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“VUOI SCOPARTI UNA GALLINA? QUANDO SEI PREDA DI DESIDERI SESSUALI STRAVAGANTI, PUOI RACCONTARLI AL TELEFONO ALLE RAGAZZE DI UN 899 EROTICO: RISPONDONO DA CASA, GUADAGNANO POCO E SONO TUTTE PRECARIE - QUELLI CHE GODONO SOLO SE UNA VOCE FEMMINILE LI MANDA AFFANCULO

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Barbara Costa per Dagospia

 

Non puoi dire alla tua ragazza che hai come fantasia erotica quella di scoparti una gallina. Né che ti eccita immaginare lei e la sua migliore amica che fanno a pugni. O che sei ossessionato dai piedi, ma solo se sono sporchi e puzzolenti. Quando sei preda di desideri sessuali così stravaganti, condannabili anche se solo mentali, ti piace raccontarli ad una donna mai vista prima, di cui però hai il numero di telefono.

 

Lei è quasi sempre disponibile, risponde in tono gentile e allegro ogni volta che la cerchi. Forse ti vuole bene, in ogni modo sembra l’unica in grado di capire e “concretizzare”, seppur solo con la sua voce, tutte le tue voglie più perverse. Questa ragazza fa così perché lavora in una linea erotica.

 

Le ragazze di un 899 erotico rispondono quasi tutte da casa, guadagnano poco, e sono tutte precarie. Molte di loro non sono più giovani da un pezzo, ma non importa, perché quello che più occorre in questo lavoro è la fantasia, la furbizia, e soprattutto la pazienza di ascoltare chiunque chiami e di assecondarlo in tutto quello che di esagerato e osceno ti dice. Per chi lavora in una linea erotica conta quanto chi chiama è in grado di rimanere, cioè spendere, al telefono.

 

I clienti sono uomini che non vogliono perdere tempo, e per molte ragioni: hanno fretta perché le loro mogli in quel momento a casa non ci sono ma potrebbero rientrare presto, oppure perché sono al lavoro e vogliono trascorrere quei pochi minuti di pausa che hanno chiusi in bagno, a farsi una sega di nascosto. Ma soprattutto questi uomini quando chiamano sono quasi sempre già pronti per “godere”: la voce di una donna serve loro solo come dolce conclusione.

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Ci sono linee erotiche dedicate alle lesbiche, ma si stima che solo il 2% del totale delle chiamate sia di donne omosessuali, che chiedono tutte di essere morse e leccate, a partire dai seni in giù.

 

Le operatrici non amano molto dedicarsi alle lesbiche perché le trovano un po’ tutte fin troppo esigenti, moleste e appiccicose, capaci di chiamare e richiamare fino allo sfinimento. Invece i clienti uomini risultano più facili da gestire perché prevedibili. Seguono tutti lo stesso iter: chiamano, danno il loro nome falso, dicono ogni volta di chiamare da Roma o da Milano anche se parlano con fortissimi accenti nordici o meridionali, e poi vogliono subito sapere com’è fatto il corpo della ragazza con cui hanno scelto di parlare, che immaginano sempre eccitata, disinibita e pronta a tutto, specialmente a farsi infilare dita, lingue e peni da ogni parte.

 

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La “voce” al telefono sa come accontentarli: dice sempre di avere 22 anni, un corpo da fotomodella, e che è comodamente seduta o sdraiata su un divano o su un letto, vestita nell’unico abbigliamento che un uomo già eccitatissimo può tollerare: minigonna, top, mutandine e reggiseno. I clienti uomini ci tengono ad informare la “voce” di avere un pene enorme, lungo e largo in modo incredibile, un vero prodigio della natura, tanto che tutte le donne con cui sono stati ne sono rimaste così soddisfatte, da non volersene staccare mai.

 

Quando si passa alle fantasie, i clienti rientrano in due categorie: quelli che vogliono che la ragazza al telefono stia zitta e ascolti le loro storie di sesso e si masturbi, e quelli invece che vogliono che sia la “voce” a raccontar loro le sue avventure più spinte, e meglio che siano saffiche o di gruppo. Tra le fantasie più richieste ci sono l’infermiera, la ragazzina ingenua e, più di tutte, la segretaria ninfomane.

 

Quest’ultima può essere di tue tipi: la segretaria inesperta, timida e immancabilmente vergine, che entra nell’ufficio del capo e lo sorprende con il pene ben eretto fuori dai pantaloni e che dapprima rimane incredula e timorosa, ma che poi si piega, docile, alle voglie del maschio.

 

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E la fantasia sadomaso della segretaria da punire perché ha fatto un errore nel suo lavoro. In questo caso, il cliente al telefono gode al racconto di una donna nuda, umiliata e sottomessa ai piedi del suo capo, che piange e implora di essere perdonata, perché non vuole subire una penetrazione anale da parte di un minaccioso pene di 30 centimetri. C’è pure chi chiama per raccontare le fantasie sulla sua fidanzata pensata come una depravata, vogliosa di farsi scopare da tutti ma specialmente da chi è più dotato di lui. Le corna immaginate sono un potente afrodisiaco.

 

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Puoi chiamare una linea erotica e passare direttamente alla sezione che più ti interessa. La scelta è amplissima e, tralasciando le solite trans, le mogli vogliose e quelle fetish, si può scegliere categorie “particolari” come le donne che bestemmiano per te, le troie ubriache, quelle divise per nazionalità (brasiliane, polacche, asiatiche), le donne muscolose, le orge tra anziane (“la ciccia rugosa e cadente ha il suo fascino, se mischiata alla troiaggine”, ti assicurano nella home page).

 

C’è anche la sezione amatoriale: chiami, e dall’altra parte possono decidere di non risponderti, o di risponderti e chiederti incavolate “che diamine vuoi?”, o di risponderti in modo volgare e maleducato: ci sono clienti che chiamano l’amatoriale perché riescono a godere solo se una sexy voce femminile li manda affanculo.   

 

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