GLI HACKERS DE’ NOANTRI – L’SMS DI NERI ALLA LUCARELLI PER L’ALIBI: “TU COMUNQUE HAI LA COSA CHE L’HAI RICEVUTA DA UNA MAIL ANONIMA. SE SUCCEDE CASINO MI IMMOLO IO” – LA CANALIS: “MI SONO SENTITA SPIATA NELLA MIA VITA PRIVATA E PER MESI HO AVUTO PAURA A USARE LA MAIL”

1.ECCO LE CARTE DEI BLOGGER SPIONI. ‘SE CI BECCANO MI IMMOLO IO…’

Luca Fazzo per “Il Giornale”

 

«Mi faccio paura da solo, delle volte», scrive il blogger Gianluca Neri a Selvaggia Lucarelli. E la Lucarelli, all'epoca anche lei blogger e opinionista rampante, oggi giornalista del Fatto Quotidiano, gli lancia la proposta: non più solo gossip, iniziamo anche a frugare nei segreti del Palazzo: «Parliamone, io ho un sacco di roba interessante, anche politica».

 

GIANLUCA NERI  GIANLUCA NERI

E l'inchiesta, per alcuni aspetti clamorosa, della Procura di Milano sul giornalismo a base di pirateria informatica della coppia Neri-Lucarelli, spesso esteso a Guia Soncini, anche lei bella penna delle cronache di costume, racconta come in effetti a venire spiati non fossero più solo protagonisti dello star system italiano e straniero (tra gli italiani i registi Paolo Virzì e Daniele Luchetti, lo showman Rosario Fiorello, la presentatrice Paola Perego e altri). Tra gli spiati c'è Emanuele Filiberto di Savoia. E c'è soprattutto Paolo Guzzanti, editorialista del Giornale, ed ex parlamentare del Pdl.

 

È una voracità quasi patologica di infilarsi nei fatti altrui, quella che emerge dal fascicolo di inchiesta del pm Grazia Colacicco, alla base del processo che si aprirà il 19 giugno a carico dei tre imputati. A volte è difficile cogliere persino il movente che anima i tre protagonisti. La Soncini, firma di Repubblica, dei tre, è quella che appare più mossa dalla curiosità giornalistica, dalla caccia di segreti da trasferire nel suo blog.

 

GIANLUCA NERI    GIANLUCA NERI

Mentre Neri e la Lucarelli, da un certo momento in avanti, puntano diritti ai soldi. Come quando, dopo essere riusciti a entrare nella posta della showgirl Federica Fontana, si impadroniscono delle foto della festa di compleanno di Elisabetta Canalis («Mi hanno spiata per mesi», si sfoga su Oggi), il 12 settembre 2010, nella villa sul lago di Como di George Clooney, e cercano di venderle al direttore di Chi, Alfonso Signorini, tramite il suo vice Gabriele Parpiglia.

 

Ieri, quando la notizia dell'inchiesta arriva sui giornali, la Lucarelli si difende sostenendo che le foto le sono arrivate da una mail sconosciuta. Ma a smentirla è un sms in cui a dettarle l'alibi è proprio Neri: «Tu comunque hai la cosa che l'hai ricevuta da una mail anonima, sai quante volte succede. Se succede casino mi immolo io». E appena la Lucarelli esce dall'interrogatorio, le arriva il messaggino dell'amico blogger: «Sei ancora a piede libero?». E lei: «Mi hanno tenuto un'ora, sono convinti che nasconda la fonte. Il casino l'ha fatto Signorini che ha avvertito la Canalis».

 

selvaggia lucarelli pubblicata da roberta bruzzoneselvaggia lucarelli pubblicata da roberta bruzzone

E che Neri sia al centro della trattativa ci sono pochi dubbi. L'offerta a Signorini arriva da un indirizzo di posta elettronica giorgio.clone61@gmail.com, aperto pochi giorni prima dall'estero e chiuso una settimana dopo da un anonimyzer tedesco: ma tutti i dodici accessi all'account avvengono dal telefono di Neri, e la password «autogrill» è la stessa utilizzata da Neri, dalla Lucarelli (di cui per la polizia giudiziaria è di «palmare evidenza la consapevolezza della condotta criminis») e dalla Soncini per aprire in modo compulsivo (seimila accessi) la cartella che custodisce i segreti succhiati da indirizzi di posta elettronica di decine e decine di vip. In questo modo il terzetto non solo era in condizioni di aprire in diretta le mail, ma anche (e chissà cosa se ne facevano) di conoscere i dati delle carte di credito.

 

A volte agivano solo per regolare i conti: «Monitoriamo la Venier, ha chiesto la mia testa a Signorini», scrive la Lucarelli a Neri. E quando Neri risponde «Habemus Mara» Selvaggia esulta, «Vojo tutti i suoi scheletri». E intercettano una mail in cui la Venier va giù piatta con collega, «mi tocca andare a fare la giurata in quella cagata del programma di Facchinetti».

 

La Soncini è parte attiva nel dare la caccia ai grimaldelli, ovvero la risposta alle domande cui i vip si affidano quando dimenticano la password. Quando si scopre che per entrare sulla casella di Clooney, batmansenior, basta rispondere alla domanda «My Worst Habit», la mia peggiore abitudine, la Soncini ipotizza: «La Canalis», oppure, più crudamente «prenderlo in c...». «Quello che ci separa da tutto il mondo è sapere come si chiama il coniglio della Canalis», si scrivono tra loro.

selvaggia lucarelli e alberto dandoloselvaggia lucarelli e alberto dandolo

 

Dall'indirizzo giorgioclone61, Neri invia offerte di materiale con pignoleria da piazzista. «Le foto di Clooney sono un piccola parte (anche se la più eclatante, ma non è detto) di informazioni su celebrities americane e italiane che ho a disposizione». Esempio: «Ho quattro scatti di Scarlett Johansson nuda (topless parziale, sedere)». E pensare che Neri nel suo ambiente si presentava come «security evangelist».

 

 

2. L’UOMO CHE LEGGEVA LE MAIL DI ATTRICI E VIP «COSÌ TROVAI LE FOTO»

Elvira Serra per “Il Corriere della Sera”

 

«Eh sì, adesso ci manca solo che allarghino l’inchiesta alla frode fiscale...». Gianluca Neri, alias Macchianera (il blogger che nel 2005 con un copia e incolla svelò gli omissis del documento ufficiale statunitense diffuso al termine dell’inchiesta sull’omicidio dell’agente Nicola Calipari), reagisce così alla notizia che «gli indagati» — cioè lui e le colleghe Selvaggia Lucarelli e Guia Soncini — sarebbero entrati in possesso dei codici delle carte di credito di «vip» tra i quali il principe Emanuele Filiberto, il regista Paolo Virzì, la conduttrice Paola Perego, l’ex calciatore Stefano Bettarini e il giornalista Paolo Guzzanti.

selvaggia lucarelli da mcdonaldsselvaggia lucarelli da mcdonalds

 

Dice: «Ammetto che sia stata commessa una leggerezza e che non per forza debba essere giustificata. E se questo ha procurato un danno mi dispiace molto. Ma credo che ci sia un accanimento su una piccola cosa che è stata ingigantita».

 

La piccola cosa in questione, però, ha determinato una citazione diretta a giudizio da parte del Tribunale di Milano, firmata dal sostituto procuratore Grazia Colacicco. Il prossimo 19 giugno Neri, Lucarelli e Soncini dovranno presentarsi in aula per rispondere, a vario titolo, di concorso in intercettazione abusiva, detenzione e diffusione di codici di accesso (questo non è contestato a Lucarelli), accesso abusivo a sistema informatico, violazione della privacy: in alcuni casi i reati sono aggravati dall’aver tentato di lucrarci.

 

GUIA SONCINI SELFIEGUIA SONCINI SELFIE

Secondo l’accusa, i tre sarebbero entrati abusivamente negli account di posta elettronica di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo. «Io so spiegare quello che è successo e anzitutto noi non abbiamo mai forzato account privati, abbiamo soltanto commentato conversazioni copiate e incollate da altri hacker», insiste Macchianera. Ricorda, piuttosto, di essere entrato in contatto con le conversazioni contestate attraverso il sito 4chan .

 

«È una sorta punto di ritrovo dove gli hacker mettono a disposizione le informazioni più interessanti. Noi siamo incappati in un gruppo che si occupava di quattro vip italiani. Abbiamo soltanto letto le conversazioni e le abbiamo commentate tra di noi, che lo so, non è una cosa bella. Ma nessuno se l’è presa con chi ha letto le email della Sony di qualche mese fa o con chi ha guardato i nudi rubati alle star».

 

GUIA SONCINI SELFIE GUIA SONCINI SELFIE

Il pm, però, dice che gli indagati, usando codici e password dell’account della modella Federica Fontana, sarebbero entrati in possesso delle foto del compleanno di Elisabetta Canalis a Villa Oleandra (con l’allora fidanzato George Clooney, era il 2010), e avrebbero poi tentato di venderle per 120 mila euro. «Ma le pare che a 43 anni mi metto a spacciare foto come Corona?», si scandalizza Neri. «La cosa che trovo più strana è che nessuno di noi tre accusati ha mai parlato di soldi o di vendere foto. Lo hanno fatto, invece, il direttore di Chi Alfonso Signorini, il suo giornalista Gabriele Parpiglia e il fotografo Giuseppe Carriere: sentiti dagli inquirenti, loro sono fuori dall’inchiesta. Sono contento, per carità, perché posso dire che questo processo è una bella rottura, ma non capisco come mai loro sì e noi no».

 

La conduttrice Mara Venier è tra le persone alle quali è stata letta la posta. Però non ha voluto querelare nessuno. Spiega: «Più che altro per pigrizia. Certo, non mi ha fatto piacere sapere che leggessero le mie email e le giudicassero perfino noiose. Comunque, eventualmente, ho tempo per cambiare idea. Ma per dire come sono fatta, l’anno scorso Selvaggia Lucarelli l’ho ospitata a Domenica in per farle presentare il suo libro. E già conoscevo questi fatti».

 

 

3. «AVEVO PAURA DI USARE LA POSTA ELETTRONICA»

da “Il Corriere della Sera”

 

«Mi sono sentita spiata nella mia vita personale e privata, perché non avevo più la certezza di cosa fosse pubblico e cosa no. Anche nei mesi successivi non ero più sicura nell’utilizzare la mail per comunicare con gli altri e sentivo di non potermi fidare di nessuno». Così Elisabetta Canalis al settimanale Oggi , in edicola mercoledì prossimo, sul suo stato d’animo dopo aver saputo che qualcuno aveva cercato di vendere le foto del suo compleanno a Villa Oleandra nel 2010.

 

elisabetta canalisi 2elisabetta canalisi 2

La showgirl va avanti: «Immaginate le trattative economiche di lavoro, i contenuti di vita privata e altri dati sensibili. Temevo ad ogni “click” e “invio” che qualcuno potesse leggere e vedere tutto. Pertanto ho ritenuto corretto tutelarmi a livello legale. Confido nella giustizia italiana e sono sicura che verranno accertate le responsabilità di quanto accaduto».

 

elisabetta canalis 5elisabetta canalis 5

Elisabetta Canalis ha anche voluto sottolineare quanto il suo ruolo pubblico non debba implicare l’assenza della privacy. «Il fatto che io sia un personaggio dello spettacolo non significa che io non debba essere tutelata come cittadino e che le mie foto e i miei dati personali possano essere acquisiti, diffusi o, peggio ancora, posti in vendita a mia insaputa».

 

 

 

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