metropolitana linea gialla milano

GIOVENTÙ BACATA A MILANO - UN RAGAZZINO È STATO RAPINATO E VIOLENTATO A UNA FERMATA DELLA METRO, DA UN COETANEO CHE LO HA MINACCIATO CON UN COLTELLO - TUTTO È ACCADUTO IN PIENO GIORNO, NEL CENTRO CITTÀ: L’AGGRESSORE HA AVVICINATO LA SUA VITTIMA, GLI HA FREGATO I 30 EURO CHE AVEVA IN TASCA E LO HA COSTRETTO A FARE SESSO - TRA BABY GANG E ATTI DI VIOLENZA, SOTTO LA MADONNINA I MINORENNI SONO FUORI CONTROLLO…

Claudia Guasco per “il Messaggero”

 

metropolitana milano linea gialla

Ha agganciato la sua preda mentre scendeva a una fermata della linea Gialla della metropolitana. Ha costretto il ragazzino a seguirlo, minacciandolo con un coltello, lo ha derubato dei 30 euro che aveva in tasca e lo ha costretto ad atti sessuali.

 

Una brutalità resa ancora più orribile dalla giovanissima età di chi ha subito la violenza e del suo aggressore: entrambi minorenni, la vittima poco più che adolescente e diciassettenne il suo aguzzino. Che è stato identificato martedì e ora si trova in stato di fermo al Centro di prima accoglienza di Torino.

 

ABUSI SU RAGAZZO

TELECAMERE

 Tutto è accaduto sabato scorso, in pieno giorno e nel centro di Milano. Per l'adolescente sono stati venti minuti di terrore, in balia di un ragazzo più grande per età e fisicamente, oltre che con un coltello in mano.

 

Secondo la ricostruzione della squadra mobile il diciassettenne ha avvicinato la vittima alla fermata di Porta Romana. Le telecamere della banchina e del mezzanino hanno ripreso tutto: impugnando il coltello sotto il giubbotto per nasconderlo, ha costretto il ragazzino a uscire dalla metro. Una volta saliti in superficie, altre immagini di videosorveglianza seguono i due che per quasi un chilometro camminano fianco a fianco.

 

metropolitana linea gialla milano

Si fermano davanti a un bar, dove forse l'aggressore pensa di entrare, quindi proseguono in una strada isolata e buia. E qui, in un luogo poco frequentato dai passanti, avviene l'abuso. Poi l'aggressore se ne va e l'adolescente, sconvolto e terrorizzato, torna a casa e racconta tutto ai genitori, che chiamano la polizia e sporgono denuncia.

 

Le indagini coordinate dalla Procura del Tribunale dei minori, spiega la questura, «hanno consentito di accertare, attraverso la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, lo svolgersi dei fatti e di avere conferma della descrizione fornita dalla vittima».

 

baby gang a milano 4

La zona nella quale si è consumata la violenza è stata presidiata dagli agenti e il diciassettenne non era andato molto lontano: è stato rintracciato in una via adiacente e riconosciuto sia per i tratti somatici che l'abbigliamento indossato.

 

Aveva ancora con sé il coltello e anche una minima quantità di sostanza stupefacente per uso personale. Dopo le violenze di Capodanno e le rapine delle baby gang, il problema che emerge a Milano è quello delle «frange giovanili fuori controllo che tendono ad affermare il loro protagonismo con prepotenza, con crescente violenza», come ha evidenziato il prefetto Renato Saccone nell'analisi dei reati commessi negli ultimi dieci anni in città.

 

polizia nella metropolitana linea gialla milano

«Dobbiamo bloccare questa escalation di violenza che al momento, dal punto di vista delle lesioni, è ancora basso ma che crea allarme sociale e insicurezza», sottolinea il questore. Che assicura un maggiore controllo del territorio, con 40 pattuglie miste delle forze dell'ordine in servizio tutta la notte in città «per assicurare interventi più ampi e veloci».

 

I CONTROLLI

la mappa delle 13 baby gang a milano

Da ieri, a supporto, ci sono nuovi uffici della Polmetro anche alla stazione della metropolitana Cadorna. «È un ufficio importante. Sentiamo il dovere di dare sicurezza a una città che si sposta quotidianamente», afferma il questore Giuseppe Petronzi. La Polmetro esegue circa 70 arresti all'anno. Nel 2019 ha realizzato poco meno di 6 mila controlli e nel 2021 sono stati oltre 16 mila, più che triplicati. Sono tra i 40 e i 50 gli agenti operativi tra le sette del mattino alle undici di sera, che in caso di necessità possono aumentare.

baby gang a milano 1baby gang a milano 3

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…