colonia

1. GONNE E SLIP STRAPPATI, PALPEGGIAMENTI, UNO STUPRO. IL CAPODANNO CHOC DI COLONIA CHE HA MESSO LA GERMANIA DAVANTI ALLO SPETTRO DI UNA INTEGRAZIONE FALLITA 2. VERSO LA MEZZANOTTE SULLA SCALINATA DELLA CATTEDRALE GOTICA UN MIGLIAIO DI UOMINI “DI ASPETTO ARABO E NORDAFRICANO” HANNO INIZIATO A SPARARE PETARDI CONTRO I PASSANTI. POI HANNO INIZIATO A MUOVERSI IN BRANCHI, A CIRCONDARE DONNE SOLE, A MOLESTARLE SESSUALMENTE, A RAPINARLE

 

 

1. IL CAPODANNO CHE SCONVOLGE COLONIA DECINE LE DONNE MOLESTATE IN PIAZZA

Tonia Mastrobuoni per La Stampa.it

 

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La piazza del magnifico duomo di Colonia, accanto alla stazione centrale, alle vie del centro e ai musei più importanti, è il cuore della città renana. Da qualche anno la polizia ha accentuato i controlli in questa zona perché si moltiplicano le bande di borseggiatori, spesso extracomunitari, che derubano turisti e passanti.

 

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Tuttavia, quando un migliaio di uomini «di aspetto arabo e nordafricano» come li ha descritti il capo della polizia, Wolfgang Albers, hanno cominciato a radunarsi la sera di Capodanno sulla scalinata della cattedrale gotica, nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo da lì a poco. Verso la mezzanotte hanno iniziato a sparare petardi contro i passanti. Poi si sono sparsi per l' enorme piazza antistante alla cattedrale gotica e attorno alla stazione e hanno iniziato a muoversi in branchi, a circondare donne sole, a molestarle sessualmente - c' è stato anche un caso di stupro - a rapinarle.

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Ubriachi e violenti Vittime e testimoni coincidono, nelle descrizioni: parlano di uomini sbronzi e violenti, talmente aggressivi che uno di essi non si è fermato nemmeno davanti a una poliziotta e le ha infilato una mano nei pantaloni.

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Altre vittime parlano di gonne e slip strappati, palpeggiamenti, molestie fisiche e verbali.
Una testimone ha raccontato alla Sueddeutsche Zeitung che la stazione era affollata di «persone dall' aspetto straniero» che l' avrebbero ripetutamente apostrofata con «puttana», «stupida zoccola» e insulti simili. «Non ho mai visto tante donne piangere», ha raccontato al quotidiano bavarese.

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Un caso senza precedenti, che fa pensare ad un attacco organizzato: è avvenuto in modo simile - anche se in scala più ridotta - in altre due città tedesche: Amburgo e Stoccarda.
Negli ultimi cinque giorni nella sola Colonia gli agenti hanno raccolto novanta denunce, arrivate man mano che il caso cresceva. La maggior parte riguarda furti o rapine, ma circa un quarto delle vittime dichiara di aver subito violenze sessuali.

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La polizia sotto accusa Angela Merkel ha parlato di «attacchi ributtanti che richiedono una risposta forte da parte dello Stato, a prescindere dalle origini» degli aggressori.
La cancelliera è in contatto con la sindaca di Colonia e con il ministro dell' Interno De Maizière che la aggiornano sulle indagini.

 

Ma è chiaro che le presunte origini extracomunitarie dei molestatori stanno alimentando la polemica: l' estrema destra chiede tout court il rimpatrio di tutti i profughi, la capa della destra populista Afd, Frauke Petry, ha dichiarato che «sono le conseguenze di una politica migratoria e dei profughi catastrofica». E la polizia della città renana è sotto accusa per aver sottovalutato gli episodi, per essere intervenuta troppo tardi.

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Secondo il Koelner Stadtanzeiger, tra i molestatori e le vittime sarebbero emersi alcuni profughi, altri media ne smentiscono la presenza, tra gli aggressori. Anche la sindaca di Colonia, Henriette Reker, nega ci siano rifugiati tra i molestatori.

 

Ma la verità è che gli inquirenti brancolano nel buio: ci sono stati cinque fermi, non si sa neanche se si tratti di persone collegate alle aggressioni. Nel frattempo ad Amburgo le denunce sono una decina e la dinamica raccontata dalle vittime è identica: donne isolate, circondate da gruppi di uomini stranieri, ubriachi che le insultavano e le toccavano.

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Il capo del sindacato della polizia, Rainer Wendt, non pensa che dietro l' attacco ci sia la criminalità organizzata ma «un attacco concordato da persone che hanno sfruttato la folla per dileguarsi, complici il buio e l' effetto sorpresa delle aggressioni». Una sorta di orrendo flash mob, forse organizzato via Internet: la polizia sta cercando indizi. Ma le certezze dell' inizio, quando alcuni pensavano si trattasse delle solite bande di rapinatori e borseggiatori che hanno reso il centro di Colonia più insicuro da qualche anno a questa parte, sono rapidamente svanite.

protesta contro merkel degli anti musulmani di pegidaprotesta contro merkel degli anti musulmani di pegida

 

2. «CI HANNO CIRCONDATE, UMILIATE MOLESTIE E PAURA: ERANO TANTI»

Elena Tebano per Corriere.it

 

«Appena siamo usciti dalla stazione ci siamo stupiti per la gente che avevamo di fronte: solo giovani uomini stranieri. Camminavamo nella folla quando ho sentito una mano sul sedere, poi sul seno, alla fine mi palpavano dappertutto. Ero disperata, credo che mi abbiano toccata un centinaio di volte in soli 200 metri». Katja L., 28 anni, è una delle donne aggredite alla stazione di Colonia la notte di Capodanno.

 

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«Era un incubo. Urlavamo, sgomitavamo ma loro non la smettevano - ha riferito al quotidiano Express -. Per fortuna avevo i pantaloni: se fossi stata in gonna probabilmente me l' avrebbe strappata. Ci è passata qualsiasi voglia di festeggiare». Come lei, almeno 90 persone hanno denunciato furti o aggressioni - e secondo la polizia potrebbero diventare di più -: si tratta per un quarto di molestie sessuali e una giovane sarebbe addirittura stata stuprata. Le vittime raccontano storie simili: un «caos brutale», i lanci di petardi indiscriminati in mezzo alla gente, la calca anonima che ha protetto «gruppi organizzati» di borseggiatori e molestatori seriali.

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Tutto questo nel centinaio di metri che separa la stazione di Colonia dalle scalinate della cattedrale sulle rive del Reno, la stessa che dieci anni fa aveva ospitato Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Gioventù. Nella notte tra giovedì e venerdì i testimoni l' hanno descritta come un inferno, impensabile per un Paese sensibile a ogni forma di sessismo e in cui donne e bambini sono abituati a muoversi da soli nelle città con grande sicurezza.


«Arrivavano da tutte le parti. La mia ragazza stava dietro di me e a un certo punto mi ha implorato nel panico: "Andiamo via, ho mani addosso ovunque" - ha detto alla tv Wdr un giovane che quella notte aspettava il treno con la sua compagna (e che ha chiesto di rimanere anonimo) -. La situazione era molto tesa, anche perché le donne non riuscivano a capire chi fosse a toccarle.

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Mentre camminavo per mano alla mia compagna ho preso anch' io delle gomitate da ragazze che cercavano di difendersi alla cieca - ha spiegato -. Gli aggressori non erano mitteleuropei. C' erano parecchi arabi: nessuno parlava tedesco. È stato davvero brutto». Tra le donne attaccate ci sono anche due sessantenni e due liceali 18enni originarie di Remscheid, una città a 40 km da Colonia.


Arrivate alle 22.30 con il treno, le studentesse hanno guardato i fuochi d' artificio sul Reno e poco dopo mezzanotte si sono mosse per andare in discoteca. Ma si sono ritrovate in mezzo a un gruppo di giovani uomini: «Ci hanno circondate. Si è creato un muro: erano 20-30 persone, avevano dai 20 ai 35 anni e un aspetto meridionale - hanno raccontato al Remscheider General-Anzeiger -. Ci insultavano, palpavano, ci aprivano i pantaloni. È stato orribile e umiliante: ci hanno trattate come prede».

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Da molte testimonianze è difficile distinguere quanto le molestie siano state un strumento di «distrazione» per derubare le vittime oppure i furti il pretesto per gli abusi sessuali. «Gli aggressori volevano mettere le mani nei jeans e negli slip della mia compagna. Hanno toccato i miei due bambini sul petto e tra le gambe e a mio figlio 13enne hanno rubato il cellulare di tasca», ha riferito al Koelner Stadt Anzeiger un 49enne che era lì con la compagna e i figli di 13 e 15 anni.

rissa tra profughi e polizia a suhl in germania  rissa tra profughi e polizia a suhl in germania rissa a bergedorf amburgo tra polizia e profughirissa a bergedorf amburgo tra polizia e profughi


«Non avevo mai visto niente di simile e dopo 2 anni a Colonia non mi sarei mai aspettata di vederlo - ha confermato un' altra testimone, un' immigrata afghana di 32 anni che era alla stazione per prendere dei parenti -. Erano per lo più giovani ubriachi, urlavano, rompevano bottiglie di birra, molestavano le donne. Non so da che Paesi venissero: sembravano arabi, ma parlavano tedesco. Circondavano le ragazze che entravano o uscivano dalla stazione.

rissa tra migranti e polizia al centro profughi di suhl in germaniarissa tra migranti e polizia al centro profughi di suhl in germania

 

Quando ho cercato di allontanarmi mi si è avvicinato un uomo che mi ha detto "Ciao dolcezza, che bei capelli che hai". Un altro dietro di me ha provato a mettermi le mani nelle tasche, cercava il telefonino. Tutti e due sapevano come derubare la gente». Forse la sorte peggiore è toccata a una ventenne di Stoccarda: un poliziotto ha raccontato all' Express di averla tirata in lacrime fuori dalla calca: «Urlava e piangeva. Le avevano strappato gli slip di dosso».

 

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