mafia capitale

GIRA E RIGIRA E’ SEMPRE MAFIA CAPITALE! - LE FAMIGLIA DELLA ‘NDRANGHETA HANNO STRETTO LEGAMI PIU’ FORTI CON LA MALAVITA ROMANA - IL MENU’ CRIMINALE? SPACCIO DI DROGA E RICICLAGGIO DI DENARO SPORCO - IL PREFETTO DI ROMA, MATTEO PIANTEDOSI: “LE DIVERSE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE CONTINUANO A CONSIDERARE ROMA COME TERMINAL PRIVILEGIATO DELLO SVILUPPO DELLE PROPRIE RETI CRIMINALI, RITENENDO LA COMPLESSITÀ E L'ESTENSIONE DEL COMPLESSO CAPITOLINO COME UNA IMPORTANTE RISORSA DA SFRUTTARE” - I CLAN CHE “SI RISPETTANO” TRA LORO, 21 BAR CHIUSI, ASSISTENZA LEGALE AI DETENUTI E IL SOSTEGNO ECONOMICO ALLE LORO FAMIGLIE…

Flaminia Savelli per “il Messaggero”

 

matteo piantedosi foto di bacco (2)

Legami sempre più stretti tra le famiglie calabresi e la malavita romana. Con gli affari che si allargano dallo spaccio di droga al riciclaggio di denaro sporco.

 

È quanto emerso durante l'audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali in commissione antimafia. Il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi ha avviato la commissione illustrando la mappatura degli insediamenti mafiosi nella Capitale.

 

i clan mafiosi di roma

Si tratta di gruppi che «costituiscono proiezioni a Roma delle organizzazioni mafiose tradizionali, vale a dire Ndrangheta, Camorra e in misura minore, Cosa Nostra.

 

Soggetti che - ha spiegato Piantedosi - mantengono legami storici con consorterie mafiose d'origine costituenti, inoltre, una testa di ponte per ogni genere di interesse».

 

Così hanno confermato le ultime inchieste giudiziarie coordinate dalla direzione distrettuale antimafia romana, e degli omologhi uffici giudiziari calabresi che hanno confermato l'operatività di affiliati alle ndrine.

 

LE FAMIGLIE CRIMINALI

TABELLA CLAN ROMA

Un lungo elenco quello stilato dal prefetto Piantedosi che comprende le famiglie originarie del Reggino, del vibonese, Castelnuovo di Porto, Rignano Flaminio, Riano e Capena.

 

Secondo l'analisi: «Gli elementi confermano che le diverse organizzazioni mafiose continuano a considerare Roma come terminal privilegiato dello sviluppo delle proprie reti criminali, ritenendo la complessità e l'estensione del complesso capitolino come una importante risorsa da sfruttare per l'ampliamento dei propri interessi illeciti» ha sottolineato il prefetto. In conclusione «la mafia a Roma, è una presenza soggettivamente plurima e oggettivamente diversificata.

 

Non c'è un solo soggetto in posizione di forza e di preminenza rispetto agli altri. Ma sullo stesso territorio interagiscono e coesistono diverse entità criminali che si rispettano reciprocamente».

 

LICENZE REVOCATE

SENTENZA MAFIA CAPITALE

Durante la commissione sono state illustrate anche le operazioni delle forze dell'ordine.

«Dal 2021 ad oggi - ha sottolineato il prefetto Piantedosi - sono state revocate le licenze per motivi di ordine e sicurezza pubblica a 21 attività commerciali, per lo più bar» spesso acquisiti da elementi malavitosi «e divenuti basi logistiche per attività criminali, in larga parte legate allo spaccio della droga.

 

Altri dieci esercizi sono monitorati dalle forze dell'ordine per lo stesso motivo». Infine, durante la commissione è stata analizzato l'illecito utilizzo del patrimonio abitativo pubblico.

 

casamonica - aggressione a una disabile in una bar in zona romanina

«Costituisce un altro dei filoni di attività frequentemente praticato dalle organizzazioni mafiose in questo contesto metropolitano» ha precisato il prefetto. Nello specifico, quello dell'occupazione abusiva di alloggi Ater «Insieme ad altre forme di assistenza, come il supporto legale ai detenuti, il sostegno economico alle loro famiglie, rientra tra le misure del cosiddetto welfare criminale.

roxy bar casamonica

 

Un sistema per conquistare consenso presso le fasce deboli della popolazione e rendere tangibile l'esercizio di una sorta di controllo sociale. Ma anche per assicurarsi la disponibilità in loco di manovalanza pronta ad assolvere alle incombenze all'attività di spaccio, oppure ad essere impiegati in attività illecite» ha concluso il prefetto.

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