

Venerdì segna il passaggio al contratto di luglio, scambiato a un livello inferiore rispetto a quello di giugno, dato che il periodo di consegna più lungo rende più probabile un miglioramento della situazione nello Stretto di Hormuz entro quella data. Nonostante "l'eccezionale volatilità" del mercato giovedì, "il mercato incorpora sempre più nei prezzi uno scenario di chiusura più prolungata dello Stretto di Hormuz", ha affermato Arne Lohmann Rasmussen di Global Risk Management.

 

meme sul cartonato di mojtaba khamenei a teheran

A questo si aggiunge il blocco imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani, che riduce fortemente le esportazioni di idrocarburi dei Paesi del Golfo. Domenica c'è attesa per la decisione dell'Opec+ che si riunisce per la prima volta dopo l'uscita a sorpresa degli Emirati Arabi Uniti dal gruppo, effettiva proprio in questi giorni.

 

Anche se il cartello dovrebbe aumentare le quote di 188.000 barili al giorno, secondo Rasmussen, la riunione resta "in gran parte irrilevante" per i prezzi, poiché i Paesi membri (tra cui Arabia Saudita, Kuwait e Iraq) non sono "in grado di produrre questo petrolio" a causa della guerra in Medio Oriente.

 

TRUMP PREME SU TEHERAN «LA TEMPESTA ARRIVERÀ» PER ORA SI ABBATTE SUI PREZZI

Estratto dell’articolo di Lucia Malatesta per “Domani”

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH

«The storm is coming». La tempesta sta arrivando. «E niente può fermare ciò che sta arrivando». È l’ultimo avvertimento di Trump che satura il social Truth con nuove minacce a Teheran. [...]

 

C’è una scadenza cruciale che incombe sulla testa del tycoon, destinata a ridefinire i suoi margini di manovra: in base alla War Powers Resolution – la norma che impone al presidente di ritirare le forze armate in assenza di autorizzazione del Congresso dopo 60 giorni – il tempo finisce oggi; da questo momento si consuma il conto alla rovescia, resta soltanto una finestra aggiuntiva di 30 giorni per organizzare il disimpegno delle truppe, ma Trump non ha più autorità per continuare l’offensiva.

 

Ieri il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth – che insieme al capo di stato maggiore congiunto, Dan Caine ha dovuto rispondere in un’audizione sulla richiesta di bilancio per la difesa da 1.500 miliardi di dollari – ha però detto che il tempo non è scaduto: è sospeso a causa del cessate il fuoco in corso.

disapprovazione della guerra in iran

 

Salgono a 41 le petroliere bloccate dalla Marina Usa e a 69 i milioni di barili di petrolio che Teheran non potrà vendere. Si tratta di una perdita di oltre 6 miliardi di dollari, secondo Brad Cooper, capo del Centcom, che ieri ha fornito al presidente Usa nuovi, eventuali piani d’attacco. Trump valuta nuove bombe per andare oltre lo stallo negoziale: si potrebbe preparare a sferrare “il colpo finale”.

 

Tra le ipotesi, per Axios, c’è la presa dello Stretto della discordia per riaprirlo, oltre a raid «brevi e potenti» per mettere in sicurezza l’uranio sciita, per costringere i suoi avversari riluttanti all’accordo. Oltre all’opzione terra bruciata, Trump potrebbe decidere di prolungare il blocco con lo stesso obiettivo: forzare Teheran a tornare al tavolo.

 

DONALD TRUMP - GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO

Sono Stati Uniti sempre più agguerriti e ipersonici, che presto potrebbero adoperare in Medio Oriente anche il sistema di super missili Dark Eagle per distruggere i lanciatori dei balistici sciiti. Si tratta di razzi da 15 milioni di dollari l’uno che colpiscono a distanze siderali; sono impossibili da intercettare (almeno in teoria, perché non se ne conosce l’effettiva capacità, in quanto mai adoperati prima).

 

Nell’immediato, comunque, la riapertura dello Stretto non appare all’orizzonte: lo dicono i funzionari vicini a Trump, ma è una linea che trova eco anche nelle stesse dichiarazioni del presidente secondo cui «il blocco è geniale»: «Ora non devono far altro che arrendersi, è tutto ciò che devono fare». Trump continua a dire di non avere fretta, ma il midterm si avvicina e i prezzi impennano.

 

TAPPETI VOLANTI - MEME

[...]   L’indecisione americana non ha finora prodotto una vera sconfitta strategica per Teheran, che continua a resistere ed adattarsi alla pressione, ma ha inciso sul resto del sistema energetico globale, trafitto indirettamente dalla guerra di logoramento che si stanno infliggendo a vicenda i nemici. Il direttore dell’Agenzia internazionale dell’Energia, Fatih Birol, non ha usato mezzi toni per dire che «il mondo si confronta con la più grave crisi energetica della storia» e «i mercati del petrolio e del gas incontreranno gravi difficoltà».

 

La Bce non ha cambiato il tasso di interesse (al 2) ma avverte: l’inflazione aumenterà, «più a lungo durerà la guerra in Iran e più a lungo i prezzi dell’energia rimarranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sull’inflazione generale e sull’economia».

 

DUBAI SOTTO ATTACCO

Gli iraniani aspettano gli americani negli abissi. Per la guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei per Washington esiste un solo destino nel Golfo: è «sul fondo delle sue acque», per «gli stranieri che commettono il male» non c’è futuro nei luoghi dove l’Iran neutralizzerà «gli abusi del nemico sulle vie navigabili»; Teheran proteggerà le sue «capacità nucleari e missilistiche» ritenute patrimonio nazionale.

 

Anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che «qualsiasi tentativo di imporre un blocco marittimo o restrizioni è contrario al diritto internazionale ed è destinato al fallimento». Il grande mediatore del conflitto, il Pakistan, nel silenzio negoziale, ha trovato una scorciatoia per il transito delle merci destinate all’Iran che si accumulano: ha aperto sei corridoi terrestri. Anche l’Iran non riesce a smaltire i suoi carichi: tremila container sono fermi nei porti di Karachi e Gwadar.

REGIME CHANGE - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI

 

PRONTI I PIANI DI ATTACCO USA A TEHERAN SCATTA L'ANTIAEREA KHAMENEI: "AFFOGHERETE"

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

[...] Trump [...] è tornato a parlare dell'uranio arricchito nascosto in Iran: «Vogliamo la loro polvere nucleare. Ce la prenderemo. In un modo o nell'altro, l'avremo. O ce la daranno, o ce la prenderemo».

 

Gli iraniani non sembrano pronti a cedere, almeno a giudicare dalle parole della nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, secondo cui «l'unico posto per gli Usa nel Golfo Persico è in fondo al mare».

 

Quindi ha avvertito: «Difenderemo le nostre capacità nucleari e missilistiche come un patrimonio nazionale». Secondo la Cnn Teheran dovrebbe presentare una nuova proposta entro oggi.

 

Il capo degli Stati Maggiori Riuniti Caine ha confermato che la Russia aiuta l'Iran a difendersi, rilanciando il pericolo che il conflitto si allarghi e allontanando la fine della guerra anche in Ucraina. Eppure il capo della Casa Bianca ha ripetuto: «Stiamo decimando l'Iran.

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP

 

Il presidente cinese Xi Jinping e Vladimir Putin hanno rispetto per quello che ho fatto».

Trump si trova davanti a un bivio, deve decidere fra l'escalation militare o la prosecuzione del cessate il fuoco, accompagnato dal blocco navale nel Golfo Persico per soffocare l'economia iraniana. [...]

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