CHE GRAN PARA-GURU! - LA GUARDIA DI FINANZA DI VIAREGGIO HA PIZZICATO UN IMPRENDITORE “GURU” DEI SOCIAL CHE SI E’ FINTO POVERO PER INTASCARE SUSSIDI - IN RETE L’UOMO SI SPACCIAVA COME CONSULENTE AZIENDALE E HA PERCEPITO PER ANNI OLTRE 50MILA EURO TRA PENSIONE, REDDITO DI CITTADINANZA ED ESENZIONI TARI - L’IMPRENDITORE AVEVA UN CONTO DA 200MILA EURO E VIVEVA IN UNA VILLA A POCHE CENTINAIA DI METRI DALLA SPIAGGIA...
Estratto dall’articolo di Matteo Tuccini per www.iltirreno.it
Li chiamano “fuffa-guru”: sono quelli che ti spiegano sui social come fare soldi a palate, pagando meno – o zero – e facendo miracolosamente decollare la tua attività e la tua vita. Con una sfilza di termini alla moda, anzi cool. [...]. Ma stavolta, spiegano dalla Guardia di finanza di Viareggio, c’era molta più fuffa che guru.
Perché l’imprenditore che si proponeva come consulente aziendale, pronto a far trasferire le imprese in Svizzera per pagare meno tasse, aveva un seguito scarso sui social. Sarà per questo motivo che per anni si è finto poverissimo.
Percependo oltre 50mila euro di sussidi, tra pensione, reddito di cittadinanza, esenzioni Tari e persino l’ombrellone sociale, cioè il posto ombra gratuito che i Comuni versiliesi offrono alle famiglie svantaggiate.
Tutto questo nonostante i conti aperti, con 200.000 euro di liquidità, e l’attività lavorativa in Svizzera. E nonostante vivesse (in affitto a 1.500 euro al mese) in una villa a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Lido di Camaiore.
Alla Finanza, però, è bastato fare qualche controllo incrociato – anche osservando i social – per denunciare sia l’imprenditore, di origini napoletane, che la compagna, una donna di nazionalità russa. Entrambi residenti a Lido, ma ormai allontanatisi dopo la scoperta del raggiro ai danni del Comune di Camaiore e della sede Inps di Massa. A tradirli sembra essere stata l’avidità: hanno chiesto qualsiasi sussidio o supporto sociale immaginabile a partire dal 2019. [...]
Tuttavia, dall’analisi delle banche dati e dalle informazioni raccolte, è emerso come entrambi fossero titolari, in Svizzera e in Gran Bretagna, di diverse società operanti nel settore del supporto alle imprese. L’analisi della documentazione bancaria acquisita evidenziava come la coppia, nell’ultimo quinquennio, avesse trasferito sui propri conti correnti nazionali circa 200.000 euro provenienti da conti svizzeri».
Con questo sistema di occultamento della ricchezza i due avrebbero beneficiato di 41.226 euro complessivi per quattro anni di pensione, 3.252 euro attraverso più richieste di reddito di cittadinanza, 1.359 euro di esenzione Tari, 1.922 euro di buoni mensa scolastica per i figli e si sarebbero assicurati il “posto ombra” gratuito per quattro stagioni estive, dal valore complessivo di 6.000 euro. [...]
Guardia di finanza 22
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