alessandro giuli cloud computing

GIULI, C’HAI ROTTO IL CLOUD! IL MINISTERO DELLA CULTURA PENSA A UNA TASSA AD HOC SUL CLOUD (SPAZI DI ARCHIVIAZIONE E DI MEMORIA CHE USIAMO PER CONSERVARE DOCUMENTI E IMMAGINI) - I DAZI USA NON C’ENTRANO NULLA. IL MINISTERO VUOLE AGGIORNARE LE TARIFFE PER RICONOSCERE UN COMPENSO ALLE OPERE AUDIO E VIDEO TUTELATE DA DIRITTO D’AUTORE – RISCHIO STANGATA PER I CONSUMATORI, LE ASSOCIAZIONI SUL PIEDE DI GUERRA. SI SPACCA ANCHE CONFINDUSTRIA…

Mila Fiordalisi per www.editorialedomani.it - Estratti

alessandro giuli

 

C’è una nuova “tassa” che rischia concretamente di abbattersi sui consumatori italiani: quella sul cloud, ossia sugli spazi di archiviazione e di memoria che oramai usiamo in abbondanza per conservare documenti e immagini. E qui i dazi Usa non c’entrano un bel niente.

 

Nella bozza del decreto del ministero della Cultura che aggiorna le tariffe (la cadenza è triennale) per la cosiddetta “copia privata” – ossia l’importo forfettario applicato sui dispositivi tecnologici per riconoscere un compenso alle opere audio e video tutelate da diritto d’autore – per la prima volta entrano nel “paniere” il cloud e addirittura i dispositivi tecnologici rigenerati, quelli usati e rimessi in vendita.

 

Una decisione dovuta, secondo il Mic all’evoluzione tecnologica e alle nuove abitudini dei consumatori che per l’appunto utilizzano sempre di più il cloud per conservare opere e dati in formato digitale. Non solo: l’importo già applicato da anni sull’acquisto di cellulari, computer, tablet, chiavette usb, cd, dv, hard disk, tv e decoder con funzione di registrazione stando al nuovo tariffario subirà un rincaro nell’ordine del 20%. Ad oggi vale oltre 150 milioni di euro l’anno l’introito per la Siae, di cui 10 milioni incassati dalla Società degli editori in qualità di gestore del servizio.

 

cloud

A lanciare per prima l’allarme, già durante l’estate, sul rischio concreto di una stangata per i consumatori è stata l’Asmi, l’Associazione nazionale supporti e sistemi multimediali in occasione dell’avvio della consultazione da parte del Mic: «L’aumento graverebbe totalmente sui consumatori, determinando incrementi di oltre il 50% dei prezzi, già ora gravati da una tassa esorbitante che spesso supera il valore del bene e mettendo a rischio la sostenibilità delle imprese e la competitività del settore nel mercato nazionale», ha denunciato l’Associazione segnalando che ci saranno danni anche a carico di editori e autori poiché «l’aumento delle tariffe produrrà un’ulteriore diminuzione delle vendite nel mercato legale».

 

alessandro giuli

In Confindustria addirittura si è spaccato il fronte. Confindustria Cultura appoggia la linea del governo: «L'adeguamento dei compensi per le riproduzioni personali a scopo privato di opere dell'ingegno è un atto dovuto dalla legge ed è finalizzato a sostenere la cultura di questo Paese e i lavoratori del settore. Come succede ovunque in Europa», dichiara il presidente Luigi Abete nel sottolineare che in Italia il compenso per copia privata pro capite ha un valore di 2,3 euro, al di sotto della media europea pari a 2,5 euro, con la Francia a 4,1 euro e la Germania a 2,9 euro.

 

In totale dissenso l’associazione di viale dell’Astronomia che rappresenta la filiera dell’Ict, ossia le aziende tecnologiche e del digitale, Anitec-Assinform secondo cui “il paradosso è servito” tenendo conto del fatto che il numero di copie private continua costantemente a diminuire.

IL CLOUD COMPUTING DA THE INDEPENDENT

 

 

«I diritti degli autori sono imprescindibili e non sono in discussione. Ma l’istituto del compenso per copia privata, nato in un’era analogica, oggi appare del tutto anacronistico – dice il presidente Massimo Dal Checco – Chiediamo con forza l’abolizione di qualsiasi aumento tariffario e l’eliminazione del compenso sul cloud storage, che non appare conforme al quadro normativo vigente».

 

 

Contrarie all’aumento delle tariffe e all’estensione al cloud l’associazione Aiip (Internet provider) e quella di Confcommercio Assintel (imprese Ict) che in una nota congiunta sostengono che «estendere il compenso ai servizi cloud ha il rischio concreto di rallentare la digitalizzazione del Paese e penalizzare le pmi italiane, spina dorsale del tessuto produttivo».

 

alessandro giuli

Per le due associazioni oltre al danno la beffa considerando che al momento dell’acquisto di prodotti hardware (con i quali poi si accede al cloud, ndr) è già previsto l’importo per la copia privata. «Estendere la tassa anche allo storage remoto significherebbe imporre un doppio prelievo a danno di cittadini e aziende che usano il cloud soprattutto per contenuti autoprodotti o attività professionali, non per opere soggette a diritto d’autore».

 

(…)

In casa Confcommercio appello anche da parte dell’Andec (importatori e produttori di elettronica civile): «Nessuno oramai genera copie permanenti di opere tutelate dal diritto d’autore per il proprio utilizzo personale, dal momento che l’accesso ai contenuti avviene ora attraverso canali streaming che consentono all’utente di acquisire il diritto a fruire dell’opera stessa».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…