mamma - film porno di silvio bandinelli moana rocco siffredi schicchi

“HA RAGIONE ROBERTO D’AGOSTINO, A MOANA NON INTERESSAVA IL SESSO” – CONFESSIONI DEL REGISTA DI FILM PORNO SILVIO BANDINELLI, CHE TRA TRIANGOLI, ORGE E CONTORSIONI SESSUALI, HA INFILATO L’ANTIFASCISMO, GLI ANNI DI PIOMBO E CRITICHE SOCIALI: “ROCCO SIFFREDI È IN GAMBA, CON UN UCCELLO INCREDIBILE. UNA MACCHINA DA GUERRA, FISSATO PER IL SESSO, TROMBAVA TUTTO” – “MOANA ERA COLTA, BELLA, MA SUL SET RISULTAVA FREDDA” – “RICCARDO SCHICCHI ERA DOLCISSIMO, SEMPRE SORRIDENTE. E TIRCHISSIMO: NON PAGAVA NEANCHE UN CAFFÈ” – “QUANDO HO SCOPERTO DI ESSERE DIVENTATO UN VERO REGISTA PORNO? DURANTE UNA SCENA ANALE, A UN CERTO PUNTO, HO URLATO: ‘STOP! MERDA...’. UNO CHOC” – “HO SCOPATO POCO, NON HO MAI APPROFITTATO…” - E POI RACCONTA DI CARMELO BENE UBRIACO CHE...

Estratto dell’articolo di Alessandro Ferrucci per “il Fatto Quotidiano”

 

Silvio Bandinelli rocco siffredi

Anno 1995. Il cinema italiano si presenta in sala (anche) con Un eroe Borghese di Michele Placido, con La seconda volta di Mimmo Calopresti. O con Carlo Verdone e i suoi Viaggi di nozze. Commedia, denuncia, riflessione.

 

E poi in cartellone c’è Rosso e nero, una palese eco stendhaliana, qualche richiamo al giallo, al noir, pure al poliziesco, ma con una chiave decisamente differente: è un porno. Il regista è Silvio Bandinelli, l’anomalo delle luci rosse.

Lui tra un triangolo, un’orgia, una contorsione, un rapporto orale e tutto il repertorio classico, ha infilato l’antifascismo, gli Anni di piombo, Che Guevara, una critica alla società; ha infilato chiavi intellettuali ovunque. Dei successi. […]

 

Quanti ne ha girati?

moana pozzi riccardo schicchi debora attanasio diva futura

Centinaia.

 

Addirittura.

Compresi quelli piccoli, firmati con lo pseudonimo.

 

Cosa sono “quelli piccoli”?

Dai film ad alto budget, poi se ne ricavava un altro con gli scarti.

 

A casa li ha?

Quasi tutti.

 

Li rivede?

No; (sorride) però li ho, anche se non sono un pornista.

 

Cioè?

Arrivo dalla pubblicità e dalla comunicazione, sono un creativo laureato in Storia del Cinema a Firenze con Pio Baldelli che all’epoca era anche il direttore di Lotta continua; (resta in silenzio) ho approfittato della politica in maniera indegna.

 

Tradotto?

I professori erano molti larghi di voti: tra compagni c’era maggiore tolleranza, non meritavo certe valutazioni.

 

Si sarà laureato con 110.

Silvio Bandinelli

Esatto, ma valevo 104.

 

Era vicino a Lotta continua?

Sempre stato più individualista; (pausa) arrivo da una famiglia borghese, mio padre aveva un albergo.

 

E lei?

Stavo nel mezzo: da una parte rinnegavo le mie origini, dall’altra non stavo totalmente a mio agio in certe logiche politiche; credo ci fosse pure una questione legata al mio ego.

 

Pasolini dove l’avrebbe incasellata?

Rispetto agli scontri di Valle Giulia? Mi avrebbe inserito dalla parte di chi non capiva i poliziotti proletari.

 

Ha mai partecipato agli scontri?

No, ho sempre avuto paura, soprattutto nel periodo in cui ho frequentato i ragazzi di Autonomia operaia, e durante una manifestazione hanno iniziato a tirare i Sampietrini.

 

E lì?

moana pozzi magrissima due mesi prima di morire ph attanasio

Sono scappato a casa avvolto da una pessima autostima.

 

È un Nautilus degli estremi.

Un po’ e infatti sono arrivato al porno per caso, non era il mio mondo.

 

Com’è andata?

Ero carino e lavoravo nel mondo della pubblicità come modello per gli spot della Piaggio, però ero attratto dall’idea di mettere in scena un’altra realtà; allora mi sono avvicinato al fotografo di scena per cercare di capire come funzionava, stessa storia con la produzione.

 

[…]

 

Salto di qualità.

MOANA POZZI CON DAGO

Quando negli anni 80 entra in scena Publitalia che scommetteva sui giovani. Il direttore della sede di Firenze mi coinvolse e girai vari spot di giocattoli.

 

Avrà conosciuto Berlusconi.

Simpatico, ma ci polemizzavo per via dello scontro con De Benedetti.

 

Insomma, il porno.

In Francia c’era una rivista, Plus, che dava in allegato un giocattolino; sapevo che proprio Plus stava per uscire in Italia così cercai di anticipare i tempi: fondai una casa editrice per sfruttare la medesima idea. Un successone. Così alto da portare i grandi gruppi editoriali a venirmi dietro.

 

Il “ma”... ?

Ho sempre avuto delle intuizioni ma non sono mai stato un vero imprenditore; (pausa) Carmelo Bene sosteneva: “Il talento fa quel che vuole, il genio fa quel che può”. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento. (Sorride) Bene l’ho affrontato.

 

riccardo schicchi mercedes ambrus eva henger

Quando?

Pur di conoscerlo avrei combinato di tutto, così alla fine ho ottenuto un ruolo di comparsa al teatro della Pergola di Firenze.

 

Deluso di aver toccato il mito?

No, ma era ubriaco e in camerino offendeva il direttore del teatro; un’altra volta vide me e un altro ragazzo da lontano, ci chiamò in camerino con la frase: “Che i pargoli vengano a me che gli faccio un culo così”. Ci rifugiammo in una risata prima di andare via.

 

Torniamo al porno.

Con l’entrata dei grandi gruppi mi trovai schiacciato, fino a quando un tizio mi suggerì di provare con i film hard. Andai alla Fiera di Milano e alcuni settori erano dedicati proprio al mondo a luci rosse. Appena dentro vidi il sagomato di Cicciolina e Moana ai Mondiali. Presi i diritti. Uscii in edicola. E fu un successo clamoroso.

 

Com’è stato l’impatto con quella realtà?

Bello, mi piaceva la sensazione di essere ai margini della società borghese e bigotta; (sorride) risultavo un ribelle per i borghesi ed esotico per il mondo del porno.

 

mamma - film porno di Silvio Bandinelli

Esotico perché colto?

Rispetto alla media, sì.

 

Da regista è uno dei pochi che ha usato il suo vero nome.

Il primo film è stato Mamma, sul fascismo: in copertina ci misi Mussolini sperando s’incazzasse qualcuno, invece alla Fiera di quell’anno venne il giornalista Bruno Vecchi, che folgorato dall’idea e dai dialoghi gli dedicò due pagine sull’Unità.

 

Gli attori si rendevano conto delle sceneggiature particolari?

Un po’ e mi prendevano in giro perché cercavo di ottenere un altro livello di recitazione.

 

Ha mai partecipato come attore?

No, non sarei stato in grado.

 

Come la trattavano?

Con simpatia e diffidenza gli attori storici: non ero uno di loro. Fino a quando ho vinto un premio importante e lì alcuni mi dissero “ora sei un regista”.

 

E lei quando ha capito di essere un regista porno?

È stato uno choc; (ride) durante una scena anale, a un certo punto, ho urlato: “Stop! Merda...”.

 

selen anni 90 premi

Doveroso.

Immediato; (torna a prima) ho realizzato una versione soft di Mamma che è stata distribuita da Cecchi Gori e sono stato invitato alla Casa della Cultura di Milano, abituata ai Moravia e ai Bertolucci.

 

La “cultura” cosa le chiedeva dietro le quinte?

Passavano dal classico “come ti trovi?” al “quanto scopi?”.

 

La seconda è importante.

In realtà poco, non ho mai approfittato.

 

Perché?

(Silenzio, prolungato, affranto) Alla fine non sono mai riuscito, del tutto, a separare quel minimo di amore dal sesso; con alcune delle attrici sono diventato pure amico, le ho invitate a casa, hanno conosciuto la mia famiglia.

 

Confidenza, oltre.

Quello del porno è un ambiente strano.

 

Tradotto.

rocco siffredi 1

A livello professionale è assolutamente pulito, dove le donne sono le reali protagoniste.

 

Comandano.

Devono stare a loro agio, con i mariti o i compagni che stavano lì e assistevano soddisfatti, si eccitavano.

 

Guardoni.

Esatto, quindi le donne risultavano dominatrici.

 

Molte attrici, da grandi, hanno rinnegato il porno, come Selen.

Carina, provocante, intelligente. Di un altro livello. A quei tempi veniva pagata 25 milioni a film e per girare solo due scene.

 

È uscito un film su Riccardo Schicchi e la sua Diva Futura.

Con lui ho lavorato molto, eravamo amici.

 

silvio bandinelli

Com’era?

Persona dolcissima, sempre sorridente, intelligente. E tirchissimo: non pagava neanche un caffè. Una volta, in Ungheria, mi ha regalato la bambolina tipica, con tutti gli altri del gruppo sconvolti dal gesto. “Ma che si è innamorato di te?”.

 

Rocco Siffredi.

Ancora ci sentiamo. Ragazzo in gamba, con un uccello incredibile.

 

Sì, abbastanza celebre.

Era ed è in grado di girare tre scene al giorno e senza alcun aiuto.

 

Nature.

Una macchina da guerra, fissato per il sesso, trombava tutto. Ma ha sempre ragionato sulle cose, conscio delle sue doti.

 

Duro a comando.

Ci sono attori costretti alle punture.

 

Lì... ?

moana pozzi con Dago

Mi vengono i brividi solo a pensarci, ma oggi è una catena di montaggio; (ci pensa) anni fa lo spiegai a mia moglie: “Godiamoci questi momenti dove ancora c’è la trama, perché prima o poi il porno si vendicherà di questa contaminazione borghese”. Ed è successo con Internet.

 

Moana Pozzi.

Ragazza colta, bella, ma sul set risultava fredda.

Secondo Roberto D’Agostino a Moana non interessava il sesso.

Credo abbia ragione.

 

In mezzo al mondo porno si è mai sentito in imbarazzo?

eva henger riccardo schicchi

No, ma non ho mai frequentato locali particolari o cose simili; (ride) non sono mica Rocco. Mi limitavo al set.

 

Rocco vero mito.

L’attore che fa cilecca fa parte della liturgia.

 

E lì?

Si rassicura, “non ti preoccupare, non c’è problema, siamo tutti stanchi” e si rimanda di qualche ora o di un giorno intero; (pausa) con Rocco è impossibile.

 

La sua attrice preferita.

Selen e Deborah Wells.

 

Ha rischiato di innamorarsi?

Mai.

 

I suoi figli cosa dicono?

Ai tempi della scuola spiegavano che il babbo si occupava di documentari in Ungheria.

 

Sua moglie?

Contenta perché mi vedeva contento e guadagnavo bene.

 

I suoi genitori?

Il più turbato era papà. Poi un giorno arriva un cliente nel suo albergo, chiede del direttore, lui arriva, si presenta: “Sono Aldo Bandinelli”. Il tizio resta in silenzio e poi domanda: “È parente del regista?”. Da quel momento è cambiato tutto.

 

[…]

 

Lei chi è?

Un creativo con la passione della messa in scena.

moana pozzi con DagoSilvio Bandinelli

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