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GOVERNO IN BOLLETTA – NEL POMERIGGIO SI TERRÀ UN VERTICE TRA MELONI, SALVINI E TAJANI. OBIETTIVO: RISOLVERE IL PASTICCIO DEL DECRETO ENERGIA, ATTESO MERCOLEDÌ IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, DOPO LUNGHI RITARDI – I PRODUTTORI IDROELETTRICI SONO INCAZZATI PER NON ESSERE STATI INTERPELLATI DA PALAZZO CHIGI, CHE HA PRESO LA REGIA DEL TESTO – ANCHE LA LOMBARDIA A TRAZIONE LEGA DICE "NO" AL DECRETO PERCHÉ FAREBBE SALTARE L’ACCORDO SULLE CONCESSIONI IDROELETTRICHE APPENA STIPULATO – ALTRO TEMA SCOTTANTE PER LA DUCETTA E I SUOI VICE È IL BOARD OF PEACE TRUMPIANO, DI CUI L’ITALIA DIVENTERA’ “OSSERVATORE”…

VERTICE A PALAZZO CHIGI NEL POMERIGGIO CON MELONI, SALVINI E TAJANI

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

(ANSA) - ROMA, 16 FEB - Un vertice di governo, a quanto si apprende, è previsto nel pomeriggio a Palazzo Chigi. Parteciperanno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani.

 

Nella riunione, alla vigilia delle comunicazioni di Tajani in Parlamento sulla partecipazione dell'Italia alla prima riunione del Board of Peace per Gaza, a quanto si apprende, si dovrebbe affrontare anche il tema del decreto energia, atteso mercoledì in Consiglio dei ministri.

 

BOLLETTE, MAGGIORANZA DIVISA E SI ALLARGA IL FRONTE DEI CONTRARI

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

caro elettricita - bollette energia

Il decreto bollette dovrebbe arrivare mercoledì prossimo, ma un primo risultato lo ha già ottenuto: dividere la maggioranza e ricompattare invece due realtà non affini come i produttori di energia e le industrie energivore, acciaieri in testa. Un'inedita alleanza che potrebbe creare qualche grattacapo in Confindustria, dove invece si guarda con sostanziale favore al decreto in arrivo e soprattutto alla "sterilizzazione" del costo degli Ets (i diritti che anche i produttori di energia pagano per le emissioni di Co2) nella formazione del prezzo all'ingrosso dell'elettricità.

 

La miccia si accende in Lombardia, con il suo 20% di Pil nazionale, dove venerdì la giunta regionale a trazione leghista, i maggiori produttori di elettricità ed esponenti confindustriali, hanno chiuso un tavolo sul rinnovo delle concessioni idroelettriche.

 

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse

Il compromesso permetterebbe alle società che hanno la gestione dei lucrosi impianti idroelettrici - in testa Enel Green Power, Edison e A2a - di mantenere ulteriormente le concessioni, offrendo in cambio il 15% della loro produzione alle imprese energivore del territorio. Ma se il decreto in arrivo dovesse modificare le regole di base – intervenendo su quote Ets, meccanismi di incentivo o obblighi di messa a disposizione degli impianti – l'accordo lombardo, avvertono gli interessati, rischierebbe di diventare carta straccia.

 

Da qui l'inusitato attacco della giunta lombarda a un provvedimento nazionale che conterrebbe «elementi di forte criticità» e la conclusione che «se fossero confermate queste indiscrezioni, tale provvedimento potrebbe danneggiare fortemente sia le imprese energivore sia i produttori elettrici e quindi precludere l'applicazione dell'accordo».

 

GIORGIA MELONI EMANUELE ORSINI

I produttori lamentano poi di non essere mai stati interpellati prima della stesura del decreto, di cui ha preso la regia direttamente Palazzo Chigi. La loro lista delle contestazioni "tecniche" è articolata: si va dalla riduzione di alcune condizioni di favore che permettono alle imprese energivore di acquistare elettricità a condizioni agganciate ai prezzi esteri, più bassi, attraverso il cosiddetto "interconnector", al fatto che i produttori che in passato hanno avuto incentivi per la produzione di energie rinnovabili avrebbero l'obbligo di mettere a disposizione gli impianti al Gse offrendo energia a un prezzo sotto la media di mercato.

 

Ma, soprattutto, è la questione degli Ets che tiene banco. Oggi il prezzo all'ingrosso dell'energia incorpora anche circa 30 euro per megawattora di Ets pagati dai produttori che utilizzano il gas, ma è un prezzo che vale anche per chi porta sul mercato elettricità prodotta da fonti rinnovabili, che costa al produttore molto meno.

 

rincaro energia e aumento delle bollette 7

Di fronte all'impossibilità di cancellare gli Ets, decisi a livello europeo, il governo vorrebbe allora sterilizzare il loro impatto: non verrebbero più caricati sul prezzo all'ingrosso, che in questo modo calerebbero, ma recuperati attraverso una componente della bolletta elettrica.

 

Ma ovviamente chi non paga Ets, come gli idroelettrici, non avrebbe diritto ai rimborsi e vedrebbe abbassarsi il prezzo all'ingrosso e quindi i suoi margini. [...]

caro elettricita - bollette energia

 

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